L’utilizzo del cortisone nel trattamento delle maculopatie: quando è indicato e quando no.

Il cortisone, nonostante quanto si dica o si legga, rimane ad oggi uno dei migliori farmaci utilizzati per curare un elevato numero di patologie umane. Ovviamente come tutti i farmaci anche il cortisone presenta diversi effetti indesiderati soprattutto quando viene assunto per periodi prolungati di tempo.

In oculistica il cortisone è utilizzato da diversi anni per curare le seguenti patologie della retina e più in particolare della macula: uveiti (infiammazioni intraoculari), edema maculare secondario a retinopatia diabetica, edema maculare secondario a occlusione venosa retinica, degenerazione maculare legata all’età essudativa.

La via preferenziale di somministrazione del cortisone è tramite iniezioni intraoculari. Vie alternative sono la somministrazione peri-oculare (cioè mediante iniezioni intorno all’occhio) oppure la somministrazione sistemica. Quest’ultima è riservata ad un ristretto gruppo di patologie prevalentemente di natura infiammatoria della retina.

Il cortisone può essere iniettato all’interno dell’occhio in sospensione (cristalli di triamcinolone), in soluzione oppure in fase solida (inserto intravitreale di desametasone a lento rilascio).

Oggi la via preferenziale di somministrazione del cortisone per via intraoculare è l’iniezione di un inserto intravitreale di desametasone che rimane all’interno dell’occhio per 4-5 mesi garantendo un lento rilascio del farmaco. Si tratta di una vera e propria microcompressa, altamente tecnologica, che si scioglie lentamente fino a riassorbirsi completamente.

Al momento questo tipo di prodotto ha ricevuto l’approvazione all’utilizzo (on-label) nell’edema maculare secondario a occlusione venosa retinica (trombosi retinica) e solo per questo tipo di patologia viene rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale. Il farmaco si inietta mediante una iniezione intraoculare, utilizzando un ago da 22 G. Le dimensioni dell’ago sono decisamente piu’ grandi di quelle utilizzate per iniettare altri tipi di farmaci. Per questo motivo è necessaria una anestesia più profonda e la procedura dell’iniezione è leggermente più complessa della classica iniezione intraoculare.

Il cortisone intraoculare, in particolare l’inserto intravitreale di desametasone, è una buona scelta terapeutica anche per altre patologie della retina e della macula in particolare per l’edema maculare secondario a retinopatia diabetica, per le infiammazioni (uveiti) intraoculari e nella degenerazione maculare legata all'età essudativa in associazione con le iniezioni intraoculari di farmaci anti-angiogenetiche. Per ora l’utilizzo dell’inserto intravitreale di desametasone in questi casi è possibile in modalità off-label cioè al di fuori delle indicazioni terapeutiche e per questo motivo il farmaco non è rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale.

 

Quali sono gli effetti indesiderati del cortisone all’interno dell’occhio?

Sono sostanzialmente due: cataratta e ipertono oculare.

Il cortisone può accelerare la formazione della cataratta. Bisogna considerare che spesso è già presente un certo grado di opacità del cristallino in quanto questo tipo di patologie colpiscono preferenzialmente il soggetto anziano. Ovviamente se dovesse subentrare la cataratta si dovra’ procedere con la rimozione chirurgica.

Il cortisone puo’ portare a un lieve innalzamento della pressione intraoculare. Nella maggioranza dei casi la pressione intraoculare viene controllata molto bene istillando un collirio e solitamente i valori pressori tornano alla normalita’ nel momento in cui il cortisone viene assorbito completamente.

 

In quali patologie è controindicato il cortisone?

Il cortisone è controindicato nel caso di infiammazioni intraoculari sostenute da agenti infettivi (virus, batteri….). 
Il cortisone è controindicato nella corioretinopatia sierosa centrale. Il cortisone è controindicato in coloro che soffrono di glaucoma.