I Medici dell'AMERICAN COLLEGE of OBSTETRICIANS and GYNECOLOGIST (ACOG) sostengono, in un manifesto del loro bollettino, che la pillola contraccettiva dovrebbe essere distribuita liberamente senza l'obbligo di prescrizione medica, sottolineando che questo atteggiamento porterebbe ad una riduzione delle gravidanze indesiderate, a rischio di terminare in seguito ad interruzione della gravidanza (IVG), soprattutto tra le più giovani.

Il documento sottoscritto dai Medici ACOG sottolinea inoltre che:

  • diversi studi scientifici dimostrano che le donne adotterebbero più volentieri la contraccezione orale, se non avessero necessità della ricetta medica;
  • altre ricerche hanno evidenziato invece come le donne siano brave quanto i medici nel controllare se stesse per motivi di salute;
  • " i costi, le difficoltà di accesso e la comodità sono le ragioni più comuni per cui le donne non usano la contraccezione o lo fanno in maniera poco continua (ACOG practice bulletin);
  • nonostante nessun farmaco sia esente da rischi, c'è un generale consenso che la pillola sia sicura.C'è un rischio di trombosi, ma è estremamente basso e significativamente più basso rispetto a quello che si ha in gravidanza o nel post-partum;
  • è provato scientificamente che le donne continuano a sottoporsi presso il proprio medico a visite per prevenzione e screening, anche quando gli è concesso di recarsi presso le farmacie senza la prescrizione medica.
  • le donne che ricevono più di un blister di pillole per volta hanno maggiori probabilità di continuare la contraccezione ormonale, rispetto a chi riceve una sola confezione.

Il mio commento a questo "manifesto dell'ACOG" mi porta a fare delle considerazioni sugli allarmismi che si sono scatenati sulla "pillola",  farmaco con un grande impatto socio-culturale che quasi obbligatoriamente genera controversie e grande interesse dei mezzi di informazione. Questo interessse finisce col modificare i contenuti scientifici su cui dovrebbe basarsi la valutazione del rapporto rischi/benefici.

La Food and Drug Administration (FDA) che approva l'utilizzazione di questi farmaci, ha la responsabilità di garantire la sicurezza e l'efficacia di qualsiasi farmaco. Le sue decisioni e raccomandazioni rappresentano un momento di equilibrio tra notizie non sempre scientificamente esatte e studi clinici che sono stati eseguiti nell'arco di circa 50 anni.