Utente 239XXX
Buongiorno,
vorrei solo porre un semplice quesito, più che altro perchè temo di aver ricevuto un'informazione non corretta. Ieri sera nel tentativo di pulire una macchia con uno straccio sulla moquette, il dito medio della mano destra si è come "impuntato" mentre io facevo forza e spingendo la prima falange si è sicuramente lesionata, dato che la prima parte appunto del dito è rimasta piegata come si dice in gergo "a martello", non riesco più a raddrizzarla volontariamente ma solo aiutandomi con l'altra mano. Ho preso un cerotto da bendaggio e uno stecco di legno (tipo quelli da ghiacciolo) e ho fissato il dito in iperestensione. Cercando poi tra le varie informazioni qui nel Vs. utilissimo forum, ho letto del Tutore di Stax e oggi sono andato ad acquistarlo. Il farmacista (dopo averne provati alcuni) mi ha dato la misura N. 5 ma il dito non riesce ad entrare del tutto, probabilmente è leggermente gonfio (infatti lo stesso dito della mano sinistra entra perfettamente) e la misura N. 6 è troppo grande. A questo punto, sottolineando che entro un paio di giorni appena riesco a organizzarmi con il lavoro andrò sicuramente a fare una lastra, cosa posso fare? Possibile che il gonfiore sparisca entro domani? Potrebbe essersi gonfiato a causa del mio bendaggio con lo stecco? Inoltre il farmacista mi ha detto che il tutore va fissato con il cerotto, esattamente come ho fatto con lo stecco...ma sinceramente cercando anche tra fotografie ed esempi del Tutore in internet, di cerotti o bendaggi non ne ho visti.
Qual'è la procedura corretta?
Grazie infinite e complimenti ancora per l'utilissimo servizio da Voi fornito.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

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Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Gentile Signore,

al di là del diametro del tutore, quello che è veramente importante è mettere in estensione completa la falange ungueale e di mantenerla in questa posizione per 6-7 settimane, senza mai interrompere questa posizione.

Che lei lo faccia con il tutore o con una stecca di Zimmer o con altro sistema, poco importa.

L'importante è la posizione corretta e il tempo di immobilizzazione.

L'eventuale stecca deve bloccare solo le ultime due falangi, non occorre farla più lunga.

Buona serata.
[#2] dopo  
Utente 239XXX

Iscritto dal 2012
Buonasera Dottore,
grazie per la celere risposta (nonostante sia sabato pomeriggio tardi e questa non è una struttura ospedaliera).

La decisione di ripegare oggi sul tutore è stata presa per due motivi: dopo essermi documentato ieri sera fino a tardi soprattutto qui sul Vostro forum, mi sembrava di capire che fosse la soluzione migliore, in secondo luogo per "praticità e comodità". Purtroppo (non voglio tediarla con i miei problemi diciamo "logistici") devo fare in modo che il sistema di iperestensione adottato non influisca almeno per una settimana sulle mie attività (soprattutto lavorative e personali) che non posso sospendere in questi giorni ma eventualmente solo limitare, e devo dire che il fissaggio con lo stecco, per quanto minimo è purtroppo fastidioso.

Quindi secondo lei se riesco a infilare il tutore (il che vorrebbe dire che il dito si è sgonfiato altrimenti la vedo dura, ed eventualmente come posso fare per sgonfiarlo?) è meglio e nel caso, come scrivevo prima, devo bloccarlo con il cerotto come diceva il farmacista oppure devo ripegare sulla stecca?

Grazie ancora.
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Può fare come meglio crede, l'importante che la falange ungueale sia completamente estesa e resti in quella posizione (cerotto o altro non importa, deve restare immobile per almeno 6 settimane).
[#4] dopo  
Utente 239XXX

