Utente 196XXX
Brevemente riassumo quanto mi è successo:
Il 20 maggio 2010 ho leso il tendine flessore profondo del 2° dito mano sinistra con un trapano (punta da 8 mm), nella zona fra la 2 e 3 falange. Insieme al tendine sono anche partite le due pulegge. Sono stato operato l'11 giugno 2011.
L'intervento di ricostruzione è stato eseguito con uno sdoppiamento del FDP residuo e un riporto in avanti e una ricostruzione di n. 2 pulegge mi sembra siano la A2 e A4 sacrificando una delle due bandellette del FDS. Applicazione di un pull-out per 45 gg e successiva kleinert per muovere il dito da subito (già 7 gg dopo intervento). Ciononostante il dott. che mi ha operato dice che si sono formate aderenze ed adesso il dito mi si presenta un pò flesso nella zona della 1^ falange e non riesco a chiudere più di 20° gradi circa. Il dott. che mi ha operato non può più rioperarmi per problemi di fondi alla struttura ospedaliera. Mi ha quindi consigliato di consultare altri dott. fuori.
Mi sono rivolto fuori e mi hanno inserito per l'operazione il 18 aprile p.v. Ho fiducia nel nuovo Dott. che mi opererà ma ho paura che possa commettere errori non avendo assistito alla prima operazione. Chiedo quindi di sapere se le aderenze possano determinare una flessione permanente del dito di circa 20° come nel mio caso e se ci sono speranze facendo un altro intervento di raddrizzare il dito e recuperare un pò di mobilità in più visto che non riesco a piegarlo di oltre 30° ulteriori.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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E' sufficiente che il nuovo chirurgo abbia ben presente il tipo di intervento effettuato dal primo operatore; poi dipende solo dalla sua maggiore o minore esperienza nel settore specifico (premetto che la chirurgia dei tendini flessori, soprattutte nei reinterventi, non è cosa da poco nè tantomeno è cosa da tutti).

Si assicuri che, perlomeno passivamente, ci sia una normale escursione di entrambe le articolazioni interfalangee (prossimale e distale): in caso contrario (rigidità residua), nessun intervento di tenolisi potrà garantirle un normale movimento attivo del dito.

In conclusione, la eliminazione completa delle rigidità attualmente presenti è una condizione imprescindibile per una soddisfacente riuscita del secondo intervento.

Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Utente 196XXX

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Intanto grazie mille Dr. LECCESE per avermirisposto così velocemente.
Poi passivamente fletto benissimo il dito fino in fondo ma non riesco a stenderlo perché è come se il tendine ricostruito fosse corto forse ho detto una cavolata ma questa è l'impressione che mi da.
Comunque mi pare di capire che delle migliorie ci possano essere con il secondo intervento.
Saluti.
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Certamente.

Se è solo un problema di aderenze tra tendine e tessuti circostanti, l'interento di tenolisi dovrebbe ristabilire la situazione corretta di scivolamento longitudinale del tendine stesso.

Cordiali saluti.