Il Progetto Retina Artificiale è frutto di uno sforzo collaborativo multi-istituzionale del Dipartimento di Energia (DOE) degli Stati Uniti. Nasce con l'idea di sviluppare una protesi retinica impiantabile, microelettronica, che ripristini una visione utile per le persone rese non-vedenti da malattie della retina. L'obiettivo finale del progetto è quello di restituire la capacità di leggere, il riconoscimento dei volti e l'autonomia dei movimenti alle persone affette da retinite pigmentosa e degenerazione maculare senile.

Il progetto sfrutta le risorse sviluppate nei laboratori del DOE per superare le numerose sfide tecniche che si incontrano per la realizzazione dell'obiettivo, per ottenere un prodotto sicuro, efficace e durevole. Il team di ricerca comprende sei laboratori DOE statunitensi, quattro università ed aziende del settore privato.

Sono stati due, fino ad ora, i modelli sviluppati e sperimentati. Il Modello 1, con 16 elettrodi, è stato impiantato in sei pazienti. Nel luglio del 2009, un secondo modello, a 60 elettrodi, è stato impiantato in 30 soggetti provenienti da diverse parti del mondo.

La sperimentazione clinica dei dispositivi è stata sostenuta principalmente dal National Eye Institute, che fa parte del National Institutes of Health.

 

Come partecipare

I candidati principali sono quelli affetti da retinite pigmentosa, e sono stati reclutati attivamente per gli studi clinici sugli impianti retinici.

Gli studi clinici sono condotti dal Doheny Eye Institute dell'Università della California del Sud e da altre sedi selezionate negli Stati Uniti. I test valutano la sicurezza e l'utilità di Argus II, ultimo modello di protesi retinica, nel ripristinare la funzione visiva a persone non vedenti per retinite pigmentosa grave.

Le persone interessate a candidarsi per l'impianto retinico in questo studio clinico devono:

- Avere una storia clinica di retinite pigmentosa, con acuità visiva residua di sola percezione della luce o peggio in entrambi gli occhi.

- Avere cellule ganglionari retiniche e nervo ottico funzionanti, dato determinabile tramite potenziali evocati visivi o documentata percezione della luce.

- Avere una storia precedente di visione valida.

- Avere almeno 18 anni.

- Risiedere ad una distanza non superiore alle due ore di trasporto (via terra) da un centro clinico.

- Essere disposti ed in grado di rispettare i test previsti dal protocollo ed i relativi controlli.

Lo studio prevede che ogni soggetto sia seguito per almeno 3 anni, con visite di routine al centro ove è avvenuto l'impianto, per il controllo e la programmazione del dispositivo. Le persone con malattie del nervo ottico, glaucoma, retinopatia diabetica, traumi oculari, malattie retiniche infettive o infiammatorie o con esiti di distacco di retina non sono candidati idonei.

I dispositivi per la vista artificiale sono sperimentali e, quindi, non sono ancora disponibili in commercio. Un'ampia indagine pre-clinica ha preceduto le sperimentazioni cliniche di impianto nei soggetti volontari.