Utente 163XXX
Buongiorno, sono a chiedere il presente consulto visto la situazione di mio padre ormai perdurante e sembra senza rimedio.
da già 5 anni mio padre soffre di fibrillazione atriale, curata in un primo momento solo con la cardioversione, eseguita direttamente in pronto soccorso ( careggi , Firenze) alla 5° manovra effettuata abbiamo deciso di rivolgerci a un noto professore di Milano che ci ha consigliato l'ablazione.
Così nel 2008 abbiamo effettuato questo nuovo intervento presso l'ospedale di Milano. Dopo nemmeno 5 mesi lo abbiamo dovuto rifare ( nel frattempo sono stati effettuate altre cardioversioni). A novembre del 2009 si è resa necessaria un ulteriore ablazione visto che la situazione non rimaneva stabile.
Ma anche questo intervento è andato male, visto che a maggio abbiamo dovuto effettuare una quarta Ablazione.
Oggi 21 giugno mio padre è nuovamente in fibrillazione atriale (sicuramente meno forte delle precedenti) i medici consigliano nuova Cardioversione...
cosa ne pensate??
non c'è un altra strada??
la cura farmacologica non è possibile visto che il paziente è molto sensibile ai farmaci e questi provocano numerosi effetti collaterali.
Ringrazio per l'attensione ,
saluti
Irene

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[#1] dopo  
Dr. Massimo Tidu
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TORINO (TO)
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Gentile utente:
Nella fibrillazione atriale le opzioni terapeutiche sono sostanzialmente di due tipi:
Farla passare (mediate cardioversioni elettriche, farmacologiche o mediante ablazione) e mi sembra che sia le ablazioni che le cardioversioni elettriche non abbiano dato buon risultato.
Mantenere il paziente in fibrillazione atriale controllandone la frequenza mediante terapia farmacologica e somministrare una terapia anticoagulante per evitare la formazione di coaguli ematici negli atri che potrebbero determinare delle ischemie periferiche.
Se mi dice le cure farmacologiche non sono attuabili (ed è difficile crederlo poichè ormai esistoni molti farmaci che possono essere utilizzati nella fibrillazione atriale).
Un terzo tipo di trattamento (da utilizzare solo in casi"disperati) è quello di posizionare un pace maker in modo da poter trattare il paziente con i farmaci che tra gli effetti piu' comuni hanno una internsa bradicardizzazione che a quel punto sarebbe contrastata dal PM).
Occorre tuttavia che le opzioni terapeutiche vengano prese in considerazione dal cardiologo che ha in cura suo padre e non da chi , come me, ha potuto solo eseguire un consulto telematico.
A disposizione per ulteriori consulti
[#2] dopo  
Utente 163XXX

Iscritto dal 2010
Buona sera, la ringrazio veramente per la sua risposta così tempestiva.
Concordo con lei che sicuramente le opzioni terapeutiche è sempre bene prenderle con il medico che segue mio padre, ma quello che ho riscontrato in questi ultimi anni che talvolta è sempre meglio chiedere chiedere un parere in più che in meno, considerando il fatto che non è proprio il mio mestiere.
L'ultima mia domanda che vorrei porle, è se tutte queste cardioversioni possono in qualche modo recare danno al muscolo cardiaco o se ( come mi è stato detto più volte) non ci sono effetti collaterali ( anche in questa cosa ho avuto pareri discordanti)
La ringrazio nuovamente.
saluti
Irene
[#3] dopo  
Dr. Massimo Tidu
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TORINO (TO)
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Gentile utente:
Generalmente le cardioversioni non determinano problemi, ma si tratta sempre di valutarne i benefici che debbono essere superiori rispetto agli eventuali effetti collaterali.
Visti i ripetuti tentativi, che solo temporaneamente hanno portato al ripristino del ritmo normale, è probabile che non ci siano piu' indicazioni ad eseguire altri tentativi di cardioversione elettrica.
A disposizione per ulteriori consulti