Il Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP) è una problematica comportamentale che riguarda il bambino nel suo approccio con il mondo ed è caratterizzato da alcuni elementi distintivi, tra cui una rabbia eccessiva, rifiuto di rispettare le regole e l'opposizione ad esse, risentimenti e condotte provocatorie nei confronti altrui.

Molti genitori si ritrovano alle prese con una diagnosi di questo tipo, ma senza gli strumenti utili ad affrontare le situazioni di vita che poi si presentano.
I loro bambini a casa, a scuola e nel contatto con gli altri assumono dei comportamenti molto difficili da interpretare e sostenere, che inevitabilmente portano i genitori a soffrirne a loro volta, sottoponendoli a molto stress.

Questi genitori sono esasperati e afflitti, arrivando a pensare di non poter fare nulla per affrontare e migliorare la condotta dei loro figli, e questo li porta a sviluppare dei veri e propri sintomi ansiosi e depressivi.

Questo post è dedicato proprio a loro, i genitori, a cui fornisco sette consigli che vogliono essere un aiuto e un incoraggiamento a non gettare la spugna e a non demordere di fronte ai loro bambini, anche se a volte possono sentirsi impotenti ed inutili.

  1. Focalizzarsi sui comportamenti positivi.
    Lodate vostro figlio quando assume comportamenti positivi e fa qualcosa nel modo giusto. Uno dei problemi di vostro figlio è l'autostima: più la incoraggiate lodando e premiando le cose positive, più lo aiuterete ad avere una buona considerazione di sé.

  2. Coinvolgere attivamente.

    Coinvolgete vostro figlio in varie attività: fate cose insieme, piccole attività che lo facciano sentire importante ed in grado di portare a termine dei compiti ed essere visto per ciò che è, ovvero una persona capace e meritevole di attenzioni anche quando non si comporta in modo distruttivo.

  3. Coerenza.

    Siate coerenti: se avete deciso qualcosa (come ad esempio una punizione o un provvedimento per aver infranto una regola) siate coerenti in ogni luogo e in ogni situazione. Una punizione è valida a casa, come anche in campeggio, o dai nonni. Questo aiuterà anche vostro figlio a capire la coerenza e sforzarsi di esserlo a sua volta.

  4. Punizioni e Provvedimenti.

    A proposito di punizioni (cercate di preferire sempre un provvedimento) fate in modo che sia coerente con la sua condotta, e non sia né eccessivamente dura, né incoerente con il suo comportamento. Scegliete qualcosa di facilmente comprensibile, come un semplice "non hai rispettato questa regola, quindi niente gioco/uscita/altro".

  5. Discorsi e lunghe prediche.

    Non perdetevi in lunghi discorsi e prediche ogni volta che si verifica un comportamento indesiderato. Preferite invece la risposta diretta: essere chiari e diretti aiuta vostro figlio a capire meglio ed associare il suo comportamento alle relative conseguenze.

  6. La vostra rabbia.

    Imparate a gestire la vostra rabbia. Può capitare di essere esasperati ed esplodere in comportamenti rabbiosi, per poi pentirsene. Osservate le vostre emozioni e chiedetevi cosa state realmente provando: rabbia? Delusione? E quanto può contribuire a risolvere la situazione? Le emozioni vanno espresse, ma diventarne schiavi fa perdere il controllo di se stessi e delle situazioni.

  7. Chiedete aiuto.

    Non sentitevi soli nell'affrontare condizioni di questo tipo, non lo siete. Da soli non è semplice, ed espone a molti rischi, in modo particolare si espone se stessi a condizioni di grande stress, dando modo a sintomi ansiosi e depressivi di prendere il sopravvento. Chiedete aiuto a chi vi sta intorno: la scuola, le istituzioni e i professionisti in grado di potervi aiutare insegnandovi delle tecniche di comunicazione e gestione del comportamento dei vostri figli. Essere supportati da un Professionista potrebbe esservi utile anche a sviluppare le giuste competenze per affrontare la vostra situazione emotiva e lo stress correlato.