Approfitto di Alessandro Cecconi, cittadino del mondo, fisiologo ma anche famoso fotografo americano, per fare due chiacchiere sull'occhio secco.

Moltissimi europei e circa il 48 % della popolazione americana soffrono di sintomi riferibili ad un occhio secco.
L'occhio secco e' una malattia spesso misconosciuta che colpisce tutti ma specialmente chi e’ diabetico, chi soffre di malattia reumatica, tutte le donne soprattutto dopo la menopausa, chi ha congiuntiviti e blefariti croniche su base allergica, chi vive nelle grandi citta' inquinate, chi lavora molte ore in ambienti confinati e davanti al computer.

Oggi parliamo sempre piu’ anche di una Urban eye allergy syndrome.

Quali sono i sintomi di un occhio secco?

Dopo una giornata di lavoro al computer o dopo aver letto a lungo il giornale o un tablet avete gli occhi rossi?

Vi svegliate al mattino con un bruciore agli occhi o piccole croste negli angoli?

Avete le borse sotto gli occhi?

Tutti questi sono sintomi di una disfunzione del film lacrimale.
Un occhio secco non curato e trattato adeguatamente peggiorerà di sicuro.

Il dry eye è una malattia lenta e progressiva.

Dry eye è una malattia invisibile, i tuoi occhi sono stanchi o rossi, credi che sia del tutto normale, vai in farmacia ti compri delle gocce e credi che tutto sia risolto....
Invece non è affatto normale avere bruciore e rossore agli occhi, fotofobia (una particolare sensibilità alla luce).


Curare un occhio secco richiede l’approccio con un medico oculista meglio se esperto di dry eye.

Come il glaucoma Il dry eye è il ladro della vista, perché l’ instabilità del film lacrimale provoca continue lesioni corneali ed il progressivo peggioramento della quantità e qualità delle lacrime crea alterazioni importanti della visione in generale.
Ma soprattutto avere un occhio secco nega la possibilità alle persone di vivere una vita normale.

Come funziona un occhio sano?

Avete mai provato a non chiudere gli occhi?

Provate.... Provate ora per 20 secondi.
Spalancate gli occhi.
È impossibile, giusto?

Subito dopo poco sentirete bruciore e dolore agli occhi.
Se resistete con gli occhi spalancati più a lungo questi sintomi peggiorano.
Infatti se realmente pensate di aver tenuto gli occhi spalancati per 20 secondi sbagliate.
La ragione per questo è semplice.

Tenere gli occhi spalancati li secca, ed e' naturale per un occhio sano essere sempre bagnato.

Il rapido movimento di apertura e chiusura delle palpebre fa sì che l'occhio si bagni e mantenga

un buon film protettivo.

Quando ci sforziamo a spalancare gli occhi questo processo si interrompe, l’ occhio si secca e viene inviato al cervello un segnale.

Immediatamente il cervello risponde con un riflesso ordinando alle palpebre di chiudersi.
In realtà il processo è molto più complicato.

Tutto basato su un sistema integrato il cui scopo è quello di mantenere il film lacrimale sano.

Mettiamola così una superficie oculare bagnata significa un occhio sano e

un occhio sano è uno dei pilastri di una buona vista.
Quando questo meccanismo complesso si blocca non produciamo sufficiente film lacrimale.

Che cosa è il film lacrimale?

Quando sbucciate una cipolla, vedete un film molto triste o invece trascorrete momento di tristezza ma anche di grande felicita’, iniziare te a piangere.

Prima goccia a goccia e poi in maniera copiosa.

Tutto avviene in maniera molto automatica.
Il film lacrimale che bagna la superficie oculare, invece, non è legato ad un evento straordinario reattivo ad uno stimolo preciso. Noi lacrimiamo sempre.
Certo non è una "cascata" di lacrime come quando piangiamo, è, invece, una produzione fluida che copre tutta la superficie oculare ed è costantemente sostituita.


Il film lacrimale ha tre strati distinti.