Iscritto dal 2012
Bene.
Ultima domanda, poi magari ci "rileggeremo" per eventuali aggiornamenti quando sarò riuscito a fare la lastra ed eventuale conseguente visita specialistica:
il dito è stato steccato ieri sera subito dopo il trauma. Nel primo pomeriggio l'ho "liberato" solo qualche minuto per provare la misura del Tutore di Stax, cercando di muoverlo il meno possibile e poi l'ho rifasciato...anche se forse la fasciatura andrebbe rifatta un po' meglio perchè la sento un po' "molla". Tra l'altro mentre sto scrivendo (ovviamente NON sto utilizzando il dito traumatizzato) avverto un leggero dolore nella parte superiore in corrispondenza della falange e ai due lati del dito (ma c'è da dire anche che oggi non sono rimasto proprio a "riposo", la mano l'ho utilizzata parecchio non so se possa essere un motivo per il dolore)...quando andrò a fare la lastra e successivamente in visita, il dito verrà presumo "sfasciato e liberato" nuovamente...e ho letto più volte (scritto anche da lei) che questo non va bene...cosa devo fare?
In pratica, se non ho capito male così facendo si perde tutto il tempo impiegato con l'iperestensione prima per la tentata guarigione e addirittura si può pregiudicare la guarigione stessa, corretto? Come posso comportarmi?
Grazie ancora.
[#5] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Confermo che la radiografia deve essere fatta con il tutore o la stecca in situ.

Le dico, inoltre, che in questo tipo di lesioni l'unica proiezione che serve veramente è quella laterale (la frontale e l'obliqua sono praticamente inutili), che serve per vedere se c'è un micro-distacco osseo della base della F3 (falane ungueale).

Infatti, talvolta il tendinino non si strappa ma si discacca la porzione di osso su cui il tendine si inserisce.

Le due lesioni a volte vanno trattate diversamente.

Il dolore dorsale che avverte è dovuto prevalentemente al danno capsulare che sempre accompagna tali lesioni, non alla lesione tendinea in sè.

Buona domenica.
[#6] dopo  
Utente 239XXX

Iscritto dal 2012
Buongiorno,
grazie ancora per le esaustive risposte. Appena avrò novità le farò sapere (mi sembra il minimo).
Intanto le posso dire che stamattina non si avverte nessun tipo di dolore particolare, solo bisogna (ovviamente) cercare di organizzarsi al meglio per i movimenti quotidiani naturali (lavarsi in bagno la mattina, vestirsi), perchè purtroppo essendo proprio il dito medio interviene quasi al 100 % in tutti i movimenti che facciamo (o che almeno io faccio).

Ultima cosa prima di salutarla: mettendo i guanti quando esco, trovo difficoltà poi a sfilare quello dove alloggia il dito con il tutore, ho sempre la sensazione che il tutore venga via e rimanga incastrato nel guanto. Posso rifasciarlo con il cerotto e stringere ancora più forte o me lo sconsiglia (per ovvi motivi di eventuale blocco passaggio sangue ecc)?

Grazie ancora e buona domenica.
[#7] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Deve stare molto attento al tipo di guanto che usa e quando lo sfila (se potesse evitare di usarlo sarebbe una gran cosa, sia perchè corre il serio rischio di sfilarsi il tutore, sia perchè il dito suda e la cute tende a macerarsi: in questo caso, mai togliersi il tutore per asciugare il dito, ma usare il fono per i capelli).

Deve necessariamente trovare un equilibrio, eventualmente modificando le sue attività manuali, ove possibile.
[#8] dopo  
Utente 239XXX

Iscritto dal 2012
Purtroppo (so che quello che sto per scrivere non le piacerà) ma dovrei anche cercare di utilizzare lo scooter per gli spostamenti per il lavoro (non ho auto a disposizione in questo periodo, tanto con il traffico che c'è impiegherei il triplo del tempo), come le scrivevo ieri purtroppo questa cosa mi è capitata in un momento molto difficile e devo riuscire a far bilanciare tutte le mie cose.
Purtroppo per recarmi sul luogo di lavoro non ho mezzi pubblici che colleghino le distanze e devo essere autonomo. E in questi giorni, usare lo scooter senza anche solo uno dei due guanti significa fermarsi ogni 5 minuti per "rianimare" la mano sottoposta al freddo.
Tra l'altro, il guanto invernale da scooter in effetti non è proprio "larghissimo" ma secondo me con qualche accorgimento e una stretta un po' più diciamo "severa" del cerotto dovrei cavarmela. Cosa ne pensa?
[#9] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Potrebbe usare quei guanti senza dita, con la mano "a paletta", come si usavano una volta.
[#10] dopo  
Utente 239XXX

Iscritto dal 2012
Meglio ancora! Ho avuto un'idea secondo me geniale!
Guanto da chirurgo (quelli tipo usa e getta che si usano anche in casa e guarda caso ne avevo una confezione) sotto il guanto da moto nella mano interessata.

Ho appena provato: sfilando il guanto da moto, quello da chirurgo resta sotto ben saldo al suo posto (tra l'altro il guanto da chirurgo essendo liscio facilita lo scorrimento di quello da moto sia a calzare che a sfilare) e tiene fermo il tutore. Poi sfili il guanto da chirurgo rivoltandolo e il gioco è fatto!

