Le persone generalmente sviluppano dipendenze nel tentativo di proteggersi da emozioni percepite come insopportabilmente dolorose. Una dipendenza, di qualunque tipo si tratti, genera sempre problemi, che solitamente vengono nascosti fino a che non diventano ingestibili. 

Le persone che viviono una dipendenza affettiva trascorrono la maggior parte del loro tempo, e spendono la maggior parte delle proprie energie per la persona che è oggetto del loro amore. La stimano e apprezzano questa persona al di sopra di se stessi e la loro attenzione, per quanto riguarda la vita e lo stato di salute della persona amata, è generalmente di tipo  ossessivo. Tendono a trascurare se stessi in molti modi, in sostanza abbandonando o mettendo da parte aspetti e relazioni importanti della loro vita, che fino a quel momento erano state fonte di benessere e piacere, per dedicarsi completamente all'oggetto del loro affetto.

La dipendenza affettiva non si realizza solo con il proprio partner sentimentale o sessuale. E' possibile che si crei anche con un amico, con il proprio bambino o addirittura con una persona famosa, che non si è mai incontrata.

Il nucleo profondo del problema è che le persone che sviluppano questo tipo di dipendenza credono profondamente che un'altra persona possa risolvere tutti i loro problemi, possa fornire risposte giuste e soluzioni, possa alimentare la propria autostima solo con la sua presenza. Fondamentalmente provano l'intenso desiderio di affidarsi a questa persona totalmente, in modo da esserne accuditi, curati e protetti. Quando questi bisogni, che sono fortemente irrealistici, non vengono soddisfatti, i dipendenti affettivi possono vivere momenti di grande difficoltà personale, in cui si sentono pieni di risentimento e possono diventare distruttivi verso se stessi e verso gli altri.

Ma quali sono i fattori che predispongono a questo tipo di disturbo? In genere il vissuto condiviso da queste persone è un vissuto di abbandono o di trascuratezza nell'infanzia. I dipendenti affettivi sono stati bambini che non hanno visto soddisfatti i propri bisogni primari di contatto, contenimento emotivo e amore. Questo influenza in modo dramamtico la loro autostima nella vita adulta, che si traduce in una paura costante di abbandono e di un inconscia paura dell'intimità emotiva. Spesso viene scambiata l'intensità di un rapporto con l'intimità.

Come affrontare questa problematica? Come per ogni dipendenza, il processo di riabilitazione è un processo di scoperta di sè. Richiede il superamento di fasi specifiche: la prima è la presa di coscienza della dipendenza attraverso il riconoscimento del problema e la richiesta di aiuto. Fatto questo sarà necessario affrontare, insieme ad uno psicoterapeuta, un processo di elaborazione, che è simile a quella per un lutto.

Per spezzare il circolo vizioso che porta ad annullarsi, sperando inconsciamente che il premio della rinuncia a se stessi sia quello di trovare un contenitore sicuro per le proprie insicurezze e paure, è necessario riconoscere i meccanismi e i bisogni che stanno alla base di questo comportamento. Quindi affrontare ed elaborare i sentimenti dolorosi collegati ai propri bisogni primari che non sono stati soddisfatti, alla propria rabbia, a al vuoto interiore che può emergere.

E' possibile uscire dalla dipendenza affettiva, è possibile imparare ad instaurare relazioni adulte soddisfacenti ed equilibrate, ma per fare questo è necessario cominciare a fare il primo passo.