Utente 222XXX
Salve, sono una ragazza di 18 anni che tre anni fa ( 06/11/08) è stata sottoposta ad un intervento per Morbo di De Quervain., intervento di decompressione dei tendini.
L'ortopedico che effettuò l'intervento, alla fine mi disse che i tendini erano molto rovinati, a casa di una trascuratezza dei sintomi di questa malattia, che credevo fossero altro dovuti ad una frattura avuta quando avevo 9 anni, e che quindi al momento dell'intervento, era in uno stato molto avanzato.
L'8 settembre (2011) così, dal nulla mentre mi stavo lavando le mani e sfregavo la parte in corrispondenza della cicatrice e del pollice, ho sentito uno strappo fortissimo interno, all'altezza della cicatrice.. Li ho agito d'istinto trovandomi sola ed in balia di un dolore incontrollabile, ho preso uso di un tutore che mi fù dato post intervento, che blocca pollice e parte del polso. Verso la sera stessa il dolore sembrava attenuarsi, ma così non è stato, da quel giorno ogni giorno è stato un continuo crescendo. Ho preso Toradol gocce, che è sempre stato l'unico farmaco che almeno per mezza giornata, mi ha lasciato respirare. Ma il suo effetto non durava più di due ore, così chiamando l'ortopedico mi ha detto di fare un ecografia, e poi andare da lui. Nell'attesa di fare questo esame, fatto ieri, da una settimana aumentando ho sentito partendo da un formicolio la sensibilità del pollice sparire, e anche la mobilità.

Al che, l'esito dell'ecografia fatta ieri è il seguente:

Il controllo ecografico eseguito nei postumi di un intervento di decompressione dei tendini estensori ha evidenziato l'interruzione delle fibre dell 'estensore breve del pollice all'altezza dell'epifisi stiloide radiale con un area iporiflettente che sembra interrompere le fibre stesse con un aspetto che può essere compatibile con una lacerazione su base degenerativa. Ancora apprezzabile il tendine del muscolo abduttore lungo del pollice.

Diciamo che un po' ho capito, un po' mi è stato spiegato dal tecnico radiologo che ha eseguito l'esame, ma nell'attesa di un appuntamento con il mio ortopedico, vorrei delle delucidazioni da uno Specialista.


Ringrazio anticipatamente chi risponderà, Cordiali Saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Il referto dell'ecografia sembra confermare la interruzione del tendine dell'estensore breve del pollice che, come Le era stato detto dall'ortopedico risultava compromesso già 3 anni fa.
Ho qualche perplessità invece sulla scomparsa della sensibilità e della motilità del pollice. E' possibile una diminuzione della sensibilità sul dorso del pollice se è interessato un ramo sensitivo cutaneo che però decorre in prossimità della cicatrice ma su un piano molto superficiale rispetto alla sede della rottura del tendine. Il movimento del pollice può essere diminuito per una contrattura antalgica, cioè il dito si irrigidisce per non sollecitare, con la flessione il tendine lacerato.
Una valutazione più soddisfacente può essere ottenuta solo con la visita diretta, per cui è bene che si rivolga subito al Suo ortopedico, visto che sono già passate due settimane.
Ci tenga aggiornati, se vuole
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signora,

una rottura dell'estensore breve del pollice dopo ben 3 anni da un intervento per sinovite di De Quervain è quantomeno strana.

Per quanto fosse danneggiato all'epoca (2008), dopo l'apertura della puleggia malata si sarebbe dovuto riparare lentamente, fino a tornare grossomodo normale.

Oppure, qualora il suo danno fosse stato eccessivo, si sarebbe dovuto rompere entro 1 o 2 mesi dall'intervento.

Quindi la stranezza del suo caso non è tanto che il tendine si sia rotto (cosa peraltro eccezionale in questa patologia), ma che si sia rotto dopo 3 anni !

In ogni caso, a questo punto, al di là delle cause più o meno individuabili, bisogna pensare a riparare la lesione tendinea per restituire una normale capacità di estensione al pollice.

Buona giornata.
[#3] dopo  
Utente 222XXX

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Vi ringrazio infinitamente, soprattutto per la tempestività nelle risposte!

