In seguito allo studio denominato HAPO (Hyperglycemia and Adverse Pregnancy Outcome) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20510967 che ha messo in evidenza una relazione lineare tra i livelli di glicemia registrati a digiuno e dopo 1 e 2 ore dal carico orale con 75 g di glucosio e l’aumento di frequenza di outcomes primari e secondari avversi, la International Association of Diabetes and Pregnancy Study Groups ha pubblicato le nuove proposte di screening e diagnosi di diabete gestazionale applicabili anche in Italia.

Per lo screening e la diagnosi di diabete gestazionale si dovrebbe utilizzare una procedura in fase unica anziche’ la procedura in 2 fasi (minicarico glucidico + OGTT nei casi positivi).

 

In occasione della prima visita ostetrica, il riscontro di un valore di glicemia a digiuno superiore a 126mg/dl in due occasioni pone diagnosi di diabete manifesto.

La diagnosi puo’ essere posta anche se la glicemia eseguita in qualsiasi momento della giornata superi il valore di 200mg/dl.

Se alla prima visita il valore glicemico risulta compreso tra 92 e 126 mg/dl si pone diagnosi di diabete gestazionale.

 

Tutte le gestanti con glicemia inferiore a 92mg/dl indipendentemente dalla presenza di eventuali fattori di rischio per diabete gestazionale, dovrebbero eseguire una curva da carico con 75g di glucosio tra la 24 e la 28 settimana e prelievi a tempo 0’, 60’ e 120’: deve essere posta diagnosi di diabete gestazionale se uno o piu’ valori risultano superiori o uguali a quelli limite (180mg/dl dopo 60’- 153mg/dl dopo 120’)

Le donne con diabete gestazionale dovrebbero rivalutare la loro tolleranza glucidica con OGTT dopo 8-12 sett dal parto.