Premesso che la Menopausa e l’Andropausa non sono malattie, fra i pregiudizi più comuni dei medici, ormai passati nella cultura della gente comune, vi è quello che le donne in menopausa debbano mangiare tanto formaggio per prevenire l’osteoporosi. In realtà non vi è alcuna prova che serva e ci sono fondati sospetti che faccia più male che bene, perché una dieta ricca in proteine animali (es. formaggio) favorisce l’osteoporosi.

Ne abbiamo chiesto una conferma a Franco Berrino, epidemiologo che dirige il Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto dei Tumori di Milano, che ha promosso lo sviluppo dei registri tumori in Italia. Inoltre ha promosso grandi studi per indagare il rapporto tra stile alimentare, livelli ormonali e successiva incidenza del cancro e sperimentazione sullo stile di vita per prevenire l’incidenza del cancro al seno e delle sue recidive.
Ho conosciuto Franco Berrino nella mia quasi decennale frequenza all’Istituto dei Tumori di Milano, ma soprattutto perché ho collaborato con lui con il primo progetto Diana e perché entrambi facciamo parte del comitato scientifico di ATTIVECOMEPRIMA.

 

 

CATANIA:

<< Molti medici, piuttosto che indagare sulla fondatezza delle raccomandazioni preventive che impartiscono ai loro pazienti, preferiscono ripetere frasi orecchiate da qualche presunto autorevole collega. “Mi raccomando signora ora che è in menopausa (o Andropausa nei maschi) almeno due bicchieri di latte e mezzo etto di formaggio al giorno per prevenire l’osteoporosi e le fratture”.

Vogliamo fare un po’ di chiarezza? >>

 

 

BERRINO:

<< L’Osteoporosi è una condizione frequentissima nella popolazione anziana dei nostri paesi, specialmente nelle donne, ed è caratterizzata da un basso contenuto di calcio nelle ossa.

E’ ovvio quindi che si debba garantire un sufficiente apporto di calcio con la dieta, e se si guardano le tavole di composizione degli alimenti, il formaggio spicca come uno degli alimenti più ricchi di calcio, specie i formaggi stagionati e concentrati, ad esempio il parmigiano.

Anche gli specialisti, gli ortopedici e i ginecologi (andrologi) a cui le donne si rivolgono al momento della menopausa, confermano l’importanza del formaggio; i cardiologi sono più prudenti, perchè il formaggio è anche molto ricco di grassi che fanno aumentare il colesterolo nel sangue. Dicono allora di ridurre la carne, ma i dietologi non sono sempre d’accordo, perché temono carenze proteiche nella popolazione anziana. Pensano che non si potrebbe conservare una buona forza muscolare senza carne e raccomandano di mangiare proteine facilmente digeribili, come quelle già parzialmente digerite del prosciutto cotto o dello yogurt.

D’altronde negli ospedali non danno sempre prosciutto cotto o bollito o formaggio?

In realtà non esiste neanche uno studio che abbia dimostrato che mangiare formaggi in menopausa migliori il contenuto di calcio nelle ossa e prevenga l’osteoporosi. Vi sono invece studi affidabili che hanno suggerito un rischio di osteoporosi e di fratture ossee proporzionali al consumo di formaggio.
In particolare due studi basati sull’osservazione prospettica di decine di migliaia di donne di cui si conosceva il consumo alimentare, hanno evidenziato che chi mangia più carne e formaggi va incontro a più fratture, e che anche il latte non sembra conferire alcuna protezione.
In realtà gli studi che riscontrano più fratture in chi mangia più latticini non dimostrano che i latticini ne siano una causa importante, perché chi sa di avere l’osteoporosi potrebbe mangiarne di più credendo di proteggersi. Questi studi comunque non dimostrano alcuna protezione.

La ragione è relativamente semplice ed è nota ai nutrizionisti da molto tempo.

Chi ha una dieta ricca di proteine, in particolare di proteine animali, cioè di carne e latticini, elimina una maggiore quantità di calcio con le urine.

Ciò è dovuto al fatto che le proteine sono acide (sono fatte di aminoacidi) e le proteine animali sono più acide di quelle vegetali (contengono una maggior quantità di aminoacidi solforati, la metionina e la cisterna, che sono più acidi) per cui tendono a rendere il sangue più acido, il che obbliga l’organismo a reagire tamponando la maggiore acidità mediante la liberazione di sali basici di calcio dalle ossa. Le ossa hanno infatti anche l’importantissima funzione fisiologica di mantenere l’equilibrio acido-basico dell’organismo. La raccomandazione elementare dei medici, basata su un ragionamento ingenuo ma non suffragata né da osservazioni cliniche, né da esperimenti, è quindi semplicemente sbagliata.