Una volta noi medici oculisti pensavamo che questi strati fossero disposti a strati come in un panino, adesso invece abbiamo scoperto che sono interconnessi fra loro.

Ogni uno con le sue distinte caratteristiche
Uno strato oleoso e protettivo, che impedisce l’evaporazione dello strano acqueo
Uno strano acqueo che ha più funzioni. Contiene proteine antibatteriche, fattori di crescita che aiutano a rimarginare le ferite e persino immunoglobuline.
Un ultimo strato mucoso che crea una superficie perfettamente liscia e aiuta a distribuire uniformemente le lacrime.

 

La ghiandola lacrimale

La struttura che crea e mantiene il film lacrimale è una unica unità: l ‘ apparato delle ghiandole lacrimali. Questo comprende 3 differenti gruppi di ghiandole e una categoria speciale di cellule e un network di nervi e muscoli per farle cooperare.

Vediamo come funzionano

Le ghiandole sono strutture semplici che producono secrezioni e le ghiandole lacrimali producono le secrezioni che formano le lacrime.

Una ghiandola chiamata principale è responsabile della lacrimazione riflessa.

Le lacrime che sono prodotte sbucciando una cipolla o assistendo ad un film molto triste sono le lacrime di origine riflessa prodotte proprio da questa ghiandola.

Le lacrime che costantemente formano il film lacrimale sono prodotte invece dalle ghiandole accessorie. Anche queste lacrime sono prevalentemente acquose.
Nelle palpebre sia inferiori che superiori ci sono circa 50 di ghiandole del Meibomio, in realtà sono in maggior numero nella palpebra superiore.

 

 

Queste ghiandole sono destinate alla produzione dello strato oleoso del film lacrimale.

Insieme a tutte queste ghiandole un particolare tipo di cellule congiuntivali (di GOBLET) è essenziale al funzionamento della unità lacrimale, la funzione queste cellule è quella di produrre mucina, la parte mucosa della lacrima.

Nell’ occhio queste cellule sono distribuite su tutta la congiuntiva, quel membrana trasparente che copre la parte bianca dell’ occhio (la sclera).

È proprio lì che queste cellule producono lo strato mucoso.
L’ ultima parte dell’ unità morfo-funzionale lacrimale è la componente neuro muscolare.

I nervi e muscoli che fanno funzionare l’intera unità.

Quando i recettori nervosi della cornea o della congiuntiva percepiscono una sensazione di "secchezza" mandano un riflesso al cervello. Il cervello risponde ordinando ai muscoli delle palpebre di chiudersi e stimolando la produzione di secrezioni delle ghiandole lacrimali e delle cellule mucose di Goblet.

Tutto questo meccanismo avviene durante un solo “battito di ciglio”

(blinking o ammiccamento palpebrale).

Uno spazio di tempo così veloce da non poter riuscire a percepirlo in maniera cosciente.
Un meccanismo automatico fa sì che l’occhio si riempia e si svuoti e riempia la sacca congiuntivale di nuove sostanze a ciascuna chiusura ed apertura delle palpebre.

 

Un meccanismo perfetto …fino a che non funziona più

Da un certo punto di vista l’unità superficie oculare è un sistema perfetto.

E’ davvero una struttura incredibile con la sua miriade di ghiandole e cellule, tubi e valvole il network di nervi e muscoli che la fanno funzionare.

Ma la sua complessità è anche il suo tallone d Achille.

Ogni componente del sistema è essenziale al funzionamento di tutto l’insieme e ogni piccola variazione compromette la salute generale del sistema e della superficie oculare e della buona visione.
Come della visione?

Pensa , la superficie oculare è come un vetro davanti agli occhi.

Quindi la più piccola imperfezione si rifletterà su una corretta visione.

Inoltre un occhio secco ti potrà porre a rischio per una possibile infezione e sino alla perdita della vista.
La verità è che nonostante le protezioni di ciglia e sopracciglia per tenere lontani corpi estranei i, è relativamente facile creare le condizioni per contrarre una infezione.
Per capire meglio prendiamo il caso di quando abbiamo le labbra screpolate.

