I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità parlano chiaro: nel mondo i decessi annuali connessi all’abuso di bevande alcoliche colpiscono 2,5 milioni di persone, tra cui 320 mila nella fascia s’età tra i 15 e i 29 anni.

Le morti legate all’abuso di alcol sono conseguenza di malattie o/e di comportamenti tendenti a sottostimarne pericoli e rischi.

Un fenomeno molto preoccupante che occorre contrastare in modo deciso attraverso l’impegno dei Governi, sostiene l’ OMS. Fonte ADN KRONOS.

Il nostro Paese non è purtroppo escluso da questa realtà: da noi il consumo di alcolici è in aumento, purtroppo, anche tra gli adolescenti.

Bere in compagnia, frequentemente nei pub o anche organizzando feste in casa, sembrerebbe uno stile di vita sempre più diffuso tra i giovani.

Alla ricerca degli effetti euforizzanti, disinibenti dell’alcol, spinti dall’appartenenza al gruppo e dalla ricerca di divertimento e svago, dalla pubblicità e da modelli inidonei di riferimento sociale, i ragazzi conoscono poco e sottostimano gli effetti dannosi dell’alcol sulla loro salute.

Bevono anche a stomaco vuoto, facendo addirittura a gara a chi regge di più. Birre, vino, drinks a base di superalcolici, “shottini”.

Gli effetti dannosi dell’alcol a breve, medio e lungo termine sull’organismo  per di più  in un periodo di crescita, non vanno sottovalutati e dovrebbero essere meglio conosciuti: danni organici e conseguenze relative a alterazioni comportamentali, tra cui l’aumento dell’aggressività e l’assunzione di comportamenti francamente pericolosi che possono mettere a repentaglio la vita.

Il codice di procedura penale negli articoli 689 e 691 vieta la somministrazione di alcolici negli esercizi pubblici ai minori di 16 anni e a persone in stato di ebbrezza o di alterazione psico – fisica.

Normativa vigente che incontra non poche difficoltà nella sua applicazione da parte degli esercenti.

In mancanza dunque di un contrasto efficace da parte delle istituzioni e di una diffusione capillare di interventi preventivi rivolti agli adolescenti, il compito dei genitori si fa più difficile, ma resta comunque irrinunciabile.

Evitando colpevolizzazioni contropucenti, spetta dunque a padri e madri in primo luogo aprire un dialogo volto a creare consapevolezza nei propri figli sugli effetti dannosi dell’alcol e sui rischi che corrono consumandolo, dimostrando nel contempo coerenza attraverso il proprio esempio.