Utente 156XXX
Buongiorno,
sono un uomo di 50 anni, normalmente attivo, non affetto da particolari patologie e con valori nel sangue all'interno dei parametri di riferimento e con pressione tipica di di 80/120.
Veniamo al problema: per ben 4 volte successivamente, quando il mio dentista mi ha praticato l'anestesia locale, sono arrivato al limite dello svenimento, evitato e superato con la posizione di Trendelenburg, mantenuta per una decina di minuti. Mi ha diagnosticato una molto probabile "sindrome vaso-vagale" e a questo punto, pero' mi ha anche detto di non sentisri tranquillo per ulteriori interventi, anche piu' invasivi, per via di un sempre probabile collasso cardiocircolatorio, che lo obbligherebbe in una impegnativa manovra di rianimazione. Premesso che (almeno apparentemente), non provo ne' ansia, ne "paura" da dentista e che sono abituato a frequentare gli studi dentistici anche per motivi di lavoro e che non ho mai avuto questo problema in occasione di prelievi per esami, chiedo se esistono degli esami clinici che possano confermare la diagnosi e se esistono delle terapie adeguate.
Grazie per l'attenzione, Marco.

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[#1] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
Negativo, la diagnosi di crisi vagale e' solo clinica e circostanziale (il termine "vaso"-vagale evitiamolo, dato che il riflesso non origina da un vaso sanguigno, come nei prelievi).

Ai fini pratici si potrebbe considerare un premedicazione con un parasimpaticolitico; senza arrivare alla puntura di atropina, magari potrebbe bastarle il cerotto alla scopolamina.