Sul D-mannosio si è scritto molto ma si hanno pochi riscontri clinici "veri" .

Molto in sintesi ricordo a tutti, anche ai lettori, che questo è uno zucchero semplice che viene riassorbito otto volte più lentamente del normale glucosio(cioè lo zucchero che generalmente usiamo in cucina).

Una volta assorbito, questo zucchero non viene metabolizzato subito ma una buona parte, attraverso il sangue, è filtrato dai reni e poi espulso nelle vie urinarie.

Lì sembra possedere la proprietà di "attaccarsi" ai batteri ed infatti in presenza di D-mannosio questi, soprattutto l' Escherichia Coli, sembrano preferirlo ed insieme formano un’entità che viene eliminata più facilmente durante la minzione.
Le basi cliniche e terapeutiche che giustificano l'azione di questo zucchero sono sostanzialmente queste.

Il D-mannosio esiste in commercio come estratto da legno di larice fermentato.

Io lo indico soprattutto come terapia di lungo termine.
Per mia esperienza il miglioramento della situazione clinica, quando si presenta, è più significativo dopo circa tre mesi di terapia "continuata".
Normalmente è sufficiente una dose in polvere di 50 mg al giorno; dopo averlo preso consiglio di aspettare circa un’ora e poi bisogna bere molta acqua.
La dose sempre la correggo secondo l’età e la situazione clinica generale del paziente, cioè ad esempio sono molto cauto con i diabetici dove controllo regolarmente ed attentamente, con l'aiuto del medico di famiglia o di fiducia del paziente, la glicemia nel tempo.

Chiedo ora ai colleghi urologi se qualcuno di loro ha un'esperienza clinica significativa su questa strategia terapeutica o semplicemente chiedo le loro impressioni.