Login | Registrati | Recupera password
0/0

Grave distorsione della caviglia

(archivio consulti: per vedere la pagina aggiornata clicca QUI)
  1. #1
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2007

    Grave distorsione della caviglia

    Salve,
    soffro da sempre di iperlassità legamentosa. Dopo l'ennesima distorsione della caviglia destra (in totale sono state 6 solo negli ultimi 3 anni: 3 volte a destra e 3 volte a sinistra), ho fatto una RMN, su consiglio del mio ortopedico. Riporto il risultato per intero:

    'Esame eseguito mediante acquisizione di sequenze multiplanari opportunamente orientate.
    Lesione lacerativa completa del legamento peroneo-astragalico anteriore; l'inserzione distale del legamento peroneo-calcaneale non appare apprezzabile nella sua normale anatomia RM, consentendo di porre sospetto diagnostico di lesione lacerativa subtotale.
    Ispessito, iperintenso il legamento peroneo-astragalico posteriore, anch'esso sede di lesione lacerativa parziale.
    Versamento di discreta entità all'interno del seno del tarso; i legamenti cervicale anteriore ed interosseo presentano estese alterazioni di segnale per verosimile patologia a carattere lacerativo subtotale.
    Discreto ispessimento ed iperintensità di segnale del legamento deltoideo, per esiti di lesione distrattiva parziale.
    Incondruenza articolare tibio-peroneo-astragalica: l'astragalo appare lievemente scivolato in sede anteriore, per instabilità dei mezzi di ancoraggio dei distretti capsulo-legamentosi del versante mediale e laterale.
    Versamento di discreta entità in sede tibio-astragalica e peroneo-astragalica.
    Versamento di notevole entità a livello del seno del tarso.
    Focale incremento di segnale a livello del domo astragalico nel versante medio-posteriore, per esiti di frattura osteocondrale.
    Piccolo frammento osseo a livello dell'apice pe esiti di distacco parcellare.
    Discreto versamento all'interno della guaina che riveste il tendine tibiale anteriore ed il tendine flessore lungo dell'alluce per tenosinovite essudativa.
    Nella norma i tendini peroneali ed il distretto tendineo del dorso della caviglia.
    Non alterazioni a carico del tendine d'achille, limitatamente al volume in esame. Nella norma l'aponevrosi plantare.
    Indispensabile sollecita rivalutazione in sede ortopedica, in rapporto a grave quadro di instabilità articolare della caviglia.'

    Ovviamente, ho già fissato un appuntamento con l'ortopedico, per fargli vedere la RMN e per valutare la situazione. Vi contatto per avere una Vostra analisi della situazione, così da poter avere più pareri sul mio stato ed agire di conseguenza, alla luce anche di una condizione probabilmente simile per quanto riguarda la caviglia sinistra.
    Il dolore è stato piuttosto forte nei giorni successivi il fatto, adesso è tornato 'normale', nel senso che ho un dolore continuo di sottofondo che ormai dura da qualche anno. Le attività sportive che pratico sono il calcetto (agonistico), il nuoto, il tennis ed il footing: durante l'esercizio di queste attività provo fastidio alla caviglia, che comunque raramente si gonfia. Anche quando cammino, percepisco una notevole instabilità della caviglia.
    Grazie dell'attenzione.

    Saluti.
    Andrea



  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 23 Medico specialista in: Ortopedia

    Risponde dal
    2006
    Il quadro da Lei riportato sembra deporre per una grave instabilità laterale di caviglia (più comune rispetto all'instabilità mediale). La RMN descrive un astragalo che "appare lievemente scivolato in sede anteriore per instabilità dei mezzi di ancoraggio dei distretti capsulo-legamentosi del versante mediale e laterale" : si tratta di un reperto clinicamente obiettivabile, in quanto l'astragalo, collegando la gamba (tibia) al piede, quando Lei flette plantarmente il piede, si muove insieme al piede stesso, perciò quando Lei esegue movimenti complessi, il dolore che percepisce è dovuto all'azione dell'astragalo che si muove con instabilità in flesso-estensione (che spiega inoltre la formazione di versamento). Il parametro "dirimente" tra trattamento conservativo (es. cavigliera ed esercizi propriocettivi) e trattamento chirurgico è il tempo trascorso tra il verificarsi del trauma / traumi, in quanto se il trauma è recente, è consigliabile un trattamento conservativo, in quanto i legamenti lacerati presentano migliori possibilità di guarigione (attraverso un tutore a cavigliera, i fibroblasti che compongono i legamenti lacerati, "protetti" dal tutore stesso, tendono ad orientarsi correttamente durante la loro fase di cicatrizzazione-guarigione). Diversamente, se il trauma è avvenuto alcuni mesi addietro, le possibilità di guarigione sono praticamente nulle e si deve ricorrere ad un trattamento chirurgico. Da quanto Lei descrive, il meccanismo lesivo è stato continuato nel tempo, perciò deporrei senz'altro per un trattamento chirurgico, che a mio parere trova un ottima risposta con l'intervento di tenodesi secondo Evans. Cordiali saluti,