È lo stesso processo: la superficie delle labbra e’ una membrana mucosa simile a quella della superficie oculare.

Al freddo dell’ inverno o la sovra esposizione al sole la mucosa si può seccare.

A questo punto i batteri sempre presenti sul nostro corpo possono facilmente entrare nel nostro organismo.

Per questo la labbra screpolate possono essere molto fastidiose e si infettano facilmente.
La stessa cosa succede nella superficie oculare. I batteri possono entrare nelle micro crepe che si formano negli occhi secchi e provocare gravi infezioni.


Il problema è che con un sistema così complesso il numero di cose che può non funzionare è davvero infinito.
Con il termine medico DRY EYE comprendiamo una malattia multi fattoriale, causata da più situazioni avverse.

Per questo non può esistere un trattamento standard.

Al contrario bisogna capire bene il problema occhio secco così per capire quali altri fattori sono implicati nel cattivo funzionamento.
AD esempio "Carlotta" è una mia paziente che dorme sempre con gli occhi semi aperti.

Una situazione abbastanza comune che è presente in un 10% della popolazione chiamata lagoftalmo, dal greco occhio di coniglio.

È chiaro che chi soffre di questa malattia soffre di disturbi di sonno che a lungo andare produrrà delle conseguenze fisiche, psichiche ed emotive al paziente.

Durante il sonno l’occhio si riposa e usa questo tempo per riparare e ricostruire tutta la superficie oculare.

Per fare questo l’occhio ha bisogno di una buona chiusura delle palpebre (totale) e una chiusura così serrata che l’occhio sia immerso nel liquido lacrimale senza che sia alcuna possibilità di evaporazione.
Se siete mai stai in piedi una notte per studiare o per lavorare, conoscete bene la sensazione che si prova al mattino.

Occhi arrossati e stanchi.

Ecco chi è affetto da dry eye ha queste sintomi sempre tutte le mattine.

Spesso i miei pazienti sono sorpresi dalla mia immediata diagnosi.

Si rifiutano di credere che dormano ad occhi aperti.

Spesso consultano il loro partner e mi dicono che sbaglio, fino a che non inizio a trattare il lagoftalmo e allora si convincono.

Ma il fatto che Carlotta soffrisse di questa disfunzione era solo l’inizio.

Era essenziale capire perché i suoi occhi non si chiedevano completamente.

Era il risultato di una paralisi di tipo ereditario?

I suoi muscoli stavano perdendo forza?

La causa di un lagoftalmo potrebbe essere anche un esito di una chirurgia plastica palpeblale non perfettamente riuscita.

E per la nostra Carlotta era proprio questa la causa della sua disfunzione del film lacrimale.

Aver scoperto l’ esatta causa del dry eye, mi ha dato la possibilità di studiare una terapia mirata e molto efficace perché andava a risolvere esattamente il problema.

Il tipico trattamento di collirio a base di lacrime artificiali e anti- infiammatori non avrebbe avuto un effetto duraturo.

In questo caso ho prescritto a Carlotta una combinazione di pomate oftalmiche ed una speciale maschera notturna creata proprio per chi soffre di lagoftalmo.

Cosa può causare il dry eye?

Vale la pena di ricordare che proprio la complessità del meccanismo che mantiene un buon funzionamento della superficie oculare la rende facilmente soggetta a disfunzioni che possono compromettere il perfetto funzionamento.
Se le ghiandole lacrimali, le cellule Goblet o le ghiandole di Meibomio non funzionassero perfettamente il sistema collassa in maniera totale.

Se un fattore qualsiasi influenzasse la vostra capacità di chiudere le palpebre e di serrare completamente gli occhi, il sistema di protezione della superficie oculare non puo' funzionare.

Sono molte le cause che possono destabilizzare il film lacrimale

Qualunque sia la causa il risultato finale è sempre una eccessiva evaporazione del film lacrimale
o una sua minor produzione.

