Utente 951XXX
Ho 57 anni. Mi sono recato al PS perchè avevo delle palpitazioni. Sono stato ricoverato per 7 giorni e dimesso con la seguente lettera di dimissione: tachicardia ventricolare non sostenuta con spontaneo ripristino del ritmo sinusale. Durante la degenza sono stato sottoposto a test ergometrico massimale per il carico raggiunto di 11 Mets, negativo per cardiomiopatia ischemica o aritmica inducibile con il lavoro muscolare. In considerazione della negatività organica per malattia cardiaca di tipo ischemica, non si ravvedeva la necessità urgente di eseguire uno studio coronaragrafico. Uscito dall'ospedale un anno fà la cura farmacologica è stata Rytmonorm 325 mg e Valpression 160 mg. Nelle successive visite di controllo ho consultato due cardiologi i quali sostengono due diverse teorie. Il primo cardiologo è d'accordo con la diagnosi dell'ospedale (tachicardia ventricolare non sostenuta con spontaneo ripristino del ritmo sinusale), mentre il secondo cardiologo da me consultato ritiene che si tratti di una aritmia sopra ventricolare dopo aver consultato la cartella clinica dell'ospedale e prendendo visione dell'elettrocardiogramma fatti in ospedale durante il ricovero. La mia domanda è la seguente: la cura farmacologica che ho intrapreso da un anno si può prendere tranquillamente per lungo tempo oppure può portare conseguenze ad altri organi? Le faccio questa domanda perchè fino ad ora nessuno dei due cardiologi mi ha detto per quanto tempo vanno presi questi farmaci ma io sono preoccupato per gli effetti collaterali che possono portare questi farmaci che stò prendendo (Rytmonorm 325 mg e Valpression 160 mg) dato che è già da un anno che li prendo.
Grazie mille per una eventuale risposta, Vi prego di non cestinarmi.
Buon lavoro a tutti.

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Il mio parere che se davvero l'aritmia da lei presentata fosse davvero una tachicardia ventricolare non sostenuta lei debba eseguire una coronarografia ed una risonanza magnetica cardiaca.
In caso di una sopraventricolare condotta con aberranza uno studio elettrofisiologico si imporrebbe.
Cosa diversa se si fosse trattato di una tachicardia sopraventricolare condotta con aberranza, ma ovviamente, non avendo il suo tracciato a disposizione non posso pronunciarmi.
Il propafenone ed il valsartan posso essere assunti senza alcun rischio anche per tutta la vita, ma le faccio presente che il primo puo' avere efficacia solo nel caso di aritmie sopraventricolari ma NON nelle ventricolari ed il dosaggio pieno e' 300 mg tre volte al di oppure per un adulto 425 mg due volte al di'.
Cordialita'
cecchini
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[#2] dopo  
Utente 951XXX

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Solo ora riesco a leggere la Sua risposta e La ringrazio per avermi risposto così velocemente. Quello che mi preme sapere non appena Le è possibile è se la mia fosse veramente una tachicardia ventricolare non sostenuta la cura giusta è Rytmonorm. Le faccio questa domanda perchè navigando in Internet c'è scritto che l'unica cura per questa malattia è il defibrillatore e che se non si ha quello, si rischia la vita tutti i giorni. Ora sono in un'ansia tremenda, nessuno mi ha mai parlato di questo defibrillatore...Potrei morire se mi si riprendessero queste palpitazioni? Rytmonorm non può aiutarmi? Oltre al defibrillatore non c'è nessun'altra cura se si ha una tachicardia ventricolare? Mi scusi ma mi è venuta un pò di ansia dopo aver letto tutti questi articoli su Internet, dato che nessun cardiologo mi ha mai menzionato questo defibrillatore da inserire sotto pelle.
Grazie per l'attenzione.
Spero che mi risponda il prima possibile e spero posssano rispondere altri cardiologi per sapere tanti altri pareri sulla mia situazione.
Distinti saluti
[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Non e' che ci si possa esprimere per via telematica su una terapia, come comprenderea' bene.
Di fatto se la aritmia in questione fosse una tachicardia ventricolare la terapia farmacologica da provare dovrebbe essere altra.
Cordialmente
cecchini