Utente 139XXX
egregi dottori, vorrei riassumervi in poche parole la mia storia. Lo scorso 12 novembre ebbi un forte urto con la mano con un vetro, causandomi dei tagli al palmo della mano e all'avambraccio. Da questo ne scaturì una lesione al nervo ulnare, e con il conseguente ricovero ed intervento. Quest'ultimo è avvenuto il 25 di novembre, eseguito all'ospedale Pellegrini di Napoli. L'intervento è riuscito bene, anche se quello che mi preoccupa maggiormente è il recupero. I medici infatti non mi hanno assicurato il completo recupero della mano, e anche se questo avvenisse da come mi hanno riferito i tempi sono abbastanza lunghi (si parla di un anno circa). I sintomi sono i soliti, perdità di sensibilità all'anulare e al mignolo, fastidiose scosse quando si allunga il gomito, e movimenti abbastanza rigidi delle due dita. Ora sono passati esattamente dieci giorni dall'intervento, ho ancora i punti, mi rendo conto che è ancora presto per dare un giudizio, ma vorrei sapere approssimativamente quali sono i tempi per una parziale guarigione, se questa ci sarà. La mia paura maggiore riguarda la scossa elettrica che vedo non tendere ad attenuarsi, mentre per la sensibilità migliora pian piano. Secondo voi c'è il rischio di avere questa cosiddetta "corrente elettrica" alle dita in modo permanente. Vi aggiungo che per la mia giovane età (19) i medici mi hanno detto che è più facile avere un recupero in minor tempo. Vi ringrazio per un'eventuale risposta.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Michele Milano
48% attività
4% attualità
20% socialità
MONCALIERI (TO)
Rank MI+ 72
Iscritto dal 2007
Gentile utente, capisco la sua ansia.
I tempi di recupero variano in base ai seguenti fattori:
1) tipo di lesione (sicuramente si avrà una ripresa migliore se il taglio del nervo è stato provocato da un vetro in quanto questo determina un taglio netto, piuttosto che in una lesione da strappo, quale per esempio una motosega)
2) sutura accurata (migliore è la sutura, maggiore sono le probabilità di ripresa)
3) sede della lesione.

Consideri che un nervo suturato "ricresce" alla velocità di 1 mm al giorno, per cui più il danno è alto (vicino al gomito, per esempio) più tempo ci vorrà per recuperare.

La scossa che sente (in gergo medico Tinell) è un fatto positivo. Se tutto va come deve andare piano piano sentirà le scosse sempre più lontane dalla sede della lesione (verso la mano) fino a scomparire del tutto.

Si armi di tanta pazienza, e di un buon fisioterapista. Adesso gran parte del recupero dipende da lei.

Tanti auguri