La valutazione complessiva dell'insieme dei dati epidemiologici e sperimentali disponibili ha condotto un gruppo di lavoro internazionale (WCRF) a concludere che il 30 % dei tumori maligni che affliggono l'umanità sarebbe prevenibile mettendo in pratica i comportamenti alimentari di cui è dimostrata la potenzialità preventiva.

Per un approfondimento vedi
http://www.senosalvo.com/menu_di_lunga_vita.htm

L'analisi nutrizionale degli studi epidemiologici su dieta e cancro non ha identificato in tutti i casi e con chiarezza la responsabilità dei singoli alimenti, quali grassi totali o saturi, sospettati per i tumori mammari, endometriali, intestinali o polmonari; zuccheri semplici o proteine animali, entrambi sospettati per i tumori del colon ; il consumo elevato di sale e di cibi conservati sotto sale, associati al cancro dello stomaco; il consumo elevato di calcio, probabilmente associato al cancro della prostata; il consumo di bevande alcoliche , associato ai tumori del cavo orale, della faringe, della laringe, dell'intestino, del fegato e della mammella; il consumo delle carni rosse, soprattutto delle carni conservate, associato soprattutto al cancro dell'intestino, ma probabilmente anche a quelli dello stomaco, dell'esofago. pncreas, prostata.
Probabilmente nella maggior parte dei casi non si tratta della responsabilità
del consumo eccessivo di un singola sostanza, bensì di un pattern globale, in cui ad esempio un eccesso di grassi animali coopera con un eccesso di carboidrati raffinati.