La scena è ben nota: il politico di turno denuncia a gran voce la fine dei valori familiari e della morale, e poi scoppia uno scandalo sulle sue relazioni extraconiugali. Oppure un altro politico predica sacrifici economici mentre sperpera le risorse dei contribuenti. Corruzione e asimmetrie di potere sono diffuse nelle società umane. Ma forse non è così grave.

Francisco Úbeda, professore di biologia evoluzionista alla University of Tennessee, Knoxville, ha trovato che potere e corruzione svolgono un ruolo importante nel mantenere la cooperazione globale nelle società.

Servendosi della teoria dei giochi, gli autori hanno indagato sulle cause della cooperazione nella società, pur in presenza di un certo livello di corruzione ai posti di comando.

Hanno sviluppato un modello di simulazione dove agenti delle forze dell’ordine e giudici, che dovrebbero punire coloro che non cooperano, possono scegliere di non cooperare essi stessi e diventare corrotti. Hanno anche considerato la possibilità che questi pubblici ufficiali, in virtù del loro potere, possano sfuggire alle punizioni quando vengono beccati a non cooperare.

Ciò che gli studiosi hanno scoperto è noto da tempo ai cinici: il grosso della società coopera perché le forze dell’ordine pubblico impongono loro di stare in riga. Le persone cooperano perché non vogliono essere punite.

Anche quando i pubblici ufficiali si considerano al di sopra della legge e si comportano in modo corrotto, la cooperazione globale nella società si mantiene, finché potere e corruzione restano entro certi limiti. Quando però il potere è troppo e la corruzione dilaga, la cooperazione globale nella società si rompe.

Úbeda ce ne spiega il funzionamento: “I pubblici ufficiali godono di privilegi che permettono loro di evitare il pieno impatto della legge, quando sono loro a infrangerla. Sapere che esiste chi è preposto a far rispettare la legge fa sì che la maggior parte della società vi obbedisca. Pertanto i pubblici ufficiali godono i benefici di una società rispettosa della legge e vengono compensati per il loro lavoro mediante la possibilità di eludere la legge stessa.”

I ricercatori concludono affermando che potere e corruzione sono un bene per la società. Senza pubblici ufficiali, gli individui hanno meno incentivi a cooperare. Ma senza potere e corruzione, i pubblici ufficiali hanno meno incentivi a fare il loro lavoro.

Questi risultati hanno implicazioni importanti e profonde. In biologia, possono spiegare il comportamento corrotto degli insetti sociali. In economia, potrebbero essere d’aiuto per formulare politiche tenendo conto del modo in cui la corruzione può portare benefici alla società. Nel campo della psicologia, possono fornire spiegazioni sulla correlazione fra potere e corruzione osservate fra gli esseri umani.

Fonte:
Francisco Úbeda, Andy Gardner. A Model for Genomic Imprinting in the Social Brain: Adults. Evolution.