Mi è venuto un ultimo dubbio: quando l'unghia del dito medio si allunga (che stupido non ci ho pensato prima di metterlo), come posso fare per accorciarla senza fare danni, dato che il tutore non va rimosso (e l'alloggiamento della falange non consente di arrivare comodamente all'unghia)...?

Ci riaggiorniamo (sempre se le fa piacere) appena ho novità,

Grazie ancora e buona domenica!
[#11] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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L'idea del "sottoguanto" in lattice o polietilene o nitrile sarebbe buona, ma consideri che la mano all'interno suda.

La crescita dell'unghia in genere è sufficientemente lenta da non creare grossi problemi con il tutore di stax.

Buona notte.
[#12] dopo  
Utente 239XXX

Iscritto dal 2012
E' vero, il guanto in lattice farà anche sudare la mano...ma non in questo periodo.
Stamattina, averlo e non averlo, sarebbe stato uguale. Dopo soli 10 minuti di viaggio, non sentivo più nè dita nè mano. Ho impiegato almeno 15 minuti all'arrivo per rianimarla. ^_^

Mentre appena le temperature saliranno un po', avrò i guanti da moto primaverili sempre protetti ma meno imbottiti (e quindi meno gonfi e ingombranti).

Grazie ancora e a presto.
[#13] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Buona serata a lei.
[#14] dopo  
Utente 239XXX

Iscritto dal 2012
Gent.mo Dr. Leccese buonasera,
come da promessa eccomi qui per un aggiornamento sulla mia situazione.
Sono andato a ritirare la lastra che ho fatto al dito la settimana scorsa.
Come anche da Lei suggerito, la radiografia è stata eseguita senza togliere il tutore di Stax dal dito, 3 lastrine una sul dorso, una di fianco e un'altra di fianco poggiando il dito "incriminato" su un lato e formando un cerchio con l'indice e il pollice.
Risultato: non si riscontrano frammenti ossei e non risultano distacchi ossei. Tutto il resto e le articolazioni sono nella norma.
La domanda ora è la seguente: il tendine (io dalla lastra non riesco a distinguere) si intravede con la radiografia? Dato che non ci sono frammenti, ma nemmeno l'osso a quanto pare è distaccato, nonostante io abbia sentito distintamente un piccolo "crack" la sera dell'infortunio, è possibile ora che il tendine vada a posto da solo?
Il tutore è ancora ovviamente qui presente sul dito ben saldato e legato.
Grazie mille e buona serata
[#15] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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No, il tendine è radiotrasparente.

La lastra serviva solo per escludere micro-distacchi ossei associati.

Il tendine guarirà lentamente purchè lei non tocchi il tutore per 6-7 settimane: è fondamentale l'immobilità assoluta dell'articolazione.

Buona serata.
[#16] dopo  
Utente 239XXX

Iscritto dal 2012
La ringrazio.
Ultima cosa: ma il fatto dinon avere distacchi o residui ossei è un buon segno o no?

Grazie ancora.
[#17] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Sicuramente è un fatto positivo.

Buona giornata.
[#18] dopo  
Utente 239XXX

Iscritto dal 2012
Buonasera,
mi riaffaccio un attimo solo per aggiornare la situazione, che purtroppo (per me) non è delle migliori.
Giovedi pomeriggio, l'ortopedico dal quale sono in cura, dopo aver visionato la seconda lastra, e non avendo riscontrato nemmeno stavolta frammenti ossei o lesioni particolari, ha deciso di togliermi il tutore (dalla data dell'incidente sono passati 43 giorni).
Il dito si è subito gonfiato ed è diventato grosso come un salame sia sopra che sotto e non si distinguevano le falangi dalle nocche.
Purtroppo la cosa peggiore è che il primo fatidico pezzo è rimasto all'ingiù e non c'è modo di raddrizzarlo.
Prognosi di circa 30 giorni per la guarigione totale del gonfiore e indolenzimento, con applicazioni di pomata antinfiamatoria.
Dolore che comunque non è fisso ma va a giornate...mi è stato prescritto anche riposo, che però purtroppo più di tanto non posso applicare perchè devo lavorare, vestirmi, lavarmi, allacciarmi le scarpe, mangiare...tutte azioni nelle quali il dito cerca di intervenire anche se faccio il possibile per non utilizzarlo. Non è proprio semplice.
Per aiutare la ripresa, faccio riabilitazione almeno mezz'oretta due volte al giorno aiutandomi con un oggetto o una pallina da stringere aprendo e chiudendo la mano utilizzando il più possibile e con cautela il dito medio interessato. Il movimento mi provoca fastidio e ogni tanto anche dolore. Dolore che proviene dalla prima falange.
Inoltre, sempre all'altezza della prima falange, c'è una macchietta leggermente più scura del colore naturale della mia pelle...può essere un ematoma?
Infine, un'ultima domanda...è una domanda che mi faccio spesso guardandomi il dito: ma se il tendine è rotto (o strappato non so come si dice), perchè se comando alla punta di sollevarsi questa resta immobile, mentre se comando di abbassarsi all'ingiù si piega ancora?
Grazie e buonasera.
[#19] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Si piega perchè il tendine flessore è integro, mentre è rotto solo l'estensore, che solleva la punta del dito (è la 3a falange, non la 1a).

