La psichiatra francese Marie France Hirigoyen, dopo i successi dei suoi libri “Molestie morali. La violenza perversa nella famiglia e nel lavoro” (Einaudi, 2005), e “Sottomesse. La violenza sulle donne nella coppia” (Einaudi, 2006), in cui ha descritto le caratteristiche dell’autore delle molestie morali, che ha definito “perverso narcisista”, propone ora un nuovo lavoro: “Abus de faiblesse et autres manipulations” (abuso di debolezza e altre manipolazioni). In questo testo, ancora non edito in Italia, l’autrice entra ancor più nel merito del problema della perversione morale e del narcisismo, mettendo in discussione le caratteristiche della nozione di “consenso” da parte della vittima degli abusi morali.

Il narcisista perverso, nella descrizione della Hirigoyen, è simile ad un vampiro, che prosciuga le energie delle proprie prede fino a dominarne completamente la psiche. Questi individui, sono socialmente molto integrati e non hanno consapevolezza delle loro gravi problematiche psicologiche, che invece, si riflettono nella relazione profondamente disturbata che instaurano con gli altri.

I soggetti psicologicamente più deboli, che apparentemente sottostanno alle manipolazioni del narcisista perverso, appaiono come consenzienti, mentre in realtà sono semplici vittime del plagio, spesso seducente, tipico del narcisista perverso. Si tratta di abili manipolatori, privi di scrupoli e di morale, che considerano l’altro un oggetto da sfruttare. Sono soggetti pericolosi e molto esperti nel cogliere le caratteristiche psicologiche altrui, ma del tutto incapaci di provare una genuina empatia verso le altre persone.

L’autrice, forte anche di una robusta esperienza clinica personale, narra di come questo tipo di comportamenti, siano in qualche modo più legati che in passato ai mutamenti sociali, arrivando a ipotizzare in qualche modo il superamento di Edipo da parte di Narciso. Dai tempi di Freud, infatti, il rapporto degli individui con il senso del limite, del divieto, dello scrupolo di natura morale, fonte dei conflitti inconsci all’origine dei sensi di colpa e delle nevrosi, è profondamente mutato. Il contesto attuale, dove tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge appare come possibile, porta molte persone a doversi confrontare con limiti spostati sempre più verso l’alto, rispetto ai quali alcuni individui si sentono inadatti, insufficienti. Il narcisista perverso, si colloca in questo quadro socio-psicologico e la sua patologia è una risposta al senso d’inadeguatezza che deriva da un’immagine di se non corrispondente ai canoni imposti dalla società. I dubbi circa la propria identità del narcisista perverso, la sua mancanza di autostima, lo conducono a comportamenti compensatori megalomani.

Nel testo della psichiatra francese, si mostra la differenza tra atteggiamenti narcisistici sani e patologici, poiché il narcisismo non è di per sé patologico anzi, esiste un narcisismo sano e adattivo in molte personalità. La spinta senza scrupoli verso la scalata sociale e il cinismo con cui i perversi narcisisti affrontano la carriera, invece, lasciano poco spazio alla possibilità di smascheramento di questi individui, anche perché si camuffano applicando meticolosamente le regole del “sistema”, motivo per il quale non è difficile che vengano addirittura premiati ed elogiati pubblicamente.

Insomma, quella del narcisista perverso è una patologia che cela una violenza insidiosa e nascosta, le cui vittime sono persone più vulnerabili che vengono a trovarsi in condizioni di subdola sottomissione psicologica rispetto al manipolatore.