Rimango stupito dai molti pazienti che incontro, spaventati perché (strano a dirsi nel terzo millennio) non sanno cosa capiterà loro nel corso della visita.
Il medesimo atteggiamento lo riscontro spesso durante i consulti on-line: il mio consiglio di farsi visitare genera il panico perchè l'utente ignora cosa gli accadrà.
Per costoro ho deciso di fare chiarezza (spero) su un aspetto tecnico che, ai più ed ai Colleghi, probabilmente, sembrerà banale e/o superfluo.


La visita è l'atto medico irrinunciabile attraverso il quale il sanitario entra in contatto con la persona potenzialmente malata e che consente, solo al termine di essa, di confezionare un eventuale iter diagnostico con gli esami dettati dalla/e ipotesi formulata/e al termine della visita stessa.
Una visita (a prescindere dalla branca medica) si divide in due grandi "capitoli": anamnesi ed esame obiettivo.


Anamnesi


È il momento fondamentale di conoscenza della persona da parte del medico: attraverso una serie di domande (più o meno lunga) il sanitario indaga sugli aspetti sociali, familiari e, soprattutto, sanitari (fisiologici e patologici), che si sono susseguiti nel passato remoto e prossimo della vita dell'esaminando.
Ovviamente il medico si concentrerà con particolare attenzione sui motivi che hanno spinto la persona a richiedere la visita, attraverso domande mirate alla miglior comprensione possibile dei sintomi lamentati e delle loro caratteristiche (momento di inizio, durata, ritmo giornaliero, risposta a terapie già effettuate etc.). Durante l'anamnesi si prende anche visione della documentazione clinica in possesso del paziente.
Questa fase, importantissima, consente al medico di orientarsi verso una o più patologie e di costruire una ipotesi di lavoro.

 

Esame Obiettivo

In questa seconda parte della visita, si analizzano, attraverso l'uso dei sensi, le caratteristiche fisiche dell'organismo della persona.
Tale analisi avviene in 4 tempi successivi (qui parleremo della visita gastroenterologica anche se, pur con alcune differenze, i tempi sono uguali per tutte le specialità)

 

Ispezione


Il medico osserva le caratteristiche fisiche del corpo della persona, dei movimenti che essa fa, del modo in cui respira ecc. Si osserva il colore della cute, delle sclere degli occhi, si cerca l'eventuale presenza di reticoli venosi superficiali. In questa fase si utilizza anche l'olfatto (odore dell'alito e/o del sudore del paziente).

 

Palpazione

 

Si procede con la palpazione manuale dell'addome (diviso idealmente in 9 quadranti) che sarà prima superficiale e poi più profonada). Si cercheranno masse addominali, si studierà la resistenza della parete addominale si osserveranno eventuali dolori evocati dalla manovra.

 

Percussione


Con le dita si perquoterà la superficie addominale per evocare un rumore la cui tonalità dipende (ad esempio) dal contenuto di gas nell'intestino.

 

Ascultazione


Con l'aiuto del fonendoscopio si ascoltano i rumori prodotti dalla peristalsi intestinale o eventuali soffi prodotti dai vasi sanguigni.

 

Esplorazione digitale del retto


La visita gastroenterologica, in realtà, si caratterizza per una ulteriore fase che è l'esplorazione digitale del retto.
Tale fase (poco gradita ai pazienti) è fondamentale e consente, molto spesso, una diagnosi precoce (a costo zero) delle neoplasie degli ultimi centimetri del retto.
Si inizia con l'osservazione della regione anale e dei movimenti del pavimento pelvico.
Si passa poi all'esplorazione digitale vera e propria attraverso la quale si valutano il tono sfinteriale, le caratteristiche della mucosa, la presenza di tumefazioni ecc.
Tutto qui, quindi, niente paura!