Utente 243XXX
MIO PADRE ETA' 54ANNI E' DA 2 ANNI AFFETTO DA FA,HA FATTO ALCUNE VISITE DA SPECIALISTI CHE OLTRE A DARGLI UNA CORPOSA TERAPIA CON ANTICOAGULANTI ECC.GLI HANNO FISSATO UN INTERVENTO DI ABLAZIONE,LUI DEVE ANCORA DECIDERE ANCHE PERCHE' IL SUCCESSO NON SUPERA IL 70%,HA GIA' EFFETTUATO LA CARDIOVERSIONE 2 VOLTE CON ESITO FALLIMENTARE,VORREI CHIEDERE SE LA MALATTIA PUO' IN CERTI CASI RISOLVERSI SPONTANEAMENTE E SE C'E' RISCHIO DI MORTE PER QUESTA PATOLOGIA

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Dr. Giuseppe Finzi
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E' necessario sapere se la fibrillazione atriale è "isolata" o legata ad altre malattie cardiache (valvolari o non). Sicuramente avranno fatto a suo padre un ecocardiogramma, uno studio elettrofisiologico, etc., ed i suoi Cardiologi si saranno basati su una serie di dati per proporre la ablazione.
La risoluzione spontanea, in un soggetto cha già due volte non ha risposto alla cardioversione (non ha risposto, come sovente capita: non è il caso di parlare di "esito fallimentare"...)non è frequente, ma tutto può accadere.
La ablazione, nella fibrillazione atriale, ha solitamente lo scopo di bloccare il passaggio dei numerosissimi stimoli atriali al ventricolo (probabilmente le avranno detto che intendono mettere anche un pacemaker?), anche se in alcuni casi si cerca di identificare i punti "malati" da cui l'aritmia origina.
Una procedura che ha successo nel 70% dei casi, in medicina, è una procedura oltremodo valida.
Il rischio fondamentale della fibrillazione atriale è l'embolia arteriosa; è per questo che, giustamente ed in accordo con le linee guida internazionali, suo padre è stato posto in terapia anticoagulante (non "corposa", ma adeguata). Auguri.