Per prevenire l’osteoporosi della menopausa o più in generale dell’età anziana è meglio mangiare poca carne e poco formaggio. >>

 

 

CATANIA:

<< Quanto osservato nelle donne in menopausa o nella età senile in generale vale anche per i giovani ancora in accrescimento? >>

 

 

BERRINO:

<< La situazione è diversa nei giovani, ad esempio negli adolescenti in crescita, in cui le proteine animali vengono utilizzate diversamente e il formaggio non causa alcuna demineralizzazione ossea, anzi in genere aumenta la densità ossea, anche se non è un alimento indispensabile a questo scopo.

Una revisione degli studi sul consumo dei latticini nei bambini conclude però che non c’è prova che migliorino la salute delle ossa.

Gli studi sul rapporto fra calcio alimentare e osteoporosi, molto numerosi, hanno dato risultati incoerenti: chi trovava una protezione, chi un rischio, chi nessun effetto del calcio, proprio perché non distinguevano fra calcio di provenienza vegetale e calcio dei latticini.
Varie preparazioni farmacologiche a base di Sali di calcio, invece si sono dimostrate abbastanza efficaci per prevenire l’osteoporosi, anche se con effetti collaterali e controindicazioni: sono pesanti da digerire e possono causare calcoli renali. >>

 

 

CATANIA:

<< Se quindi rimane valido che sia opportuno avere una dieta ricca di calcio, ma meglio se di provenienza non casearia, quali sono le alternative a nostra disposizione? >>

 

 

BERRINO:

<< Fra gli alimenti ricchi di calcio vi è il sesamo. Si può usare il sesamo tostato per condire l’insalata o il burro di sesamo -il tahin- in tante ricette ma anche da spalmare sul pane con un po’ di malto o di marmellata senza zucchero. Inoltre le mandorle ( tostate - meglio senza sale - o nelle mille ricette della cucina mediterranea), i broccoli e tutti i cavoli, i legumi, i cereali integrali, e le alghe della cucina macrobiotica.

Ma tutte le verdure fanno bene, perché oltre ad essere ricche di calcio, ci apportano la vitamina K e varie vitamine del gruppo B-B6, B12 e acido folico, che favoriscono la formazione delle principali proteine dell’osso, l’osteocalcina e il collagene.

E’ noto da tempo che i vegetariani hanno meno osteoporosi, sia che mangino uova o latticini o che non mangino alcun prodotto di provenienza animale.

Non mangiamo la crusca dei cereali, che oltre a non essere buona contiene l’acido fitico che riduce l’assorbimento intestinale del calcio. Mangiamo piuttosto pane integrale, a lievitazione naturale, che contiene crusca in giusta quantità per far funzionare bene l’intestino, ma contiene poco acido fitico, che viene consumato dai fermenti della lievitazione.

Meglio mangiare poca carne che favorisce l’eliminazione del calcio, e anche poco zucchero, che ha lo stesso effetto, evitare insaccati e formaggini addizionati di polifosfati, che bloccano l’assorbimento intestinale del calcio. E quelle poche volte che mangeremo formaggio sarà meglio scegliere quello fatto con il latte di mucche che hanno pascolato erba buona.

Mangiare pesce, compresa la spina e le lische quando si mangia il fritto di pesciolini o la zuppa di pesce, e compreso il fegato di pesce, ricco di vitamina D, che favorisce l’assorbimento intestinale del calcio, e prendere un po’ di sole che facilita la sintesi della vitamina D nella pelle.

Ma soprattutto fare passeggiate perché è solo usando le ossa che le si mantiene sane: anche un giovane ragazzo diventa osteoporotico quando è immobilizzato a letto da una malattia.

 

 

Bibliografia di riferimento:

  • Diane Feskanic Walter Willett et al . Milk, Dietary calcium, and Bone Fractures in Women: a 12-year Prospective Study. 1997 Am J Public health 87:992
  • Diane Feskanic Walter Willett and Graham Colditz. Calcium, vit D, milk consumption, and hip fractures: a prospective study among postmenopausal women 2003 Am j Clin Nutr 77:504
  • Deborah Sellmeyer et al A high ratio of dietary animal to vegetable protein increases the rate of bone loss and the risk of fracture in postmenopausal women. 2001 Am J Clin Nutr 73:118
  • Karl Michaelsson et al Dietary Calcium and vitamin D intake in relation to osteoporotic fracture risk. 2003 Bone 32:694