LA RABBIA: UN MESSAGGIO IMPORTANTE CHE VIENE DA DENTRO

Quando ci arrabbiamo, a seconda dell'intensità delle sensazioni provate, in genere ciò che sentiamo nel nostro corpo non è sempre piacevole: ognuno ha un modo molto personale e unico di sentire la rabbia, ma in genere viene descritta come un fuoco, sentito in varie parti del corpo, o come un nodo, talvolta come qualcosa di molto freddo, glaciale, difficilmente accade che venga riportata come una sensazione gradevole. In conseguenza di questo, nasce in noi l'idea che la rabbia sia un'emozione "negativa", che non è buona cosa provare nè manifestare; spesso accade che la si reprima in parte o totalmente, per poi sfogarla attraverso piccoli o grandi malesseri fisici, oppure attraverso la diminuzione del livello di benessere generale percepito, oppure talvolta cresce a tal punto che diventa difficile reprimerla, ed esce tutta in una volta, portandoci a comportarci in modo tale da mettere a rischio relazioni a cui teniamo, oppure la nostra professionalità sul luogo di lavoro, o qualsiasi altro aspetto della nostra vita.
In realtà, la rabbia non è in sè stessa un'emozione "negativa": essa reppresenta un messaggio importantissimo che viene dalla parte più viva e profonda di noi, messaggio che in genere fatichiamo a cogliere, perchè presi dagli aspetti situazionali che l'hanno innescata; tale messaggio riguarda sempre la percezione intima che una risorsa per noi importantissima sia a rischio di venir meno, tale risorsa può essere l'amore di una persona importante, la stima degli altri, la credibilità, il nostro valore come professionisti, ma anche semplicemente, se pensiamo anche all'origine di tale emozione sul piano evoluzionistico, ad una risorsa molto concreta, come il cibo, o la sicurezza. Se noi siamo in grado di accogliere la nostra rabbia come messaggio che ci aiuta a conoscere meglio come siamo fatti e quali sono i valori più importanti per noi, i "motori" che ci fanno andare avanti nella vita, possiamo essere in grado di attivarci in modo funzionale per recuperare la risorsa che sentiamo messa a rischio, magari attraverso un dialogo costruttivo, delle spiegazioni mirate, o semplicemente attivando una strategia di azione scelta razionalmente. Il rischio che corriamo ignorando la nostra rabbia è duplice: da una parte rischiamo di non mettere in campo alcuna strategia, rischiando di perdere qualcosa che per noi è fondamentale (che sia una perdita reale o una nostra percezione di perdita, poco cambia), dall'altra rischiamo di far crescere quest'emozione dentro di noi fino ad averne poi uno scarso controllo. Una frase molto bella che ho sentito ad un seminario afferma che "la violenza nasce dalla sordità emozionale": se io provo rabbia e nessuno di coloro che mi stanno intorno riconoscono tale emozione ignorando le mie esigenze, prima o poi questa rabbia può trasformarsi in un comportamento violento, più o meno eclatante. Se io per primo non permetto a me stesso di sentirmi arrabbiato e non indago su ciò che sta alla base di tale sensazione, ottengo un risultato simile, magari impiegandoci più tempo, allora sì che l'emozione, anzichè essere incanalata in una strategia costruttiva per recuperare ciò che sento a rischio di perdere, diventa una forza distruttiva e pericolosa, per gli altri ma anche e soprattutto per me, poichè se manifesto la mia rabbia con un comportamento violento ciò che nel mio intimo temevo fosse messo a rischio, è facile che poi lo posso perdere veramente.

Dr.ssa Pamela Zambonin