    Andrea Salvi



  3. #3
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2007
    Il dolore è dovuto, come dicevo, ad un susseguirsi di distorsioni, piuttosto numerose e frequenti durante questi ultimi 3/4 anni. Lo stato della caviglia è peggiorato molto, tanto che il fastidio che provo è ormai costante indifferentemente dalle attività che faccio (sia che stia praticando sport, sia che stia seduto in poltrona). I traumi risalgono a periodi diversi: uno tre settimane fa, uno un mese e mezzo fa, uno 4 mesi fa,... e così via. Il trattamento conservativo potrebbe sopperire a questa mia fortemente compromessa stabilità? Esempio: gli esercizi propiocettivi e la fisioterapia potenzierebbero i muscoli intorno alla caviglia in modo da darmi una maggiore stabilità, ma il mio dubbio è che una volta finito questo tipo di trattamento, la situazione tornerebbe più o meno lentamente come prima. L'intervento chirurgico, invece, peraltro già consigliatomi, che tipo di stabilità può garantirmi? Ed in che cosa consiste questa tenodesi secondo Evans?
    GRAZIE PER LE RISPOSTE.



  4. #4
    Indice di partecipazione al sito: 23 Medico specialista in: Ortopedia

    Risponde dal
    2006
    Il semplice trattamento conservativo trova giovamento in stati acuti, ovvero quando le possibilità riparative dei legamenti lesionati sono ancora possibili, ma non sembra essere il Suo caso. L'intervento di tenodesi secondo Evans, schematicamente, prevede il distacco (prelievo) di una porzione di tendine del muscolo peroneo breve (situato lateralmente alla caviglia), che viene fatto passare attraverso il malleolo peroneale e quindi suturato alla base del 5° osso metatarsale (intervento di osteo-tenodesi, ovvero un tendine suturato all'osso). Funzionalmente, l'intervento crea una barriera rigido-elastica alla fuoriuscita dell'astragalo (che tende ad uscire per l'instabilità dovuta alla completa lacerazione dei legamenti che su di esso si inseriscono e che lo renderebbero stabile). Il tendine così posizionato si trova ad essere situato a "metà strada" tra i legamenti lesi (peroneo-astragalico anteriore e calcaneo-peroneale), stabilendo una "via di mezzo" funzionale tra i ruoli di entrambi i legamenti. Avendo esperienza di tale metodica e notando i buoni risultati che ottiene (sebbene talvolta possa creare rigidità all'articolazione sottoastragalica), credo che possa fare al caso Suo. Tuttavia esistono altre metodiche (es. la metodica di Brostrom e quella di Chrisman) egualmente valide. Le suggerisco quindi di rivolgersi comunque ad un ortopedico della Sua zona per poter avere una corretta valutazione clinica e funzionale ai fini di un eventuale intervento chirurgico.

    La saluto e le porgo i miei migliori Auguri di Buona Pasqua,

    Andrea Salvi



  5. #5
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2007
    Salve, sono ad aggiornare la situazione relativa alla mia caviglia destra, sulla quale avevo fatto 2 anni fa (primavera '07) una rmn che, come leggibile nel mio primo post, aveva riscontrato un 'grave quadro di instabilità articolare' dovuto a varie lesioni legamentose. Dopo essere stato visitato da alcuni ortopedici, che mi avevano consigliato alcune terapie prima di valutare un intervento chirurgico, e dopo aver effettuato tre mesi di riabilitazione (esercizi propiocettivi, terapia in piscina, manipolazioni, cyclette,...), ho ripreso le consuete attività agonistiche. I benefici raggiunti sono durati relativamente poco, tanto che già in autunno, alla ripresa della stagione sportiva, sono riapparsi i soliti fastidi e le solite distorsioni: da allora posso tranquillamente ricordare almeno 3/4 distorsioni 'dolorose' ed altre 5/6 di lieve entità. Attualmente sto facendo delle sedute settimanali/bisettimanali presso una fisiokinesiterapista, che mi aiuta a 'sopportare' i problemi alla mia caviglia e, soprattutto, alla schiena (ho una piccola ernia L4-L5) e alle ginocchia (1 lateral release a destra e 1 a sinistra + 1 artroscopia per plica sinoviale a sinistra). Ricapitolando: le distorsioni tornano ciclicamente, il dolore 'di sottofondo' è costante e purtroppo mi ci sto abituando: i consigli del mio ortopedico sono di continuare le terapie 'all'infinito'. Sinceramente sono stufo di dover sopportare questa caviglia, quindi vorrei sapere se è vero che la mia caviglia non vada operata e quindi debba continuare a fare terapie e convivere con queste distorsioni e questi dolori (che ci sono sia che stia facendo sport o no), oppure a questo punto mi conviene rivolgermi ad un ortopedico chirurgo per affrontare un intervento teso a migliorare la stabilità della mia caviglia, anche perchè presumo che se non faccio qualcosa andrò presto incontro ad artrosi. Grazie mille per le risposte, buon lavoro a tutti
    Andrea



Discussioni Simili

  1. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 29/03/2007, 23:53
  2. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 25/03/2007, 15:22
  3. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 22/03/2007, 16:34
  4. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 12/03/2007, 16:15
  5. Onde d'urto
    in Ortopedia
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 30/04/2007, 17:47
ultima modifica:  28/10/2014 - 0,08        © 2000-2011 medicitalia.it è un marchio registrato di MEDICITALIA s.r.l. - P.I. 01582700090 - staff@medicitalia.it - Fax: 02 89950896