Già qualche settimana fa compariva su diverse fonti la notizia secondo la quale la liposuzione non garantirebbe risultati a lungo termine. In particolare il grasso prelevato in una parte del corpo apparirebbe altrove nel giro di un anno. Questo accade però solo se non vengono seguite determinate indicazioni del medico, cioè una dieta equilibrata nel periodo successivo all’intervento.

Pare tuttavia che il comportamento alimentare delle persone che si sottopongono alla liposuzione sia del tutto disordinato, probabilmente perché l’idea magica presente è quella di non ingrassare più, ma anche di non poter avere controllo sul proprio peso, se non regolandolo dall’esterno, attraverso la chirurgia.

Questo è l’atteggiamento che ritroviamo anche nelle numerose pazienti BED (Binge Eating Disorder) che si sottopongono ad interventi di bendaggio gastrico.

Oltre a disporre di determinate indicazioni terapeutiche, la cui valutazione prevede anche quella psicologica, questo disturbo tende a ripresentarsi in forma ancor più seria, se non è chiara al paziente la necessità di una corretta educazione alimentare.

Molte delle mie pazienti, infatti, poiché dopo il bendaggio gastrico non riescono più ad ingerire grandi quantità di pasta o di pane, aggirano l’ostacolo abusando, tra l’altro, di budini e creme, ovvero alimenti che non appesantiscono –nonostante il bendaggio- ma che apportano un quantitativo calorico eccessivo.

L’indicazione è sempre quella di una valutazione psicologica prima dell’intervento.

Ma, ancora più importante, è una corretta educazione alimentare dopo l’intervento. Il fatto di essersi sottoposti ad un intervento di liposuzione non implica infatti che non si potrà più ingrassare né che il bendaggio gastrico sarà una garanzia per poter ingerire molte calorie senza aumentare di peso.

In che cosa consiste la corretta educazione alimentare?

Può sembrare banale a molti, ma parecchie persone ignorano quali siano gli alimenti che apportano molte calorie e pertanto non indicati per mantenere il peso raggiunto in seguito al dimagrimento o agli interventi chirurgici. Quindi il medico o il dietista fornirà informazioni dettagliate a questo proposito.

Successivamente il paziente deve essere formato sulla compilazione di un diario alimentare che servirà al paziente a monitorare l’andamento della dieta e della qualità e diversità dei cibi ingeriti e poi, discutendone con lo psicologo, a capire quali stati d’animo lo predispongono all’assunzione eccessiva di cibo e in quali circostanze (ad es. incontri sociali).

Una volta monitorati questi aspetti si lavorerà con il paziente per prendere le distanze da quegli stati che spalancano la porta alle condotte alimentari incontrollate. Chiaramente un aspetto importante da chiarire è il tipo di intervento subito, ovvero informare subito il paziente che, se le quantità di cibo saranno incontrollate, il peso tornerà come prima.

 

Fonte

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2012/01/03/visualizza_new.html_20279415.html