Quante volte ci siamo chieste: perchè scegliamo sempre lo stesso uomo nonostante i fallimenti precedenti? 

 

La scelta del partner non è così libera ed autonoma come noi crediamo. Spesso le persone tendono a fare confusione tra quello che realmente vorrebbero e quello di cui hanno bisogno. Ogni volta che ci avviciniamo emotivamente a qualcuno per soddisfare dei bisogni più antichi e non perchè l'abbiamo davvero scelto, rischiamo di andare incontro alla delusione.

Sulla scelta del partner si concentrano tutta una serie di fattori appartenenti alla nostra storia familiare, per lo più aspettative (chiamate mandati familiari) che contengono informazioni molto chiare sulle caratteristiche ritenute "desiderabili" dalla nostra famiglia, riguardanti ruoli, posizione sociale, personalità. A volte assecondiamo il mandato, ubbidendo fedelmente, altre volte (soprattutto quando ci sono rapporti conflittuali) scegliamo partner molto distanti da questo modello, come atto di ribellione e protesta. In entrambi i casi non avremmo fatto una scelta libera, basata sui nostri desideri, ma solo in risposta ai messaggi indiretti che arrivano dalla nostra famiglia.

 

Cosa ci porta a scegliere sempre lo stesso partner?

 

Il detto che "sbagliando s'impara" potrebbe non essere propriamente vero quando ci imbattiamo nelle faccende d'amore. Capita molte volte di scegliere uomini che non sono stati in grado di rispondere ai nostri desideri e che ci hanno procurato sofferenza. Tuttavia, passata la tempesta, puntualmente ci ritroviamo dopo un po' ad essere attratte dalla stessa tipologia di uomo. Come mai?

Oltre ai mandati familiari, sulla scelta del partner pesano vuoti affettivi e risentimenti che ci portiamo dietro dalla nostra infanzia e che ci spingono a ricercare negli altri dei legami che possano colmarli. Ciò vuol dire che ad ogni partner attribuiremo la responsabilità di riparare a delle mancanze che in realtà appartengono a qualcun altro, ovvero i nostri genitori. 

Se da piccoli abbiamo sperimentato una relazione con loro basata sulla fiducia e sull'accettazione, da grandi avremmo un'alta possibilità di scegliere qualcuno che riesca davvero a gratificarci. Se al contrario il modello di relazione era basato sull'incertezza, la critica, la distanza emotiva, con molta probabilità cercheremo partner che ci riproporranno la stessa tipologia di legame, perchè per quanto fonte di sofferenza, rappresenta per noi qualcosa di già noto e paradossalmente rassicurante. 

Per cui una donna che avrà vissuto un legame di dipendenza dal proprio genitore, sarà portata a scegliere partner con cui poter riproporre lo stesso ruolo di sottomissione. Inevitabilmente seguiranno la delusione e la sofferenza, ma per quanto la donna senta il desiderio di vivere esperienze più gratificanti e alla pari, il bisogno di scegliere un partner dominante sarà sempre più forte. Di conseguenza il copione si riproporrà ad ogni scelta, con la speranza (completamente fallimentare) di poter riparare alle mancanze subite. 

Solo acquisendo la consapevolezza di cosa si nasconde dietro ai nostri bisogni si potrà interrompere questo circolo vizioso imparando, forse per la prima volta, a seguire i propri desideri e a ritenersi persone degne di essere amate.

 

 
Fonti:
Andolfi, M. (1999). La crisi della coppia. Una prospettiva sistemico-relazionale. Raffello Cortina Editore.
 
Boszormenyi-Nagy, I., Spark, G.M. (1988). Lealtà invisibili. La reciprocità nella terapia familiare intergenerazionale. Casa Editrice Astrolabio.