Utente 338XXX
Buongiorno, ho 47 anni e sin da ragazzina, ogni tanto mi capita di avere degli episodi di tachicardia. Nel mese di ottobre del 2010, in seguito ad un episodio piuttosto lungo (mi è durata circa un'ora con battito a 155) ho eseguito l'holter cardiaco che ha avuto questo esito:

RITMO SINUSALE A FREQUENZA MEDIA 69/M.
TACHICARDIA SINUSALE DURANTE LO SFORZO A FREQUENZA MASSIMA 138/M.
TRATTI DI RITMO ATRIALE ECTOPICO.
RALLENTAMENTO NOTTURNO A FREQUENZA MINIMA 53/M.
SPORADICI BATTITI ECTOPICI SOPRAVENTRICOLARI
NON MODIFICAZIONI SIGNIFICATIVE DELLA RIPOLARIZZAZIONE VENTRICOLARE.

Il medico di base disse che era tutto ok.
Una ventina di giorni fa ho avuto un altro episodio piuttosto lungo che mi ha preoccupata, anche perchè da un paio di anni giro con gocce di Lexotan in borsa. Stavolta, anche dopo aver preso qualche goccia il cuore continuava a battere fortissimo. Consultato il medico telefonicamente mi aveva consigliato di andare al p.s. della mia città, ma sinceramente non me la sono sentita perchè ero in ufficio e avrei dovuto guidare da sola. Di solito non avrei avuto nessun problema a farlo ma questa volta appena mi alzavo dal divano dove mi ero stesa, il battito aumentava sensibilmente e mi sembrava di non riuscire a respirare...... Dopo aver chiamato mio marito per farmi accompagnare all'ospedale, di colpo così come è comparso, è tutto sparito. Allora sono rimasta al lavoro. Tra una settimana rifarò l'holter....
Devo dire che è più di un anno che vivo una situazione familiare piuttosto angosciante, con un padre malato di Paralisi Sopranucleare Progressiva e quindi sempre in allerta per gli attacchi di demenza e la sua progressiva "decadenza".....oltre a tutti gli altri problemi quitidiani. Quindi non metto in dubbio di essere piuttosto stressata, ma volevo capire se c'è un rimedio per evitare questi episodi e questo senso di angoscia e di peso che ho perennemente. So che per la tachicardia si usa premere sui bulbi oculari o sulla carotide, ma l'ultima volta non ha funzionato...... Cosa devo fare?
Mi scuso per essermi dilungata troppo..... e ringrazio in anticipo per l'attenzione che mi vorrete riservare.

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
purtroppo gli stati ansioso/emotivi come quelli da lei vissuti danno probabilmente luogo a tachicardie riflesse, che difficilmente possono esser gestiti da una terapia farmacologica specifica antiaritmica. In genere, in tali casi, si invita il paziente a respirare profondamente, ad emettere colpi di tosse, o ad effettuare le manovre da lei descritte e in ultima ratio l'eventuale uso di ansiolitici.
L'esame Holter, nel complesso, non evidenzia particolari problemi aritmici.
Saluti
[#2] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Sarebbe molto importante poter registrare un ECG durante la crisi, dal momento che quando ha eseguito l'holter lei evidentemente non ha presentato alcuna sintomatologia. LA prossima volta che lei dovesse presentare sintomi cosi' prolungati allerti il 118 in modo da poter verificare di che tipo di aritmia si tratti.
Se infatti si trattasse di una banale tachicardia sinusale in effetti questa potrebbe essere legata al periodo stressante che lei sta vivendo; se invece si evidenziasse di una tachicardia sopraventricolare occorrerebbe eseguire accertamenti ed impostare una terapia antiaritmica appropriata.
Cordialmente
cecchini
www.cecchinicuore.org
[#3] dopo  
Utente 338XXX

Iscritto dal 2007
Volevo ringraziarvi per la celere risposta......allertare il 118? Caspita...e se quando arrivano l'episodio è già finito? Non vorrei essere presa per paranoica... L'Ecg eseguito alla fine di un episodio di tachicardia rileva ugualmente qualche anomalia? Buona giornata e ancora grazie!
[#4] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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No, alla fine dell'episodio non vi e' alcuna traccia elettrocardiografia; in altre parole occorre "fotografare" la ritmai quando si presenta.
arrivederci
cecchini
[#5] dopo  
Utente 338XXX

Iscritto dal 2007
Buongiorno....mi ritrovo ancora qui dopo due episodi molto vicini avvenuti giovedì sera e venerdì mattina.....questa volta mi sono recata al p.s. dove mi hanno monitorata e trattata con adenosina. La prima volta non è bastata una fiala da 6 mg/2 e hanno dovuto ripetere il trattamento subito dopo con doppia dose... mi hanno dimessa durante la notte con consiglio di valutazione cardiologica per eventuale studio elettrofisiologico in quanto si tratta di TPSV. Vista la recidiva alla mattina dopo, comincio a preoccuparmi...... Anche nel secondo caso sono dovuta ricorrere all'adenosina.... I medici mi hanno spiegato che si tratta di aritmie non pericolose ma da studiare....non ci ho capito molto sulla modalità per cui si innesta questo circolo vizioso che non si interrompe spontaneamente.... Cosa sarebbe questo studio elettrofisiologico? Grazie!
[#6] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Iscritto dal 2009
Se le hanno rilevato una tachicardia parossistica sopraventricolare che ha risposto all'adenosina significa che lei ha una via naomala elettrica di conduzione. In questii casi e' raccomandabile esehuire uno studio elettrofisiologico per identificarla e "bruciarla" (ablazione).
L'esame consiste nel passare con alcuni cateteri attraverso un'arteria ed una vena dell'inguine, per raggiungere l'interno del cuore e provvedere a quanto sopra descritto. L'esame viweien fatto a paziente sveglio, in anestesia locale e dura circa un'ora a seconda della difficolta' di rintracciare la via anomala.
Cordailmente
cecchini
www.cecchinicuore.org
[#7] dopo  
Utente 338XXX

Iscritto dal 2007
La ringrazio moltissimo per la spiegazione....cercherò di stare tranquilla e andrò dal cardiologo per il consulto.....
Buona giornata!