Al Dr. Donati:
Sa, inizialmente pensavo che fosse dovuto all'uso del tutore, che portato a lungo, si sa può causare qualche problema. Ma non c'entra nulla, ho provato a restare un giorno senza tutore, ed oltre al dolore maggiorato del doppio, non ho riavuto sensibilità, mentre per la motilità, riesco a muoverlo solo con il supporto dell'altra mano, ma quando vado per muoverlo, mi faccio un giro nel firmamento!!!

Al Dr. Leccese:
La ringrazio, si, effettivamente ci ho pensato a lungo sulla stranezza dell'accaduto, ed ho pensato anche che non ci sia un nesso logico che possa ricollegare l'intervento di 3 anni fa, con la rottura del tendine attuale, ma non trovo neanche altre cause che possano avermi portato questa "interruzione". Come dice Lei, d'altra parte, ora l'importante è riparare la lesione tendinea, tanto ormai è successo e scoprirne le cause non mi potrà permettere di tornare indietro e impedire che succeda!


in generale:

Ieri mi è stato consigliato da un medico chirurgo ( per conoscenza, segue da tempo i miei eventi) di smettere con il toradol se non mi fa più effetto, e per calmare un po' il dolore nell'attesa del dafarsi, di prendere COEFFERALGAN, non conoscendo il farmaco, vorrei sapere cosa ne pensate, se può avere effetti oppure è meglio qualcos'altro.


Vi terrò aggiornati.


Vi ringrazio ancora, Cordiali Saluti.
[#4] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Sui farmaci, come può vedere dalle linee guida, non è consentito esprimere pareri.
Per la perdita di sensibilità è possibile che il tutore abbia compresso qualche nervo sensitivo, e se così fosse può non bastare un giorno per recuperare la sensibilità. Il Suo ortopedico, dopo averLa visitata, saprà darLe indicazioni più specifiche e quindi anche più utili.
Cordiali saluti
[#5] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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L'unica spiegazione "logica" per spiegare questa rottura "a distanza" dell'estensore breve del pollice, è che la malacia (cioè l'alterazione strutturale del tendine) era evidentemente tale che, nonostante il lungo tempo trascorso, non ha dato luogo a una normale riparazione tissutale, ma è residuata un'area di "minore resistenza" che ha ceduto alle sollecitazioni.

Buona serata.
[#6] dopo  
Utente 222XXX

Iscritto dal 2011
Salve, sono ancora qui a scriverVi.
Vorrei chiarire tre punti, che mi sono stati riferiti a riguardo dell'intervento. Ci trovo dell'incredulo, perciò vorrei capire se quanto mi è stato detto è vero o meno.

1) E' vero che la durata dell'intervento varia dalle 2 alle 4 ore, a seconda della gravità della lesione delle fibre?

2) E' vero che necessitano 3 giorni di ricovero ( uno pre e due post)?

3) E' vero che per un intervento di questo genere, necessita una anestesia totale?


Grazie per le risposte. Cordiali saluti.
[#7] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Le domande che pone non possono avere risposte "assolute", perché si tratta di elementi legati al tipo di lesione, al tipo di intervento (necessità ad esempio di prelevare un innesto di tendine a diustanza), agli usi del chirurgo, ecc. quindi situazioni ipoteticamente uguali potrebbero avere tempi e modi diversi a seconda del chirurgo e dell'ospedale.
Sicuramente è un intervento impegnativo e se chiede chiarimenti al Suo ortopedico vedrà che lui saprà spiegarLe il motivo di quanto Le ha detto.
Cordiali saluti
[#8] dopo  
Utente 222XXX

Iscritto dal 2011
Buongiorno, a mio malincuore sono ancora qui a scrivervi e chiedere l'ennesimo parere.
Dall'ultima volta che ho scritto, il 3 ottobre, la settimana successiva ho avuto una visita con uno specialista in Chirurgia della Mano, a dire di altri un bravo medico che sa trattare con i pazienti etc... Ma non è stato così anche con me, purtroppo.

