NON SOLO ROSE..LA NASCITA DEL PRIMO FIGLIO: felicità e fatiche

Nasce il primo figlio, la coppia cresce, è costretta a crescere: l’attesa,le ansie, gli esami, molti..e la tenerezza, la speranza, il corpo che cambia (le ragazze si preoccupano).. la responsabilità che diviene più presente.. e l’orgoglio in tutti e due i partner: ”ascolta, il bambino si muove, e all’inizio sembra un passerotto” e la paura..

Paura del parto , paura di non farcela a gestire il cambiamento di ruolo, paura che i soldi non bastino, paura di restare grassa, ma spesso questo non lo si dice. Poi la vita ti trascina e ti trovi dalla parte di là della barricata.. felice e tutto è passato. Festeggiamenti, fiori, biglietti, auguri , brindisi..

Ma questo è anche il passaggio dalla diade, la coppia innamorata, spensierata, alla famiglia .

E’ un passaggio felice certo, che presenta anche una sua difficoltà, una sua criticità. E’ un periodo in cui è necessario riaggiustare gli equilibri raggiunti.. nuovi ritmi, nuove priorità si affacciano con urgenza.

Il primo periodo dopo la nascita del figlio, sei-otto settimane, è caratterizzato da una grande gioia e un forte adattamento di coppia rende tutto più facile e più leggero.

Dopo un primo periodo di “trionfo” così Wilma Binda definisce l’euforia che segue la nascita, la preoccupazione e anche l’ansia per le cure richieste e indispensabili, la paura di sbagliare, le molte ore da dedicare al bambino che piange, da cambiare nutrire, allattare (in effetti 8 pasti sono otto ore), a volte anche il poco sonno, possono rendere le giornate lunghe e faticose.

Finchè la coppia non acquista una nuova routine e si organizza, (tutto questo è soggettivo e risente dell’autonomia e dalla sicurezza di ciascuno e dalla possibilità di sentirsi supportati anche aiutati dalla famiglia), le ragazze possono sentirsi sopraffatte e i giovani padri possono sentirsi esclusi dalla diade madre bambino.

L’attenuarsi della “companionship” di coppia viene sottolineato da molti studiosi, mentre secondo Olson si ha minor stress e una buona soddisfazione coniugale se il livello di coesione e il grado di “adattabilità” della coppia è buono.

Più adattabilità e più flessibilità e uno sguardo intelligente, attento, prudente da parte dei genitori, nonni felici, sono aiuti preziosi che permettono alla famiglia giovane di credere in sé stessa e nelle proprie risorse, di accettare i cambiamenti, che sono temporanei, dei tempi e delle priorità con animo sereno.