Utente 129XXX
Gentili dottori, sono un ragazzo di 22 anni e sin dall'adolescenza, quando ho iniziato a masturbarmi ed a conoscere il mio corpo, ho notato che scostando i lembi del meato uretrale esterno, a circa 2 mm di profondità, è visibile una piccola plica frontale, perpendicolare alla direzione dei lembi chiusi. Inizialmente mi sono giustificato la presenza di questa conformazione ipotizzando una via separata per la via urinaria e quella spermatica, ma ora sono dubbioso, mi chiedo se sia il normale assetto anatomico o un'anomalia. Aggiungo che non ho mai avuto problemi ne eiaculando ne urinando, ho solo una preoccupazione, forse un po' assurda me ne rendo conto: che ci possano essere problemi nella remota eventualità necessiti di una cateterizzazione uretrale.

Ho anche notato che il rafe è unico e un po' spesso a partire dal frenulo, diminuisce di spessore fino a scomparire verso lo scroto, ma a circa metà del pene si divide: una parte continua diritta, l'altra, a destra, si scosta e descrive una curva, per poi riallinearsi a livello dello scroto ritorna a congiungersi con l'altra parte. Di li in poi, come ho scritto sopra è appena visibile una linea mediana leggermente più scura, brunastra, ma toccando non avverto lo spessore. Anche in questo caso non ho nessun problema o fastidio fisico. Mi chiedo se questa situazione possa essere in qualche modo legata alla presenza di macchie sulla pelle, quelle chiamate volgarmente voglie, presenti sin dalla nascita, a livello del perineo e della faccia ventrale del pene.

Chiedo scusa per la prolissità, ma da qualche settimana inizio ad essere un po' ansioso e vorrei conoscere bene la situazione per rassicurarmi.

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Dr. Giovanni Beretta
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Gentile giovane lettore,

quadri "clinici" come il suo non possono essere affrontati e tanto meno capiti e risolti tramite una semplice e-mail e richiedono sempre una attenta valutazione clinica diretta.

A questo punto consulti il suo medico di famiglia che, esaminato in prima istanza il suo problema, potrà eventualmente indirizzarla successivamente verso una più mirata valutazione specialistica andrologica.

Poi, come spesso ripeto da questo sito, a prescindere, vista anche la sua "giovane" età, approfitti di questi "disturbi-malesseri" e non sicurezze, per conoscere finalmente, se non ancora fatto, il suo andrologo di fiducia.

Impari dalle sue compagne e dalle donne che la circondano che sicuramente ,alla sua età, già conoscono il loro o la loro ginecologa.

Un cordiale saluto.