L'immunodeficienza comune variabile(CVID)è caratterizzata da ipogammaglobulinemia,deficit dell'immunità specifica,suscettibilità ad infezioni batteriche;può associarsi a citopenie autoimmuni.La CVID può essere causata da un difetto intrinseco delle cellule B(CD19;16p11.2) o delle cellule T (ICOS;2q33);oppure da mutazioni dei recettori di TNF.

Caso clinico:una bambina di 13 anni,veniva ricoverata per grave emorragia muco-cutanea.Una valutazione immunologica e una biopsia del midollo risultavano normali.Pertanto veniva posta diagnosi di porpora trombocitopenica autoimmune e trattata con Ig ev,alte dosi di metilprednisolone,poi con prednisone PO,con lieve o scarso aumento delle piastrine.Per la presenza di emorragie frequenti e scarsa qualità di vita è stata trattata con Rituximab alle dosi standard(375 mg/m2 in 4 infusioni settimanali) e Ig ev (400 mg/Kg ogni 21 giorni) dopo l'ultima infusione.Le piastrine sono aumentate dopo circa 7 giorni con deplezione delle cellule B CD20+ dopo la 4 a infusione.

Otto mesi dopo si registrava nel siero una progressiva diminuzione delle immunoglobuline IgA e IgM,senza una ricostituzione  dei linfociti CD20+.La ragazza è stata mantenuta in sostituzione ev di Ig con piastrine normali.Le IgA e le IgM sono diventate indosabili e non c'era nessuna ricostituzione di cellule B CD20+.Una nuova valutazione immunologica completa è stata effettuata ed è stata trovata nella paziente la mutazione pC172Y,in eterozigosi,nel gene TACI.Le mutazioni di questo gene sono state associate con il 10% dei pazienti affetti da CVID.Ipogammaglobulinemia prolungata dopo la terapia con Rituximab è stata riportata in pazienti sottoposti a trapianto o in pazienti oncologici,ma,a nostra conoscenza,in una sola ragazza affetta da ITP cronica.

Una prolungata citopenia B e ipogammaglobulinemia dopo terapia con Rituximab di una citopenia autoimmune richiede pertanto un'accurata e completa rivalutazione immunologica,anche se i precedenti esami erano normali