Solo le persone superficiali non giudicano in base all’apparenza

Oscar Wilde

 

La ricerca psicologica ha individuato due elementi che sono legati alla bellezza; il primo innato e dipendente da fattori universali; il secondo, contingente e legato a fattori storico-culturali. In questo articolo ci occuperemo prevalentemente dei primi.

Ci sono un gran numero di caratteristiche fisiche che gli studi psicologici hanno evidenziato influenzare l’attrattiva fisica di una persona: la statura, la conformazione dei denti e del volto, il colore dell’iride, l’assenza o la presenza di barba, il colore e la lunghezza dei capelli; e questo solo per citarne alcuni.

Per comprendere quanto l’attrattiva fisica giochi un ruolo centrale è sufficiente considerare quei casi in cui essa è deficitaria; una sfigurazione del volto in seguito ad un incidente o ad una malattia dermatologica (si pensi all’ossessione degli adolescenti per i brufoli) possono minare a fondo l’autostima, compromettendo la possibilità di avere relazioni sociali, di trovare un partner o un lavoro.

Studi psicologici dimostrano che a parità di contenuto le persone di bell’aspetto sanno essere più persuasive (per questo impiegate in pubblicità, ad es.), svolgono ruoli chiave nei gruppi di amici, fanno più facilmente carriera.

In ambito scolastico molti studi si sono concentrati sull’effetto dell’attrattiva dell’alunno sulle aspettative delle insegnanti. I risultati mostrano con chiarezza come l’aspetto fisico divenga centrale nella valutazione, quando ancora l’insegnate non conosce la condotta dell’allievo e le sue competenze (come nei primi giorni di scuola o durante gli esami di fronte ad una commissione esterna). In psicologia si tende a parlare di “Effetto Pigmalione”, cioè che le maggiori aspettative d’intelligenza da parte delle insegnati nei confronti di un bambino avvenente si traducano in un comportamento di maggiore attenzione verso tale alunno, il quale avrà più occasione di apprendere, sentirsi coinvolto, ed essere premiato, innescando un circolo virtuoso che si automantiene.

 

Anche nell’assunzione per un posto di lavoro l’attrattiva del candidato ha un valore importante. Infatti, lasciando da parte quelle professioni in cui si è a contatto con il pubblico (addetti alle vendite, assistenti di viaggio, pubbliche relazioni, ecc.), dove l’attrattiva fisica rappresenta un plusvalore, ricerche hanno evidenziato che anche rispetto ad impieghi professionali più tecnici, persone di bell’aspetto hanno maggiori probabilità di trovare lavoro e fare carriera.Questo assunto non vale in egual misura per uomini e donne. Nel caso dei maschi è più facile che la carriera dirigenziale sia favorita dall’aspetto fisico, in quanto nel caso femminile, purtroppo, vige il potente pregiudizio che le donne attraenti siano meno capaci. Sembra inoltre che l’estetica influisca anche sul reddito; le persone di bell’aspetto tendono ad avere stipendi più alti!

 

Un discorso altrettanto importante riveste l’attrattiva fisica in ambito politico. Difficilmente, eccezion fatta per le personalità politiche più eminenti, possiamo valutare obiettivamente un candidato; sono poche le informazioni che l’elettore medio ha a disposizione su programmi, iniziative ed operato nel momento in cui si accinge a votare. Risulta, giocoforza, che l’attrattività sia una variabile non trascurabile nell’orientare l’elettorato.

Difatti ciò che è emerso evidenzia come i candidati più attraenti ricevono più voti e con maggiore probabilità fanno parte dei partiti di maggioranza, sottolineando la maggiore capacità di riuscita politica per chi può contare sull’apparenza fisica.

 

Questi dati, che da un lato possono far sorridere, sono in realtà preoccupanti. E’ inquietante sapere che l’insegnate dedica più attenzioni agli alunni attraenti, così come è inquietante il fatto che individui che possono contare su un bell’aspetto fisico hanno maggiori probabilità di trovare lavoro od ottenere consenso pubblico. Per questo è importante avere sempre presente l’influenza della bellezza sui rapporti interpersonali e saper guardare al di là di qualsiasi “attrazione fatale”. In fondo compiere una scelta con consapevolezza è, prima di tutto, una questione di libertà.