bondage

Ieri sera è andato in onda, in prima visione su Canale 5, il film “50 sfumature di grigio” (Fifty Shades of Grey), tratto dall’omonimo libro della scrittrice londinese Erika Leonard, che si firma con lo pseudonimo E.L. James.

Sono molte le persone che hanno letto il libro e tanti hanno visto anche il film: alcuni sono rimasti delusi da quest’ultimo, affermando che la lettura del romanzo è sicuramente più intrigante e, se vogliamo, eccitante.

Perché è di sesso che si parla: di sesso, non di amore. Lo stesso protagonista del film, un giovane imprenditore miliardario di nome Christian Grey (grigio, nella traduzione italiana), precisa alla ragazza (Anastasia), che avrà con lui la sua prima esperienza sessuale, che lui non fa l’amore…lui fa sesso!

E lo fa in una maniera particolare, rigorosamente all’interno di una stanza piena di fruste, bavagli, corde e oggetti simili: Grey riesce ad avere rapporti sessuali e a trarre piacere, solo attraverso una pratica di BDSM (bondage-dominazione-sadomasochismo).

Le donne che fanno sesso con lui, devono approvare un contratto, nel quale dichiarano di essere consenzienti a ricevere varie pratiche sessuali, rimanendo totalmente passive, sottomesse, non potendo nemmeno sfiorarlo: lui ama essere il dominatore.

Il film ha ricevuto diverse critiche cinematografiche, in merito alla trama e alle scene erotiche, ma poco si è detto sull’aspetto psicologico del protagonista, il quale risulta apparentemente un giovane, ricco sfondato, con qualche capriccio sessuale da soddisfare. Nel film, c’è un accenno al suo passato, probabilmente a qualche trauma infantile, ma viene risolto tramite la frase, rivolta ad Anastasia “Se ti dicessi tutto, non vorresti più vedermi”…

Egli racconta soltanto di essere stato un “sottomesso”, quando aveva 15 anni, praticando questi giochi erotici con un’amica della madre: da lì è iniziato il suo interesse per questa pratica sessuale.

Sono molti gli studi di psicologi che rivelano una correlazione tra le parafilie (perversioni sessuali) e abusi, violenze e traumi subìti nell’infanzia e/o adolescenza: il masochista è visto, ad esempio, come un soggetto che ha grandi sensi di colpa, e che ritiene di dover essere punito.

E’ importante sottolineare, che sono molti i rischi per l’incolumità fisica derivanti dal bondage e dal sadomasochismo, se fatti in modo estremo, e per questo motivo è fondamentale adottare precauzioni, che possano salvaguardare dal rischio di soffocamento, di irritazione delle terminazioni nervose e di cadute accidentali che possono danneggiare la spina dorsale.

Senza dubbio, è necessario conoscere bene e fidarsi del partner che verrà coinvolto in queste pratiche, e avere un’ottima padronanza della tecnica, nel caso del bondage.

Infine, vorrei fare un’osservazione: il protagonista del film, Christian Grey, è molto probabilmente un soggetto parafilico, poiché quello è l’unico modo di fare sesso, in grado di procurargli piacere, e ha bisogno di una donna che soddisfi questa sua modalità.

Il bondage può invece essere considerato davvero un gioco erotico, utile per stuzzicare la fantasia erotica e aumentare l’eccitazione, se non è l’unica via per provare piacere…