Non farò nomi di alcuno perché non voglio alimentare alcun Circolo vizioso rispetto alle notizie che troppo spesso rimbalzano in diversi giornali e quotidiani di informazione.

Tutti noi abbiamo ascoltato negli ultimi giorni la spasmodica caccia ai sequestratori di un giovane imprenditore del quale a tutt'oggi non risulta traccia

Ho appreso ultimamente che questo povero giovane sia stato cercato già dopo molti giorni, dalle forze dell'ordine, mediante l'utilizzo della termografia metodica di cui mi occupo  a livello clinico assistenziale scientifico da diverso tempo presso il mio Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico

Sono rimasto piuttosto perplesso nell'apprendere l'utilizzo della termografia (mediante elicotteri) per la ricerca di questo povero giovane (di cui non si ha traccia ormai da molti giorni) che secondo gli inquirenti potrebbe essere stato posto sotto sequestro

i dubbi che mi sono sorti immediatamente sono i seguenti:

- Una persona posta in stato di sequestro dovrebbe essere nascosta solitamente all'interno di strutture di qualsiasi genere; In pratica non dovrebbe essere solitamente lasciato all'addiaccio o all'aperto se si vuole preservare la segretezza e soprattutto l'incolumità del soggetto

- Alternativamente, se si cerca una persona all'esterno dopo tanti giorni la probabilità di trovarla in vita è piuttosto scarsa e comunque indirettamente proporzionale al tempo in cui è stata dichiarata dispersa

In entrambi i casi la termografia non avrebbe un risultato soddisfacente:

Tale metodica difatti riesce a reperire la differenza di gradiente termico e quindi anche di calore di un corpo rispetto ad un altro: va da sé che il corpo umano vivo è molto più caldo di tutte le altre componenti non animali che ci circondano in natura e quindi in questo caso, di facilissima reperibilità, anche a distanza

Il limite della termografia però è causato dall'interposizione di qualsivoglia interfaccia fra la rilevazione termografica ed il corpo che si vuole ricercare o studiare.

Pertanto risulta inutile se si ricerca un corpo nascosto all'interno di qualsiasi struttura od edificio, oppure se si cerca un corpo disperso all'aperto dopo molti giorni,  secondo il principio appena citato, ovvero secondo quel rischio di non essere più in vita.

Fermo restando, che quando si cerca una vita umana ogni apporto ed ogni sforzo deve essere compiuto al fine di tentare di trovare il prima possibile la persona in oggetto, appare altresì evidente che l'impiego di forze e strumentazioni dovrebbe essere ben studiato per ottenere il massimo dei risultati possibili in quella ricerca.

Nell'ambito della termografia difatti grandi risultati potrebbero essere ottenuti nella ricerca di soggetti dispersi o scomparsi nelle primissime ore dalla loro scomparsa.

Ritorna difatti alla mente il tristissimo episodio di quella giovane vita spezzata qualche tempo fa nella bergamasca e ritrovata poi non distante dalla casa dove abitava con i genitori in un campo.

Secondo i rilievi autoptici poi effettuati sulla ragazza, parrebbe che questa giovane creatura fosse rimasta in vita in quel campo per diverso tempo.

In tal caso ed è opinione personalissima mediata dalla professione che svolgo, ritengo che quella giovane vita sarebbe potuta essere stata ricercata anche con la metodica termografica, nelle primissime ore dalla sua scomparsa Nella quale un corpo caldo all'interno di un campo freddo sarebbe sicuramente stato evidenziato.

Ovviamente non so se questo è stato fatto (non ricordo di averlo appreso dai media) e sicuramente rimango dell'idea che tutti gli inquirenti e le forze dell'ordine hanno propugnato il profuso il massimo dell'impegno per ricercare quella giovane vita.

Non posso però esimermi dal commentare questa metodica e la sua applicazione in queste situazioni perché ritengo che affinare le metodiche di ricerca ed applicarle in un ambito ben specifico e temporale di un inizio di indagine, sia la strada migliore per ottenere i risultati migliori.