Spesso, la maternità viene rinviata a causa di impegni di studio o per particolari condizioni sociali, economiche e lavorative.

Mi capita a volte di sentirmi chiedere da pazienti ultratrentenni, particolarmente impegnate nella carriera, se esistono esami che possono fare per valutare a che punto è la loro fertilità e quanto tempo hanno ancora a disposizione per poter riuscire ad avere un figlio.

 

Purtroppo per la donna, a differenza dell’uomo, c’è una possibilità di concepimento limitata nel tempo.

 

Il cosiddetto orologio biologico scandisce inesorabilmente il tempo che abbiamo a disposizione per poter diventare mamme, e quindi bisogna sempre pensare a questo limite della natura, non rimandando troppo l’appuntamento con “la cicogna”.

 

Oggi esiste purtroppo la tendenza a credere che comunque si potrà diventare mamma anche dopo i 40-45 anni, credenza rafforzata anche dalle notizie che ci giungono di attrici, cantanti, personaggi famosi, diventate mamme in tarda età.

 

La realtà non è così semplice: rinviare troppo la gravidanza significa spesso non riuscire a concepire naturalmente, e dover intraprendere il difficile percorso della procreazione medicalmente assistita (PMA) che spesso non porta al risultato sperato.

 

Dopo i 30 anni la fertilità comincia a ridursi, e continua ulteriormente a diminuire dopo i 35 anni, per calare in modo drastico dopo i 40 anni.

 

In genere  la riserva ovarica, cioè il numero di ovociti che una donna ha a disposizione, si esaurisce quando arriva la menopausa, che nelle donne italiane in media arriva tra i 48 e i 52 anni.

Il numero degli ovociti è determinato geneticamente e non è uguale in tutti gli individui, per cui esiste la possiibilità che questo patrimonio possa esaurirsi anche precocemente, per esempio intorno ai 35 anni, determinando una condizione di menopausa precoce, che purtroppo sta diventando sempre più frequente in questi ultimi anni.

Non dimenticate poi che oltre al numero è importante anche la qualità degli ovociti che peggiora nel tempo, e in modo significativo dopo i 40 anni.

 

Attualmente esistono degli esami che stimano la riserva ovarica, e in pratica ci consentono di stabilire approssimativamente quante possibilità e quanto tempo rimane per poter concepire un figlio, ma teniamo presente che nessuno di questi esami può dare una stima precisa dell’effettiva possibilità riproduttiva della donna.(1)

 

In prima battuta si possono fare delle analisi del sangue che valutano alcuni ormoni, in modo specifico l’FSH, e il 17 beta estradiolo,l’inibina B, che vanno effettuati il secondo o il terzo giorno del ciclo (contando dal primo giorno di mestruazione).

In base ai risultati,in particolar modo se l’FSH risulta essere tendenzialmente alto, si deciderà poi se è il caso di passare alla fase successiva, rappresentata dal dosaggio dell’ormone antimulleriano (AMH), tramite un prelievo del sangue che si può effettuare in qualsiasi giorno del ciclo.

L’AMH è un esame molto attendibile, e se risulta basso, ci avverte che la riserva di ovociti a nostra disposizione si sta esaurendo e quindi bisogna affrettarsi per poter avere un figlio

 

L’altro tipo di esame che possiamo fare è l’ecografia transvaginale da effettuare tra il terzo e il quinto giorno del ciclo, per poter valutare quanti follicoli antrali sono presenti nelle ovaie, che unita al dosaggio dell’AMH ci dà indicazioni su quante possibilità e quanto tempo approssimativamente rimane per poter diventare mamme.

 

Il consiglio che vorrei darvi è quello di non rimandare troppo la vostra prima gravidanza.

D’accordo il lavoro, gli studi, la carriera, ma cercate di ricordare sempre che i figli vanno fatti da giovani, possibilmente entro i 30 anni,quando è possibile concepire più facilmente, affrontare una gravidanza senza complicanze, e crescere un figlio con maggiori energie.

 

Cercate quindi di non rimandare troppo la vostra prima gravidanza, per evitare poi di ritrovarvi a rinunciare a un sogno, a un dono meraviglioso che vi può fare la vita……vostro figlio!

 

Per approfondire:

 

 1)    Tests for ovarian reserve: reliability and utility.

Domingues TS, Rocha AM, Serafini PC Curr Opin Obstet Gynecol. 2010 Aug;22(4):271-6. Review.