Il microscopio, nelle sue varie evoluzioni, è ancora utilissimo.

Anzi, con poca fatica, possiamo ancora usare il nostro vecchio microscopio per evitare al paziente un noioso pellegrinaggio al laboratorio analisi microbiologiche.

In questa prima parte analizzerò soltanto le tecniche più facili, a bassissimo costo.

I funghi per esempio.

Iniziamo con il prelievo di materiale.

La zona va pulita preventivamente con alcool al 70%. Successivamente, a seconda del materiale (peli, cute, unghie) si adopererà la strumentazione più idonea (pinze, curette, bisturi), utilizzando vari accorgimenti per effettuare una corretta e proficua asportazione.

In particolare, per i peli, sarà utile usare la lampada di wood e scegliere quelli sul bordo della chiazza. Per le unghie raccogliere la parte friabile, sottostante la lamina. Per la cute regolarsi a seconda che le lesioni siano vescicolose, secche o ispessite, cercando di prelevare un pò in profondità.

Per la pitiriasi versicolor, il "fungo del mare", ancora più facile: si può usare il metodo del nastro adesivo trasparente, stante la superficialità del lievito, mettendolo direttamente sul vetrino per l'osservazione.

Ma certamente l'esperto dermatologo saprà utilizzare ancora altre mille accortezze. Comunque, terminata questa prima parte, si apporrà il materiale sul vetrino. A questo punto basterà aggiungere una goccia di KOH al 10%, riscaldare sulla fiamma leggermente... e voilà, pronto per un primo esame al microscopio!

Volendo, ed avendo la possibilità, si può effettuare la colorazione, ma in generale già al passaggio precedente è possibile avere una idea del fatto che vi siano spore o miceli.

Niente invio del paziente in microbiologia in tanti casi.

Più avanti potremo parlare delle colture.