Per molti anni mi sono occupato di urodinamica , metodica che mi costrinse ad allargare gli orizzonti culturali perché, per un discreto urodinamista, lo studio del pavimento pelvico e le conoscenze neuro urodinamiche sono essenziali.

Tanti anni fa a un congresso annuale di urodinamica tenutosi a Bari uno dei maggiori esponenti disse :

>>>parliamoci chiaro , l ‘esame urodinamico serve a ben poco, spessissimo facciamo diagnosi “ex adiuvantibus” con la terapia; se sospetto una ipereflessia prescrivo l’anticolinergico e se il disturbo irritativo svanisce ho posto la giusta diagnosi. <<<

Forse non aveva tutti i torti , almeno per quel tipo di patologia.

 

Esiste però tutto il mondo della neurourodinamica ( pazienti mielolesi o con problemi centrali ) dove chiaramente l’ esame ha un ruolo fondamentale per monitorizzare le evoluzioni e maturazioni delle lesioni, e dove il passaggio da iporeflessia a ipereflessia può significare tantissimo per il neuro/urologo.


 

 

Nella uroginecologia ha sicuramente un ruolo importante per la diagnostica differenziale e per lo studio della “continenza uretrale” , ma deve essere eseguito in centri dedicati e con le strumentazioni dedicate ( a partire dall ‘estrattore uretrale. )


 

Ma nella pratica clinica quotidiana , nel paziente ostruito , ha senso eseguire l’esame urodinamico ?

Non è sufficiente monitorizzare il paziente con uroflussometria ed ecografia vescicale e prostatica?

Effettivamente penso che nella quotidianità della diagnosi e cura del paziente prostatico ostruito , (la sintomatologia), la uroflussometria e la valutazione ecografica eseguiti se possibile nell ambito della visita, siano sufficienti ad assicurare la corretta gestione.

Però mi capita spesso di eseguire esami urodinamici in pazienti precedentemente operati di TURP , assolutamente non migliorati da un punto di vista sintomatologico e quindi inviati per uno studio più approfondito . Ebbene in molti casi i sintomi “ostruttivi” con il basso flusso erano determinati da una IPOCONTRATTILITA’ DETRUSORIALE, ossia la vescica ( detta anche muscolo detrusore, per l ‘utenza ) non aveva la giusta forza contrattile. Se questo paziente avesse eseguito lo studio urodinamico , pur sottoponendosi alla terapia chrirurgica disostruttiva avrebbe saputo che il suo flusso urinario non sarebbe poi cambiato di molto.

Ritengo che in tutti i pazienti che si sottopongono ad intervento disostruttivo per ostruzione cervico uretrale sia utilissimo eseguire anche la valutazione urodinamica per conoscere a priori quello che potrà essere l’obiettivo raggiungibile da un punto di vista sintomatologico e quindi di soddisfazione per se e per l’urologo curante

 

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