Le cause principali di un dry eye sono semplici, molto comuni:

  • l’uso e l’abuso di lenti a contatto
  • le Allergie
  • gli estrogeni
  • la menopausa
  • l'invecchiamento
  • lo smog delle nostre citta' inquinate 
  • l'uso ed abuso di computer, tablet e smarthphone

Ma ci sono comunque un numero di malattie generali e condizioni che producono un dry eye.

Vediamo quali sono le principali cause di una cattiva evaporazione.

 

Evaporazione causata da disfunzione delle ghiandole di Meibomio

Ve le ricordate queste ghiandole?

Sono una cinquantina di piccole ghiandole disposte sulle vostre palpebre che producono lo strato oleoso del film lacrimale.

Poiché l’olio galleggia sempre sull' acqua, questo strato protegge gli strati acquosi dall’evaporazione. Chiaramente qualsiasi disfunzione nella produzione di questo Sebo (meibum) influenzerà negativamente la qualità della tipo di protezione che fornisce e di conseguenza accelera l’evaporazione degli strati sottostanti.

 

Evaporazione eccessiva causata da un difetto di chiusura delle palpebre

Sia il numero e la completezza del movimento di chiusura delle palpebre

(ammiccamento = blinking)

sono fattori importanti nel prevenire un’ evaporazione del film lacrimale.

Si dice comunemente " un battito di ciglio", la durata di un ammiccamento palpebrale varia da individuo a individuo, da momento a momento e durante le diverse fasi di una stessa giornata.
Uno studio svolto su pazienti sani ha stabilito un minimo di frequenza dell’ammiccamento

di 4.5 volte al minuto fino a un massimo di 26 volte.

Con una media di 17 ammiccamenti completi al minuto.
Quindi se il vostro ammiccare avviene in media ogni 5 secondi e qualche cosa fa sì che il la frequenza di ammiccamento adesso sia 12, in poco tempo comincerete ad avere i primi sintomi dl dry eye.
Ma la frequenza degli ammiccamenti è solo un aspetto del problema occhio secco.
È necessario anche che l’ammiccamento sia completo. Se chiudete le palpebre solo parzialmente, una parte del vostro occhio sarà scoperto e quindi esposto ad una maggiore evaporazione.
Ho avuto pazienti che chiudevano le palpebre solo per 3 quarti.
Quindi i loro occhi erano sani solo per 3 quarti.

 

Frequenza dell'ammiccamento palpebrale

Cosa può modificare la frequenza dell'ammiccamento?

Il Diabete per esempio riduce le la capacità sensoriali di una persona e questo influenza anche i piccolissimi terminali nervosi negli occhi.

La superficie oculare di un paziete diabetico in generale presenta piccoli graffi e un film lacrimale instabile. Chiari segni di diabete per un buon oculista gia’ dal primo sguardo.
A causa della perdita sensoriale del paziente, questo tipo di dry eye può progredire molto prima di essere diagnosticato.
Lesioni molto simili le troviamo nei pazienti affetti da Glaucomai che abbiano istillato per molto tempo collirio con beta bloccanti, anche questi colliri infatti riducono la sensibilità corneale.

Herpes virus è un altra causa molto comune di dry eye. L’ herpes virus provoca una infezione grave e le vie e le terminazioni nervose oculari sono i proprio i posti dove il virus si annida e rimane latente, alterando costantemente di fatto la sensibilita’ di cornea e congiuntiva.
Il virus dell’Herpes crea una infezione ed infiammazione cronica del nervo e come succede nelle persone affette da Diabete rallenta la frequenza dell' ammiccamento.
I pazienti affetti da Herpes sono generalmente affetti da un dry eye cronico

Chiusura parziale della rima palpebrale

Una chiusura parziale dell’occhio può essere considerata una importante causa di dry eye.
Alcune malattie, ad esempio, causano un ammiccamento incompleto delle palpebre

Le persone con problemi alla tiroide hanno questo tipo di difficoltà: si crea dapprima un lagoftalmo e poi un esoftalmo, secondario all’aumento del volume dei muscoli destinati alla motilità oculare.

il fenomeno della paralisi di Bell colpisce una parte della faccia del paziente, che non riesce più chiudere le palpebre. Una condizione che può durare mesi o addirittura per sempre

Vi sono molti pazienti che hanno ammiccamenti incompleti a causa della loro distrofia neuromuscolare

(ad esempio il Parkinson).

