Derivata dalla psicoanalisi freudiana, la psicoterapia psicodinamica si è arricchita non solo dei contributi apportati dagli sviluppi dei vari orientamenti psicoanalitici che via via si sono affermati, ma anche degli apporti dell'Infant Research, della Psicopatologia Evolutiva, della Teoria dell'Attaccamento e delle Neuroscienze. Attualmente, essa si dirama in un alveo di modelli teorico-tecnici che, anche se molto diversificati fra loro, condividono punti fondamentali e aspetti tecnici distintivi.

Gabbard (2011, p. 4) riassume così i principi fondamentali della psicoterapia psicodinamica:

  • L'adulto è plasmato dalle interazione fra esperienze infantili e fattori genetici;
  • Il transfert del paziente nei confronti del terapeuta è una fonte primaria di comprensione;
  • Il controtransfert del terapeuta fornisce indicazioni importanti per comprendere ciò che il paziente suscita negli altri;
  • La resistenza del paziente al processo terapeutico rappresenta un elemento centrale nella terapia;
  • Sintomi e comportamenti hanno molteplici funzioni e sono determinati da forze complesse e spesso inconsce;
  • Il terapeuta psicodinamico aiuta il paziente ad acquisire un senso di autenticità e unicità.

Riprende (ibidem), inoltre, gli aspetti tecnici che distinguono le forme psicodinamiche di terapia individuate da Blagys e Hilsenroth (2000):

  • Esplorazione dei tentativi di evitare aspetti dell'esperienza;
  • Identificazione di temi e pattern ricorrenti;
  • Focus sulle relazioni interpersonali;
  • Focus sulla relazione terapeutica;
  • Esplorazione di desideri, sogni e fantasie.

Gli aspetti tecnici testé enucleati trovano giustificazione nella concettualizzazione dualistica dei meccanismi dell'azione terapeutica che già nel pensiero freudiano aveva trovato terreno fertile e che, negli sviluppi del pensiero psicoanalitico, ha attraversato un percorso controverso. Attualmente, si conviene nel considerare l'insight e la relazione terapeutica come due meccanismi interagenti che posseggono entrambi un ruolo trasformativo importante all'interno del processo terapeutico.

Se la guarigione, in un primo momento, per Freud (1895), dipendeva dall'abreazione di quello che era uno stato affettivo strangolato legato ad attività mentali represse, ben presto egli giunse alla conclusione che risultati terapeutici duraturi potevano essere raggiunti solo attraverso lo sviluppo, ai più alti livelli, e la successiva risoluzione, della "nevrosi di transfert"(Freud, 1909). Le problematiche emotive del paziente per essere completamente risolte devono essere rivissute, e conseguentemente trasformate, all'interno della relazione con il terapeuta.                                                                                                       Entrando nello specifico degli interventi del terapeuta, Gabbard (2011) ne descrive una gamma che si situa tra un polo supportivo e un polo espressivo. Interventi qui di seguito enumerati:

  • consigli ed elogi: volti a rinforzare atteggiamenti positivi;
  • Interventi psicoeducativi: mediante i quali si forniscono informazioni specifiche correlate alla propria formazione professionale;
  • validazione empatica: riflette il tentativo del terapeuta d'immergersi nello stato interno del paziente;
  • incoraggiamento a elaborare: mediante il quale si invita il paziente a focalizzarsi su un particolare flusso associativo o su un particolare elemento della sua narrazione, incoraggiandolo ad approfondire;
  • chiarificazione: intervento attraverso il quale si riformula quanto detto dal paziente al fine di fare chiarezza, verificare la correttezza della propria comprensione e rendere più esplicito quanto detto;
  • confrontazione:volta a evidenziare l'evitamento di materiale conscio o a confrontare il paziente con narrazioni contraddittorie;
  • osservazione: mediante cui si sottolinea un comportamento, un sequenza comportamentale o un moto affettivo messo in atto dal paziente durante la seduta o che si evince dalla sua narrazione;
  • identificazione dei nessi: volta a indagare la ripetizione e la connessione di pattern di relazione, di significato o di affetti, sia concernenti la relazione terapeutica che la narrazione del paziente;
  • interpretazione: volta a giungere, muovendo dall'identificazione dei nessi fra le modalità di relazione che il paziente mette in atto nella relazione con il terapeuta e le modalità relazionali ricorrenti nel racconto dei suo rapporti presenti e passati (Menninger, 1958), a un'ipotesi sulle cause inconsce del comportamento.

L'insieme degli interventi terapeutici sopra esplicitati si pongono al servizio di una sospensione dell'agito finalizzata all'istituzione di un pensiero condiviso sulle modalità ricorrenti del paziente (Carli, Paniccia, 2003). L'atteggiamento di “neutralità, astinenza e riservatezza” (Gabbard, 2011) del terapeuta sospende, altresì, l'emissione di quella tipologia di risposte che abitualmente le modalità ricorrenti del paziente evocano negli altri e che confermerebbero retroattivamente i relativi script. Queste condizioni danno al paziente la possibilità di acquisire una maggiore consapevolezza di sé e di sperimentare modalità cognitivo-emotive e relazionali maggiormente funzionali.

 

 

Riferimenti Bibliografici Carli R., Paniccia R.M. (2003), Analisi della domanda. Teoria e tecnica dell'intervento in psicologia clinica. Bologna: Il Mulino.

Freud S. (1895). Studi sull'isteria, in Opere, cit., vol II. Bollati Boringhieri.

Freud S. (1909). Cinque conferenze sulla psicoanalisi, in Opere, cit., vol. VI. Bollati Boringhieri.

Gabbard G.O. (2011). Introduzione alla psicoterapia psicodinamica, Cortina.

Menninger (1958). Teoria della tecnica psicoanalitica. Bollati Boringhieri. 1973.