Utente 183XXX
Buona Sera.

Circa 4 mesi fa, durante una masturbazione particolarmente energica, ho stretto con forza il pene nella mia mano, avvertendo subito un piccolo dolore. L’eiaculazione avvenne regolarmente ma nei giorni successivi ebbi come l’impressione che il pene faticasse a raggiungere una certa rigidità mentre il lieve fastidio non cessava. Dopo un paio di settimane notai inoltre che il mio pene aveva assunto un aumento della sua curvatura verso sinistra (una curvatura verso sinistra era già presente prima dell’accaduto) in fase erettiva e che a riposo presentava come una piccola strozzatura a sinistra appena sotto al glande riducendone cosi in minima parte il suo calibro in quel punto ma solamente allo stato basale. Preoccupato da ciò mi recai da un urologo nel paese dove risiedo. Egli fece un’ analisi basale del pene non riscontrando alcuna anomalia e cercò di rassicurarmi sul fatto che non fosse nulla di grave, evitando di effettuare un ECDP dinamico. Inoltre mi diede un farmaco da assumere due volte al giorno per un mese, il Piascledine. Ora a 4 mesi dall’accaduto noto che la curvatura verso sinistra è di circa 20°,(anche prima comunque era abbastanza considerevole, diciamo nell’ordine dei 15°), il leggero fastidio che mi accompagnava è diventato quasi impercettibile, in fase erettiva e non sembra quasi che l’organo risulti più flaccido(ma potrebbe essere soltanto una sensazione); inoltre sulla parte sinistra del pene, dove la curvatura è maggiore, noto come una placchetta abbastanza rigida al tatto, soprattutto in fase non erettiva. La lieve strozzatura al di sotto del glande è ancora presente e risulta essere abbastanza evidente sempre in fase non erettiva.

Premetto che in questo lasso di tempo ho avuto rapporti sessuali anche in posizioni abbastanza rischiose dal punto di vista dei traumi che possono interessare l’organo in questione. A parte quanto riportato in precedenza non ho notato particolari disfunzioni o anomalie tranne un pizzico di attenzione in più nell’atto penetrativo in quanto la curvatura del pene non consente immediatamente l’individuazione dell’orifizio vaginale.

Il medico che mi visitò mi disse che per tranquillità avrei potuto effettuare delle fotografie dell’organo in erezione che potessero cosi evidenziarne la curvatura senza imbarazzi.

A questo punto vi chiedo in che modo sarebbe saggio agire. E’ possibile escludere un ulteriore aumento della curvatura peniena? Ma soprattutto potrebbe trattarsi della malattia di La Peyronie?

Con ciò porgo i miei più cordiali saluti ringraziando anticipatamente per il prezioso lavoro che svolgete.

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Dr. Giulio Biagiotti
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salve.
sarebbe saggio tornare a visita dal collega che lo ha già visitato in ordine a verificare la eventuale evoluzione della situazione e fare una diagnosi, cosa che da qui è impossibile.
cordialmente