Infatti non ha ascoltato ne una mia parola, ne del referto, e mi ha molto crudamente strattonato il pollice dicendo conseguentemente che IO il pollice lo muovevo e che quindi non avevo assolutamente niente, arei dovuto applicare per due settimane un gel e continuare a portare il tutore.

Sbalordita sono tornata dal radiologo che mi aveva fatto l'ecografia chiedendo delucidazioni perchè, scusate la franchezza : uno mi dice che ho un tendine interrotto, un altro che devo essere operata alla svelta, e uno che non ho niente e intanto io mi nutro di antidolorifici dei quali ormai sono assuefatta ed hanno un effetto veramente minimo se non nullo... mi sento un attimino presa in giro.

Al chè infatti da quel giorno ho lasciato perdere tutto, il radiologo ovviamente mi propose di fare una Risonanza Magnetica e di sentire un eventuale altro Ortopedico, ma a quel punto ero talmente scocciata che ho lasciato tutto scomparire in una bolla d'aria.

Ad oggi dopo 4 mesi mi ritrovo alle stesse condizioni : dolore acuto, insensibilita' e pochissima mobilita', in aggiunta un rigonfiamento nella parte della cicatrice, sul polso sotto al pollice, delle scosse elettriche che arrivano al gomito e il non avere più farmaco che mi permette di stare qualche ora senza sentire dolore.

In conclusione vorrei sapere, a cosa vado o gia' sono andata e sto andando incontro se continuo a non curarmene?

Sono stata veramente molto delusa.

Ringrazio per le risposte, cordiali saluti.
[#9] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signora,

capisco la sua amarezza e la sua delusione.
Certamente le consiglio di consultare un altro specialista, nella speranza che il suo rapporto con lui sia più soddisfacente e soprattutto che le indichi la strada giusta per risolvere il problema.

Certamente, si rende conto da sola, non può lasciare le cose come stanno.

Il dolore intenso non dovrebbe essere dovuto a una lesione tendinea, ma probabilmente a un processo infiammatorio locale; altra ipotesi è che ci sia un neuroma da amputazione (rami nervosi sensitivi del radiale, che decorrono proprio sulla zona dove si effettua l'intervento per De Quervain) o ancora che questi siano stati coinvolti nel tessuto fibroso post-operatorio (neuroma in continuità o semplicemente irritazione nervosa da cicatrice peri-neurale).

Qualunque ipotesi tra queste sia quella giusta, essa va verificata con una visita e vanno presi gli opportuni provvedimenti.

Buona giornata.
[#10] dopo  
Utente 222XXX

Iscritto dal 2011
Salve Dottori, mi dispiace venire ancora a ''rinfrescare'' questo post, piuttosto che metterci la parola fine.
Stamattina ho fatto una EMG, ma il dottore alla fine dell'esame mi è '' sfuggito'' e non sono riuscita a chiedergli nulla, anche se durante lo stesso, e spiegandogli la situazione mi ha parlato delle fibre, tessuti nervosi del muscolo ( del pollice) molto, ma molto lacerati, strappati, e mi ha detto dopo tutti questi mesi c'era più la probabilità con un intervento chirurgico di ''togliere'' questi tessuti, piuttosto che '' ripararli''.
Scrivo qui sotto le conclusioni dell'EMG, non so se devo riportare anche i valori dal primo foglio?

<< Nella norma le VCM e le VCS, con risposte M e SAP di normale latenza e ampiezza. All'esame ad ago tracciati di attività volontaria di tipo subinterferenziale, in assenza di attività patologica a riposo. Esame EMG- ENG nella norma.>>

Dopo questo, lo stesso dottore mi ha consigliato di approfondire maggiormente con una RMN, ma che alla fine secondo lui, è tutto abbastanza già chiaro.

Grazie per l'attenzione, cordiali saluti.
[#11] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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L' EMG risulta negativa, ma era superflua se non addirittura inutile.

Solo una buona visita specialistica potrebbe dare una risposta completa, in quanto anche la RM spesso fornisce immagini poco o nulla interpretabili per zone tanto piccole, soprattutto dopo la formazione di tessuto cicatriziale, come avviene a seguito di un intervento chirurgico.