La cooperazione è uno strumento indispensabile per la nostra vita. Infatti, ogni volta che vogliamo raggiungere un obiettivo congiunto, è indispensabile accordarsi con l’altra persona che ha concordato lo stesso obiettivo per poterlo raggiungere. Immaginiamo ad esempio di essere a bordo di una zattera in alto mare con un’altra persona e di voler tornare a riva (nostro obiettivo), remando. Se soltanto uno dei due si mette a remare mentre l’altro prende il sole o fa altro, è evidente che l’obiettivo non è congiunto e non si raggiungerà. Ci sarà una grande fatica, un notevole dispendio di energie e uno sforzo immane che non porterà ai risultati sperati. Inoltre si sperimenterà disappunto, o rabbia, forse frustrazione. Ma se entrambi, invece, remano secondo le proprie possibilità, puntando all’obiettivo stabilito e unendo le forze, non solo faranno meno fatica, ma raggiungeranno con buona probabilità l’obiettivo congiunto.

In quest’ottica anche una psicoterapia implica la cooperazione tra paziente e terapeuta: si cammina fianco a fianco contro la sofferenza patologica (obiettivo congiunto).

Che cosa ha a che vedere la cooperazione con la sessualità?

Partiamo dal presupposto che gli esseri umani conoscono e utilizzano tante modalità diverse di stare al mondo, di relazionarsi e anche di incontrarsi nell’intimità. Ce ne sono alcune, tuttavia, che spengono la sessualità. Tra i primi l’accudimento. Sebbene anche tra coniugi ci sia accudimento in alcune circostanze (per esempio se uno dei due è ammalato), questo modo di stare con l’ altro spegne il desiderio sessuale perché, come ci insegna la natura, è tipico e congruo della mamma che accudisce il proprio bimbo. E quando si accudisce, non si pensa proprio alla sessualità! (ecco perché il desiderio sessuale viene meno alla nascita dei figli).

Altre modalità relazionali, se ben dosate e utilizzate in maniera sana, possono regalare alla coppia piacevoli sorprese: l’agonismo sano. Un po’ di aggressività sana può dare alla coppia occasione per giocare con la sessualità. Pensiamo alla dominanza e ai giochi di potere nel  repertorio del corteggiamento. Diciamo che modalità diverse, in momenti diversi e ben dosate costituiscono il modo migliore per incontrarsi e per vivere bene le relazioni.

Ma l’aspetto fondamentale e imprescindibile per vivere al meglio una felice vita relazionale e sessuale è la cooperazione paritetica.

A tal proposito dobbiamo precisare che stiamo rispettando le condizioni che definiscono la cooperazione: due persone insieme, fianco a fianco, che condividono un obiettivo congiunto. Nel caso della sessualità l’obiettivo congiunto è il piacere condiviso.

Il piacere condiviso non è però un obiettivo scontato per una coppia che va d’accordo su altri piani. E’ un obiettivo che noi psicoterapeuti che trattiamo le problematiche di coppia e sessuali dobbiamo –rispettando i tempi della coppia- presentare loro e aiutare a perseguirlo. Spesso, nelle psicoterapie che coinvolgono entrambi i partners, incontro coppie che dichiarano di avere una profonda amicizia, una buona relazione e comunicazione, ma assolutamente incapace di utilizzare la cooperazione nella sessualità: sono quelle coppie i cui partners molto spesso si accudiscono, anziché cooperare e ricercare insieme il piacere sessuale. Oppure coppie  disastrate su più fronti con problemi anche nell’intimità. Il caso più frequente è comunque la coppia incapace di utilizzare la cooperazione e molto abile ad utilizzare la competizione anche a letto, con una serie di varianti spesso molto subdole, difficili da intercettare, mostrare alla coppia e trattare. In casi del genere il disturbo sessuale viene letto e trattato come sintomo di un problema relazionale in cui si è perso di vista la cooperazione.

A questo punto dovrebbe anche essere chiaro che cosa s’intende per piacere condiviso come obiettivo congiunto dalla coppia.

Per concludere: il ruolo della cooperazione paritetico è centrale nelle relazioni. Non è però scontata la sua esistenza in una coppia, ma si tratta di una modalità che va costruita e decisa da entrambi i partners. E non è neppure vero che sia l’unica modalità per incontrarsi.