"Nella vita bisogna fare tre cose: fare un figlio, scrivere un libro, piantare un albero".

(Proverbio Zen)

 

Bianco, nero, italiano, rumeno o cinese. Adottato ed anche comprato.
Purché sia figlio.
Un figlio in ogni modo, anche a costo di comprarlo.Una coppia di cinquantenni cerca di acquistare un bambino per trentamila euro - prezzo affare - da una banda di trafficanti di bambini.
Un'altra coppia svizzera, genitori di una ragazzina disabile, sempre a Messina, si sono rivolti alla stessa banda di briganti nel tentativo di acquistare un bambino, sano e rumeno, di anni otto.

Note cliniche
Diventare genitori, come sappiamo, non è un percorso immune da difficoltà.
Si parte da lontano, dai luoghi della nostra infanzia: se siamo stati amati e soprattutto come.
Il trigenerazionale influenza il nostro modo di diventare genitori; spesso la nostra capacità di essere dei “genitori adeguati” dipende da come “siamo stati figli” e da come siamo stati accuditi ed amati. L'età della prima gravidanza si è notevolmente spostata in avanti nel tempo ed il tasso di coppie infertili è in costante aumento.

Il desiderio di generatività non sempre si compie facilmente: coppie infertili, altre che non riescono a diventare genitori nemmeno con l'ausilio delle tecniche di procreazione medicalmente assistita ed altre ancora che ricorrono all'adozione per coronare il sogno di diventare genitori.
Una coppia però che decide di intraprendere l'impervio sentiero dell'adozione, ha bisogno di una lunga e poliedrica preparazione volta ad esplorare le varie difficoltà che si possono incontrare prima, durante e dopo l'adozione.

Essere buoni genitori non è sufficiente per essere automaticamente "buoni genitori adottivi".

 

Qualche dato

Dal 2010 le coppie hanno smesso di adottare e l'adozione è crollata del ben cinquanta per cento.

  • Perché l'adozione è così complessa e faticosa?
  • Trattasi di fatiche concrete o simboliche?
  • Costi economici o costi psichici?
  • Difficoltà di coppia o difficoltà burocratiche?

Dai sondaggi effettuati emerge che la trafila è troppo estenuante, i costi troppo alti - e non solo psichici - gli enti da cui transitare infiniti e la crisi economica peggiora ed aggrava la situazione.
Adottare un bambino all'estero costa dai 25.000 ai 30.000 euro, tra spese legali, viaggi all'estero, tasse da pagare al paese d'origine del bambino e così via, una vera enormità, considerando che non tutti possono permettersi tali esborsi economici e che tanti bambini necessitano di una famiglia dove crescere e da cui essere amati.
L'eterologa, recentemente sdoganata anche nel nostro paese, ha contribuito enormemente a compromettere l'adozione, che diventa davvero l'ultima spiaggia quando fallisce anche questa metodica di PMA.
Un bambino adottato - che sia bianco, giallo o nero - non può essere mistificato e dichiarato proprio, mentre un bambino figlio del gelo - tra gravidanza, parto e dopo parto - diventa socialmente "proprio".

Il dopo adozione, uno sguardo ai genitori ed al bambino
Superata la prima “fase di accettazione del processo adottivo”, la coppia si trova ad affrontare il "dopo" adozione: un percorso irto di difficoltà, di tabù e di dubbi.

 

  • Dire o non dire al bambino di essere stato adottato?
  • E se fosse bianco, diventa utile mistificare l'adozione?
  • Dirlo? Se si, quando? A che età?
  • Quali possibili traumi per la sua psiche?
  • E se un giorno il piccolo cercherà i veri genitori?
  • Si sentirà diverso dai suoi coetanei?

 Questi e tanti altri dubbi e perplessità affolleranno la mante ed il cuore dei neo genitori, i quali potranno accedere ad una condizione di autentica serenità soltanto se avranno rielaborato in "modo reale e profondo" la loro storia personale, in particolare la sofferenza e la frustrazione legata alla scoperta dell'infertilità.
Solitamente la scelta di intraprendere l'adozione non è quasi mai una scelta voluta, ma subita, valutata soltanto dopo i vari fallimenti delle PMA.
La prima scelta è sempre caratterizzata dal desiderio di diventare genitori di un bambino generato dalla coppia stessa - con lo stesso patrimonio genetico - il resto, solitamente, diventa un ripiego obbligato.

Diventare genitori di un bambino nato da altri e con una sua storia precedente non è un cammino semplice, è un momento complesso per i genitori e per il bambino che sarà abitato da un vissuto ambivalente: abbandono ed esclusione e bisogno di amore e di accudimento.
Le ferite da rimarginare saranno tante e la coppia dovrà avere già sanato le proprie per potersi occupare di quelle del piccolo appena arrivato.
Le sofferenze dei bambini adottati vanno ascoltate, riconosciute ed accolte senza remore e senza timori.
Spesso i neo-genitori vengono sopraffatti dal desiderio/ bisogno di rimuovere il passato doloroso ed ingombrante del piccolo, facendo partire la vita del bambino dal “momento simbolico” dell'adozione.
Un atteggiamento improntato ad una tale negazione è sicuramente nocivo perché il bambino, anche se piccolo, avrà una sua storia di accudimento, di mancato accudimento, di violenza o di abbandono, che dovrà essere rielaborato con dolcezza e pazienza, senza entrare in competizione con i fantasmi del passato.
Spesso mantenere un atteggiamento di comprensione e di costante ascolto rispetto alle sofferenze del bambino adottato, senza nasconderle o mistificarle non è per niente facile ; questi genitori vanno tenuti per mano affinchè potranno tenere per mano il loro bambino.

 Ma quali sono i motivi per cui i genitori adottivi possono avere delle remore nel parlare del passato dei propri figli, soprattutto con i bambini stessi?

Spesso questi neo-genitori sono partners/coppie molto provati, non tutti hanno la capacità di elaborare l'accaduto in termini psichici e l'adozione diventa una sorta di "riparazione" del dolore subito dalla vita.
Il bambino in braccio diventa la panacea per tutti i mali e per tutte le sofferenze.
Un bambino però non é un ansiolitico, ne un antidepressivo, ma un essere vivente che necessita di infinito amore, di cure, di infinita dedizione e soprattutto di onestà mentale da parte di chi decide di prenderlo nella propria vita.
I bambini, nel tempo, porranno infinite domande circa la loro origine, il loro paese, i loro genitori e soprattutto il motivo per il quale sono stati abbandonati o ceduti ad altri.
Fornire mezze verità, risposte confuse e confusive alle domande che il figlio pone, far finta di niente, glissare sull'argomento adozione o parlare di altro - unitamente ad alcuni atteggiamenti non verbali legati all'evitamento ed alla negazione - possono far passare il messaggio che l’adozione sia un "episodio" da tenere nascosto o del quale bisogna vergognarsi.

Conclusioni

Un figlio può nascere dal cuore, non obbligatoriamente dall'utero e dai gameti dei genitori.

Ci sono due lasciti importanti che dobbiamo sperare di trasmettere ai nostri figli: radici ed ali. I bambini adottivi avranno delle bellissime radici ramificate e plurime, ma devono saperlo…

 

Fonte: http://livesicilia.it/2015/02/26/volevano-vendere-un-bambino-messina-scattano-gli-arresti_600922/