Non mi sono interessato molto della vicenda di Pantani, ma visto che ora, a 10 anni di distanza dalla sua morte, i mass media, notoriamente affetti da pruriginose curiosità, riempiono pagine e teleschermi, qualche riflessione mi sento di farla.

Leggendo quel che emerge dalle notizie buttate così, tanto per riempire le pagine, altrimenti bianche, dei giornali, non ho potuto fare a meno di accennare ad uno sconsolato, quanto amaro sorriso.

Da quel che si legge, infatti, i gravi indizi per l’omicidio sarebbero le “macchie ipostatiche” e il bello (ma sarebbe meglio dire il brutto) è che il sospetto che esse siano l’indizio principe per sostenere la tesi dell’omicidio, sarebbe stato avanzato da un medico e che le indagini si concentreranno su questo più che naturale aspetto di ogni cadavere.

Noi medici dovremmo sapere che le macchie cutanee di colore rosso (ipostasi post mortem) sono causate dalla forza di gravità che fa defluire il sangue verso le parti basse del corpo, non più spinto dal cuore nel circolo sanguigno.

In un corpo in posizione supina, le macchie ipostatiche si rinvengono nella nuca, sulle spalle, nei glutei e nella parte esterna degli arti.

Non è qui la sede per approfondire dal punto di vista medico legale eventuali variazioni sia di colore che di localizzazione delle macchie da ipostasi, ma basti ricordare che delle ipostasi posizionate in punti non compatibili con la gravità, può significare che il cadavere sia stato spostato o abbia subito uno spostamento Nel caso di Pantani non mi pare sussista tale eventualità

Marco Pantani si è suicidato, ma è giusto che, seppur più che tardivamente, se fossero emersi fatti nuovi, si proceda con le nuove indagini.

Pantani rimane comunque un grande campione (dopato o non dopato) dalle eccezionali qualità fisiche che tali erano anche senza l’aiuto del farmacista e dell’ematocrito.

Non si sono rilevate ferite sospette sul corpo. Il sangue dal naso ci può stare con la caduta. O vogliamo pensare che il medico legale non abbia saputo distinguere una ferita da corpo contundente o da taglio o da trauma accidentale o anche da autolesionismo?

Altra ipotesi? : occultate tutte le prove? Tutto può essere!

Leggendo i 5 punti chiave, però, il mio sorriso diventa una gran risata perchè mi vengono in mente alcuni stafalcioni medici che si vedono o si ascoltano in alcuni film, come per esempio (non ricordo in quale "giallo") il medico legale (un attore ovviamente, su copione dello sceneggiatore o del regista) afferma che la persona era morta al buio perchè le pupille erano dilatate. E ogni cadavere ha, almeno nelle prime ore, le pupille dilatate ( midriasi fissa).

Per non parlare di un altro strafalcione, frequentissimo, ovvero quello che con un solo colpo in testa con qualsiasi arnese, l'individuo colpito perde conoscenza per poi riprenderla, senza reliquati di alcun genere, a seconda delle neccessità del copione.

E così di questo passo si potrebbe scrivere un compendio di strafalcioni (che fin quando sono nei film...transeat!)

Come si può prendere in considerazione l'ipotesi che a Pantani sia stata fatta bere una dose eccessiva di coca diluita in acqua, dopo averlo stordito? Un individuo privo di coscienza non deglutisce!

Non c'erano ferite o ematomi sul corpo del ciclista! Se le macchie ipostatiche sono state confuse con ematomi da percosse, possiamo star tranquilli sulle capacità diagnostiche di quel medico legale che eventualmente affermasse questo. E' amaro accettare, soprattutto per una madre, il suicidio di un figlio, ma anche se riaprire una inchiesta del genere dopo 10 anni, soprattutto con nessun indizio serio di un omicidio, è ridicolo, se c'è una denuncia la Procura deve procedere.

Sono convinto che il caso sarà archiviato. Rimarrà il dolore, lo sconforto per quel campione che ha creduto di trovare nella morte la soluzione di problemi che ormai sono con lui nella sua tomba e nessuno li potrà mai più conoscere.

Addio Pirata, riposa in pace! E che ti lascino in pace i corvi dello scoop!