Utente 206XXX
Buongiorno,

sono un ragazzo di 28 anni,
sono stato operato di varicocele III grado un anno fa, e mi è stata diagnosticata una recidiva di III grado sx e algia emiscrotale.
Uno specialista del HSR mi ha consigliato di fare un intervento di sclerotizzazione anterograda delle vene del plesso pampiniforme.

Al momento della diagnosi, non ero al corrente dell'esistenza di un altro metodo di intervento, la sclerotizzazione retrograda.
Da quello che ho potuto trovare in internet, ho capito che nella prima viene praticato un taglio alla radice dello scroto accedendo per via diretta, mentre nella seconda viene praticato un forellino sotto l'anca e si accede con un catetere per via venosa.

L'idea di dovermi sottoporre ancora ad un taglio chirurgico mi crea qualche problema, percui vorrei chiedere quale tra le due modalità consigliate.
Hanno entrambe la stessa efficacia?
Ci sono rischi maggiori in una piuttosto che nell'altra?
Quali centri sono specializzati nella retrograda in provincia di Milano e dintorni?

Ringrazio in anticipo chi vorrà gentilmente rispondermi.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
52% attività
12% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)
Rank MI+ 84
Iscritto dal 2000
Prenota una visita specialistica
Gentile utente,
entrambe sono metodiche miniinvasive proponibili in caso di recidiva, perciò è opportuno seguire il consiglio altamente qualificato del collega che lavora in un Centro di eccellenza.