Strano il gonfiore del dito a distanza di 43 giorni: il medico che la segue deve gestire questa situazione e poi, se sarà necessario, si potrà pensare a un intervento per riparare il tendine (in questa fase non è certo indicato).

Buona serata.
[#20] dopo  
Utente 239XXX

Iscritto dal 2012
Grazie Dottor Leccese,
il gonfiore potrebbe essere causato dal tutore che ha imprigionato il dito da subito dopo la botta ininterrottamente per tutti i 43 giorni...in effetti, ha iniziato a gonfiarsi subito appena tolto il tutore...date le dimensioni di entrambi, il dito in queste condizioni nel tutore non sarebbe mai entrato.

P.S.: lo specialista che mi sta seguendo dice di essere contrario all'intervento chirurgico...boh...
[#21] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Probabilmente perchè valuta che la flessione della falange ungueale non sia tale da rendere necessario l'intervento.

Conviene operare (ma è del tutto soggettivo) se la flessione supera i 30 gradi.

Buona giornata.
[#22] dopo  
Utente 239XXX

Iscritto dal 2012
Buonasera,
veramente a guardare il dito, il primo pezzo guarda totalmente all'ingiù e sembra proprio formare quasi un angolo retto...quindi direi che i gradi sotto questo punto di vista potrebbero essere all'incirca 70/80...a meno che quando si assesterà un po' e passata totalmente l'infiammazione, potrebbe raddrizzarsi leggermente riducendo così l'angolatura...o almeno spero.
E comunque non capisco perchè proprio in corrispondenza della prima falange, sul dorso del dito, si sia formata come una piccola gobba con quella macchiolina appena rossastra, come fosse un piccolo ematoma sbiadito...infatti anche raddrizzando la punta del dito con l'altra mano, la gobba resta accentuata e non si riesce a tenere il dito perfettamente dritto...dipende sempre dalla botta?

Grazie ancora.
[#23] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Purtroppo, la flessione della terza falange non può migliorare, anzi, in alcuni casi può anche peggiorare (non credo nel suo caso, in quanto la flessione è già molto importante), a casa dell'azione continua esercitata dal tendine flessore lungo.

A occhio e croce, pur rispettando il parere del Collega, credo proprio che nel suo caso ci sia l'indicazione all'intervento (se la flessione è come lei dice).

Buona giornata.
[#24] dopo  
Utente 239XXX

Iscritto dal 2012
Buonasera,
ma almeno la gobbetta che ho sulla falange, andrà via via scomparendo? Io continuo come da indicazioni ad applicare una pomata antinfiammatoria e calmante del dolore specifica contro le contusioni (so che non si possono fare nomi di farmaci ma sicuramente la conosce anche lei) almeno 2 volte al giorno, questo può aiutarmi nella guarigione almeno della gobba sulla falange?

Grazie mille.
[#25] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Non credo proprio.

Se ha dei dubbi su quanto le è stato detto da uno specialista, può sempre consultarne un secondo, giusto per avere un quadro più chiaro:

http://www.sicm.it/regioni_soci.html?sigla=%28MB%29&re=9

Da ciò che lei riferisce (ovviamente non posso pretendere di avere un quadro paragonabile a quello di un Collega che la visita direttamente), sembrerebbe che l'unica possibile soluzione al suo caso sia l'intervento chirurgico, trattandosi di un chiaro insuccesso di una terapia conservativa (cosa che statisticamente può accadere).

Buona notte.