E’ quanto emerso da un recente studio (Zingone et al., 2010) pubblicato sulla rivista Alimentary Pharmacology and Therapeutics dal titolo The quality of sleep in patients with coeliac disease. In questa ricerca condotta presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università Federico II di Napoli è stata studiata la qualità del sonno nelle persone intolleranti al glutine, con diagnosi di Malattia Celiaca.

Gli autori hanno esaminato un campione di 90 soggetti suddivisi in 3 gruppi:

1-      30 soggetti (20 maschi e 10 femmine) neo-diagnosticati celiaci, in attesa di iniziare la dieta priva di glutine

2-      30 soggetti (20 maschi e 10 femmine) celiaci in follow-up, ovvero con antitransglutaminasi negative da almeno 1 anno, a regime dietetico senza glutine

3-      30 soggetti (20 maschi e 10 femmine) volontari sani, ovvero senza diagnosi di Malattia Celiaca.

A tutti i partecipanti è stato somministrato il PSQI (Pittsburgh Sleep Quality Index), un questionario in grado di valutare la qualità del sonno (percepita dal soggetto), la durata del sonno, la presenza di difficoltà di addormentamento, il numero di interruzioni del sonno durante ogni notte.

I dati ottenuti attraverso il PSQI sono stati confrontati con quelli raccolti attraverso questionari specifici per l’ansia, la depressione e l’affaticamento.

I risultati indicano che i celiaci a regime dietetico senza glutine da almeno un anno non mostrano un sonno migliore rispetto ai celiaci che non hanno ancora iniziato la dieta: questo suggerisce che fondamentalmente la dieta priva di glutine non migliora la qualità del sonno in questi pazienti.

Altro dato interessante: entrambi i sottogruppi di pazienti celiaci mostrano una qualità del sonno peggiore rispetto ai volontari sani (ad eccezione della durata del sonno che di base è simile in tutti i partecipanti). In altri termini, il celiaco dorme peggio (ovvero si addormenta con maggior difficoltà ed è generalmente più affaticato) rispetto a chi non ha questa malattia, pur dormendo le stesse ore. 

Normalmente chi soffre di ansia, depressione e stress tende ad avere un sonno disturbato (o comunque lo percepisce tale). In aggiunta, problemi medici e malattie croniche come la celiachia sono spesso associati a problemi del sonno. Lo studio di Zingone e colleghi conferma questo dato, indicando chiaramente che i disturbi del sonno possono essere considerati veri e propri sintomi della Malatti Celiaca, importanti in fase diagnostica, ma tendenzialmente sottovalutati.

Se dormite male e non riuscite esattamente a capire il perchè potreste confrontarvi col vostro Medico rispetto alla correlazione tra celiachia ed insonnia. In questo studio i disturbi del sonno non sono correlati con la sintomatologia gastrointestinale (al momento della diagnosi); il sonno inoltre non migliora con la dieta priva di glutine, come invece accade per molti altri sintomi tipici della Malattia Celiaca.

Forse molti insonni potrebbero essere celiaci, ma non avendo sintomi gastrointestinali evidenti non possono nemmeno sospettarlo (e chiaramente nemmeno il Medico, a questo punto). Ma viste le conseguenze importanti e a volte drammatiche della celiachia sarebbe il caso di insospettirsi, anche in presenza di semplice insonnia. La diagnosi di celiachia spesso viene effettuata in occasioni psicologicamente molto dolorose e, appunto, drammatiche: molte donne scoprono di essere celiache dopo aver abortito ripetutamente grazie all’intuizione di ginecologi illuminati.Migliorare l’approccio diagnostico alla Malattia Celiaca potrebbe essere determinante, soprattutto in casi di poliabortività e difficoltà procretative. Se avete un sonno di scarsa qualità parlatene al vostro Medico, non sottovalutate questo aspetto della vostra vita.

Conclusione interessante: questo studio conferma osservazioni precedenti in base alle quali il celiaco mostra una quality of life peggiore rispetto alla media, e non solo dopo aver iniziato la dieta priva di glutine. Tutta colpa delle limitazioni alimentari e sociali?

Fonte: Alimentary Pharmacology and Therapeutics