Credi di essere sveglio e cosciente, ma i muscoli del tuo corpo sono completamente bloccati e al contempo attraversati da spiacevoli vibrazioni, non riesci a sollevare le braccia e neanche a girare la testa. Ma non è tutto. Hai la penosa sensazione che in stanza con te ci sia qualcuno: una persona defunta, uno spirito, una presenza maligna, un intruso, qualcuno che ti spaventa e che potrebbe farti del male ma, poiché non riesci a muoverti, sai che non potrai scappare. Spesso, l’angoscia non viene eliminata dal completo risveglio e si protrae per tutta la giornata, ti chiedi cosa ti sia veramente successo: stai impazzendo? Era solo un incubo o era tutto vero? Ti capiterà ancora?

È la paralisi del sonno, anche chiamata paralisi notturna o ipnagogica, ed in genere è di breve durata, da pochi secondi a qualche minuto. Non si tratta di un brutto sogno come tanti altri né di una malattia mentale; solo in alcuni casi, infatti, si associa a disturbi del sonno più gravi come la narcolessia, mentre più spesso è presente come fenomeno isolato che, secondo alcuni studi britannici, interesserebbe circa il 30% delle persone almeno una volta nella vita.

 

"Paralisi notturne: quali sono le cause?"

Molte sono le ipotesi poco scientifiche che, facendo riferimento al paranormale e alle credenze popolari, hanno tentato di dare un senso a quest’angosciante condizione, ritenendola l’inizio di un viaggio astrale.

In realtà, c’entrano poco gli spiriti, le esperienze extracorporee o i contatti con l’aldilà, in quanto le paralisi notturne hanno una spiegazione psicobiologica chiara, che le associa alla fase REM e alla sua dissincronia con le altre fasi del sonno. Quando sogniamo siamo nella fase REM, durante la quale il corpo si immobilizza: è, questo, un meccanismo di difesa fisiologico che ci protegge dal rischio di compiere quelle azioni che avvengono nel sogno e ci garantisce il massimo riposo.

In momenti di forte stress, ansia, preoccupazione, può capitare che il normale ritmo sonno-veglia sia alterato e che la fase REM subisca uno sfasamento, intervenendo subito, quando la nostra mente non è ancora completamente addormentata, o protraendosi negli effetti che ha sul corpo anche al risveglio. Quindi, durante la paralisi notturna il cervello è già sveglio mentre il corpo è ancora immobile come quando è nella fase REM.

Le visioni che si hanno sono, nella maggior parte dei casi (ma non sempre), spaventose perché particolarmente vivide e realistiche e anche la paralisi muscolare è reale, tant’è che al risveglio è possibile avvertire dolori, formicolii o indolenzimenti in alcune parti del corpo.

 

"Cosa vuole dirci il nostro inconscio?"

Accanto alla spiegazione fisiologica, c’è quella di tipo psicologico che chiama in causa l’inconscio, i suoi contenuti e i suoi significati. C’è, sicuramente, una differenza tra le persone che sentono di stare in stanza con un defunto che parla/rimprovera/giudica/dà consigli, coloro che invece vedono demoni o streghe che li soffocano e li schiacciano e quelli che, infine, temono di essere inseguiti, molestati, aggrediti da intrusi.

Freud sosteneva che i sogni fossero la via regia per l’inconscio e il loro significato può essere meglio interpretato conoscendo la storia personale di ciascuno... e allora, anche qualora si trattasse di un episodio isolato, ci è sempre utile fermarci e chiederci cosa voglia comunicarci il nostro inconscio.