Due mesi fa un’infermiera un po’ new age e naturista della mia equipe mi regalò un libriccino dal titolo intrigante “Qui aime bien, vaccine peu” (chi vuole bene, vaccina poco). Si insinuava il dubbio che i vaccini non servissero e che occorresse fare una scelta per la salute dei bambini. Le chiesi se quindi lei vaccinasse la figlia di un anno: mi ha risposto “non ancora” - E cosa aspetti? - “non c’è fretta”. Non ho aggiunto altro.

Ma questo episodio che viene da un para-sanitario che dovrebbe essere informato e almeno non prevenuto la dice lunga sul risultato della campagna di demistificazione degli studi epidemiologici di salute pubblica condotti negli anni passati e che avevano portato a ridurre di molto l’incidenza di morbillo, parotite e rosolia.

Vediamo la sequenza dei fatti.

Nel 1998 Wakefield e colleghi hanno pubblicato su Lancet uno studio di 12 casi in cui si annunciava la scoperta di una nuova sindrome che riuniva l'autismo con disturbi dell'apparato digerente. In tutti i casi era stata notata l’origine della sindrome dopo la somministrazione del vaccino trivalente MMR (morbillo, parotite e rosolia: in inglese Measles, Mumps and Rubella).

Nel 2004 dieci autori dell’articolo su undici hanno scritto su Lancet una ritrattazione parziale (partial retraction) cioè il ritiro dell’articolo, ma Wakefield, l’autore principale, non faceva parte del gruppo (per questo era solo parziale).

Nel 2010 la rivista Lancet ha ritirato definitivamente l’articolo (retraction) una volta che era stato appurato che si trattava di un falso e il suo autore principale era stato radiato dall’Ordine dei Medici britannico.

Quando la parola “retraction” appare su una rivista scientifica è la fine della carriera per gli autori che avevano scritto l’articolo “ritirato” (retraction in inglese).

Ma nonostante la scoperta della frode, una volta che il dubbio è stato instillato è difficile ristabilire la verità.

Il primo effetto è stato sulla salute pubblica. L’allarme causato nel 1998 dalla notizia di una possibile relazione tra autismo e vacccino del morbillo ha spinto tante famiglie inglesi e negli anni successive di tutto il mondo, a non fare la vaccinazione per paura che i loro figli contraessero l’autismo!

Nel 2006 questa nuova diffidenza verso un vaccino ha causato il primo caso mortale di morbillo dopo anni che non si verificava più.

La comunità scientifica in allarme ha tentato invano di replicare lo studio. È stato chiesto anche a Wakefield di replicare le sue osservazioni ma egli ha rifiutato. Questo gli è costato il licenziamento.

Nel 2010 il British Medical Council (l’Ordine dei Medici Inglese) dopo anni di indagini radia Wakefield dall’Ordine e questi emigra negli Stati Uniti dove oggi tiene conferenze non si sa su cosa. E solo successivamente è apparsa la “retraction” su Lancet.

Ma solamente la solerzia di un giornalista pedante, Brian Deer, ha permesso di fare luce sull’intera vicenda scoprendo la falsificazione dei dati da parte di Wakefield non solamente per la carriera scientifica ma per un ritorno economico. Deer ha pubblicato 3 articoli sul British Medical Journal, una delle riviste mediche più lette al mondo, nei quali rivela tutti i retroscena che emergevano mano mano che avanzavano le sue indagini, comprese le interviste a tutte le famiglie incluse nello studio. Si apriva uno scenario sconcertante.

Si scopre così che Wakefield era stato ingaggiato nel 1996 (due anni prima la pubblicazione del famoso articolo su Lancet) dall’avvocato Richard Barr del JABS, il movimento che si batte per il risarcimento per i danni da vaccini, a 150 sterline l’ora più le spese per sostenere cause contro i vaccini da MMR. Fanno circa 186 € l’ora. Si capisce dove è l’affare: intentare cause e vincerle per l’avvocato e l’associazione per contare su una buona rendita a spese dei medici e seminare il dubbio sui vaccini per Wakefield.

In inghilterra la frode è stata smascherata grazie a Deer, ma in Italia gli echi non devono essere arrivati. Chi è cascato ultimamente in questa trappola?

Nel 2012 un giudice di Rimini emette una sentenza in cui condanna il Ministero della Salute a risarcire un minore che avrebbe subito un danno dalla vaccinazione.

Questo giudice in indipendenza di giudizio ha sentenziato che la relazione di causa-effetto tra vaccino del morbillo e autismo è sostenuta “da una ragionevole probabilità scientifica”, rivoltando la frittata, non essendo probabilmente a conoscenza dei fatti o essendo stato consigliato male, ma questo non rende il fatto meno grave.

 

Di seguito riporto una finestra del British Medical Journal dove Deer riassume in pochi concetti la falsificazione delle prove contro il vaccino MMR.

 

HOW THE LINK WAS FIXED

The Lancet paper was a case series of 12 child patients; it reported a proposed “new syndrome” of enterocolitis and regressive autism and associated this with MMR as an “apparent precipitating event.” But in fact:

• Three of nine children reported with regressive autism did not have autism diagnoses at all. Only one child clearly had regressive autism

• Despite the paper claiming that all 12 children were “previously normal,” five had documented pre-existing developmental concerns

• Some children were reported to have experienced first behavioural symptoms within days of MMR, but the records documented these as starting some months after vaccination

• In nine cases, unremarkable colonic histopathology results—noting no or minimal fluctuations in inflammatory cell populations—were changed after a medical school “research review” to “non-specific colitis”

• The parents of eight children were reported as blaming MMR, but 11 families made this allegation at the hospital. The exclusion of three allegations—all giving times to onset of problems in months—helped to create the appearance of a 14 day temporal link

• Patients were recruited through anti-MMR campaigners, and the study was commissioned and funded for planned litigation – (BMJ 2011; 342: c5347)

 

In conclusione malgrado l’eco mediatica che ha avuto sia la notizia della pericolosità del vaccino che la notizia della falsificazione dei dati, solamente la comunità scientifica internazionale ha tirato delle conclusioni a favore dei vaccini mentre l’opinione pubblica nutre sempre dei dubbi e rischia di non far vaccinare i propri figli come accaduto in Inghilterra per delle paure irrazionali e infondate.

 

Fonti: