Ogni medico di medicina generale durante le visite a domicilio ai pazienti ha modo di vedere quello che si può definire l' armadio-farmaci (che può anche essere una scatola o un cassetto) della famiglia. In certi casi tale armadio è stracolmo di scatole, blister, flaconi: alcuni sono i farmaci delle attuali terapie croniche, altri sono vecchie confezioni ormai scadute (che è meglio smaltire in farmacia, dove esistono appositi contenitori), altri ancora sono medicine ancora utili (come analgesici, antipiretici,spasmolitici,ecc.) che possono servirci per eventuali urgenze.

In molti casi però, si tratta anche di medicine che non ci servono più: farmaci per terapie croniche che sono stati sospesi e sostituiti da altri (ad esempio farmaci per la pressione o per il diabete che lo specialista - cardiologo o diabetologo - o lo stesso medico di famiglia hanno cambiato al paziente), farmaci che si prendevano per problemi di salute precedenti che ora sono risolti (per esempio anticoagulanti in iniezioni, antibiotici,ecc.), o addirittura le pillole del nonno buonanima.

Tali medicine che non ci servono più e che spesso si dimenticano nel predetto armadio, nel quale dopo qualche tempo scadranno, potrebbero invece essere utili per altre persone.

In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo tutti parliamo di lotta agli sprechi e di solidarietà. Ogni persona, impiegando poco tempo, può far ordine nel proprio armadio-farmaci e  scrivere una lista - magari in ordine alfabetico - delle medicine in suo possesso. Tale lista servirà in futuro per risparmiare: sovente si hanno già in casa farmaci per il dolore, la febbre, la tosse.

Se si trovano confezioni di medicinali che non usa più nessuno (per i motivi suggeriti sopra) prima di buttarli, se non ancora in scadenza, portatele in studio al  medico di fiducia: sicuramente il vostro dottore saprà a chi possono ancora servire e in tal modo non saranno sprecate risorse utili ( e costose ).