Altri pazienti sono semplicemente nati con occhi molto grandi.

Le loro palpebre non coprono tutta la superficie. oculare.

Questi pazienti hanno un lagoftalmo e generalmente hanno disturbi di sonno.

Non riescono ad aprire gli occhi se non dopo una doccia calda che ha umidificato sufficientemente l'ambiente ed i loro occhi.

Infine un altro fatto impedisce il regolare ammiccamento palpebrale:
"Fissare".
Se pensiamo ad un autista di camion che guida per ore in autostrada, sempre molto attento a tutti i mille imprevisti, alle auto ed alle moto che sfrecciano, tiene sempre gli occhi spalancati.
Se invece siamo giornalisti o anche semplici impiegati che fissano o scrutano piu schermi di computer, tablet e smartphone tutto il giorno, non ci vorrà molto, cominceremo presto a sentire i sintomi di un dry eye.
Evitate di fissare a lungo, di mantenere gli occhi spalancati, facciamo pause anche durante il lavoro.

 

Dry Eye da ridotta produzione lacrimale sono la Sindrome di SJOGREN e delle altre formi minori ma molto diffuse.

Si può nascere con una condizione che favorisce l’ evaporazione del film lacrimale, è altresì possibile venire al mondo con qualche deficit della ghiandole lacrimali, così che non abbiamo una quantità di lacrime sufficienti.
È comunque più frequente che tante condizioni esterne (smog, aria viziata) creino una temporanea o permanente infiammazione della ghiandola così che il flusso lacrimale si interrompa.
È bene ricordare che la produzione di film lacrimale avviene attraverso un sistema molto complesso di piccoli tubi e ghiandole e a volte un banale agente esterno rompe od ostacola il perfetto funzionamento.
Molte condizioni patologiche possono causare di una infiammazione ghiandolare lacrimale.


Molte infezioni come l’ epatite C, HIV, la mononucleosi e le congiuntiviti croniche in genere interrompono o alterano la produzione lacrimale
Anche i linfomi infiltrano le ghiandole lacrimali.
La stessa radioterapia usata per curare molti tipi di tumori può, se usata in prossimità della faccia, causare delle interruzioni , stenosi dei dotti o alterazioni del processo di produzione lacrimale.
In alcuni casi un dry eye e' l'effetto collaterale di farmaci, dai semplici colliri umettanti per gli occhi ai farmaci per via generale antibiotici, antidepressivi o anche la comune pillola anti-concezionale, possono portare a distrofia ed alterazioni delle ghiandole lacrimali tali da impedirne il corretto funzionamento.

Il caso più grave e’ conosciuto come sindrome di Stevens Johnson.
La sindrome di Stevens Johnson e’ una reazione acuta da ipersensibilità che coinvolge la pelle e soprattutto le mucose che può essere scatenata da reazioni avverse a farmaci ed a vaccini oltre che a malattie virali o batteriche.

Non esiste una cura definitiva per il dry eye, ma questa condizione irritazione cronica può essere sicuramente alleviata, i suoi effetti deleteri fermati, sia per assicurare una buona qualità vita ad un paziente sia per evitare danni permanenti alla cornea ed a tutta la superficie oculare.

Alcuni medici oculisti sono proprio specializzati nelle cure delle malattie della cornea e si sono particolarmente dedicati alla cura del dry eye.
Una buona diagnosi è il primo passo verso la giusta cura.
Scoprire se un paziente ha un dry eye, quali sono le cause di un dry eye e i danni che questo può o sta provocando sulla superficie oculare sono tutte cose fondamentali per diagnosticare correttamente ed indirizzarsi verso una giusta terapia fino a portare un paziente ad una qualità di vita normale.