Utente 188XXX
Salve,
Scrivo in merito al problema che ha mio padre, uomo di 60 anni, che da circa 3 anni soffre di continui episodi di fibrillazioni. Inizialmente questi episodi si verificavano ogni 4-5 mesi in forma abbastanza pesante. Mancanza di respiro,palpitazioni e dolori al petto. Dopo tanto tempo le dosi di medicinali sono praticamente al massimo. Il risultato è che gli episodi di fibrillazione sono molto meno pesanti, cioè si riesce a non andare ogni volta al pronto soccorso per sottoporlo a defibrillatore, ma il lato negativo è che succede in modo molto più frequente. Per esempio tra novembre e dicembre 2010 è successo ben tre volte, anche se la durata è stata minima (2-3 ore). Finora i medici sono sempre stati molto vaghi sulle cause e soprattutto sul come risolvere questa situazione. Per esempio nessuno ha mai accennato di un intervento che ho scoperto in internet ovvero "l'ablazione chirurgica". Non hanno fatto altro che aumentare le dosi di farmaci e aspettare eventuali sviluppi. Vi scrivo perché ho saputo che chi soffre di fibrillazione atriale è a forte rischio ictus e che in molti casi porta purtroppo alla morte. Dato che i nostri medici sembrano veramente non dare nessuna importanza al problema di mio padre volevo sapere un altro parere sull'argomento e se, possibilmente, potevo ricevere un consiglio su chi poter contattare per un consulto più approfondito, considerando che noi viviamo in provincia di Perugia. Sono molto combattuto perché da un lato molti dicono che la fibrillazione atriale non è un problema grave invece dall'altro sento dire che è una malattia che può anche portare a conseguenze gravissime. Vorrei anche sapere se esiste un modo, oltre i medicinali, per contrastare questi episodi (alimentazione specifica, riposo ecc....). Tengo anche a dire che mio padre ha 60 anni è fa l'operaio industriale. Secondo voi può continuare a lavorare con questo problema di salute che ha??
Spero di ricevere una risposta perché sono molto preoccupato. Vi ringrazio comunque in anticipo.

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Buonasera. Vi sono due possibilità per affrontare il problema di suo padre: una terapia medica od un tentativo di ablazione.
Innanzitutto occorre che suo padre inizi immediatamente una terapia anticoagulante orale con Coumadin, per ridurre il rischio elevato di tromboembolie e quindi di ictus. Si può tentare una terapia farmacologica a base o di propafenone o di flecainide, di amiodarone o dronedarone, per capire se il paziente fosse sensibile ad una terapia antiaritmica. Qualora dovesse, sotto terapia, presentare episodi recidivanti di f.a. È certamente consigliabile proporre un tentativo di ablazione. Il successo Dell terapia farmacologica o ablatore dipende molto dalle dimensioni dell atrio di sinistra misurabili tramite ecicardiografia, nonché della funzione del ventricolo sinistro.
È insomma un paziente da inquadrare accuratamente prima di ogni decisione, ma assolutamente da porre sotto terapia anticoagulante orale dal momento he tutti gli studi dimostrano una netta inefficacia della sola terapia antiaggregantle piastrinica (aspirina o ticlopidina) nella prevenzione di embolie sistemiche. Cordialità.
Cecchini
Www.cecchinicuore.org
[#2] dopo  
Utente 188XXX

Iscritto dal 2011
Salve dottor Checchini.
Innanzitutto la ringrazio per la sua risposta precisa e tempestiva.
Come ho letto nel suo consulto lei ci consiglia di porre sotto terapia mio padre con un farmaco anticoagulante. Di seguito le elenco i tre farmaci che mio padre assume ogni giorno: 1)Aprovel compresse 2)Rytmonorm 800 mg al giorno e 3)Cardioaspirin. Ho letto sul foglio informativo che quest'ultimo dovrebbe prevenire le tromboembolie. Le chiedo solo quest'ultima cosa approfittando della sua disponibilità: Secondo lei sarebbe meglio cambiare farmaco e passare al Coumadin che mi ha citato nella precedente risposta? Oppure dal suo punto di vista questi farmaci sono adeguati?
La Ringrazio in anticipo e mi scuso per l'eventuale disturbo che le reco.
Cordiali saluti

Ps: Purtroppo un'altro episodi di F.a si è verificato questa notte e siamo dovuti correre in ospedale per sottoporre mio padre a terapia con flebo. Dopo un paio d'ore la cosa si è stabilizzata di nuovo.
[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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La cardioaspirina NON protegge dalle tromboembolie. Deve passare al Coumadin. Evidentemente inoltre il Rytmonorm non riesce a mantenere il ritmo sinusale e quindi penso che i Colleghi cardiologi intenderanno passare ad altro farmaco ( flecainide o amiodarone o dronedarone) ma molto dipende dalle dimensioni Dell atrio di sinistra. Cordialità. Cecchini
[#4] dopo  
Utente 188XXX

Iscritto dal 2011
Ancora grazie dottore per le sue precisazioni più che utili. Le auguro buon lavoro e la ringrazio anche a nome di mio padre.
Cordiali saluti.