Utente 633XXX
Salve Dottori.

Avendo preso consapevolezza della qualità dei "responsi" da Voi elaborati in merito ai quesiti posti in essere da persone che come me sentono il bisogno di consulenza medica professionale, Vi espongo il mio problema, nella speranza di ricevere da parte Vostra le informazioni desiderate:

Io, purtroppo, ho un testicolo più piccolo dell'altro (grazie ad una visita andrologica un dottore mi disse che ciò è dovuto molto probabilmente ad una vena varicosa apparsa in età preadolescenziale).
Sono venuto a conoscenza che (forse) esiste la possibilità di sostituire il testicolo in questione con una protesi in silicone o quant'altro...
1_ E' vero?
2_ Se sì: una donna se presta determinata attenzione se ne può avvedere? In che mododa cosa?
3_ Se sì: E' anche POSSIBILE semplicemente "RICOPRIRE" il testicolo esistente al fine di farlo diventare di dimensioni uguali all'altro?
4_ Se sì: C'è un medico che possiede ragguardevole esperienza in tali pratiche?
5_ Se sì: quanto verrà a costare l'operazione (approssimativamente)?
6_ Se sì: quali sono gli aspetti negativi, di un intervento del genere, che potrebbero sorgere?
7_ Potreste darmi altre informazioni in merito?

Ringrazio anticipatamente per la professionalità, la competenza e la disponibilità.

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,il testicolo si può sostituire con una protesi al silicone ma si rimuove solo in presenza di un tumore o di un'atrofia
(virale,batterica,traumatica etc.)e non per un problema estetico.In caso di protesi una donna non se ne dovrebbe avvedere.Non é possibile implementare la volumetria "a strati".Non ci ha detto nulla sulle cause di questa ipotrofia monolaterale per cui Le consiglio di consultare un esperto uro-andrologo che inquadri il Suo caso a 360 gradi e decida la strategia terapeutica idonea.Cordialità.
[#2] dopo  
Dr. Giuseppe Quarto
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canocordo con quanto detto, la cosa imporatnte è verificare se tale testicolo è funzionante ed in oltre verificare la sua fertilità
cordiali saluti
Dott. Giuseppe Quarto
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[#3] dopo  
Utente 633XXX

Iscritto dal 2008
Innanzitutto GRAZIE a tutti Voi per le risposte alla mia richiesta d'informazioni.

Re: Dr. Pierluigi Izzo

Se non erro per atrofia s'intende una diminuzione dimensionale del sopracitato ma mi chiedo io: le cause della dimensione ridotta di un testicolo possono essere diverse ma l'effetto di codeste è sempre il medesimo! (Nel mio caso comporta oltretutto una specie di dismorfofobia.)
Perchè l'EFFETTO viene corretto solo in determinati casi e non quando è dovuto, come per il mio caso, da una vena varicosa in età adolescenziale? Mi sembra aberrante per principio.
[#4] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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...credo che entrato in confusione.Se trova in tutta Italia un Collega che asseconda la Sua richiesta (aberrante) ce lo faccia sapere...Cordialità
[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,
solo in presenza di una atrofia conclamata del testicolo, non di una riduzione del volume, si procede ad una sua rimozione e sostituzione con una protesi. Tenga presente che un testicolo di dimensioni ridotte generalmente continua a produrre la sua mormale quota ormonale e può avere anche un epitelio seminale attivo. Asportato, se lei dovesse avere un problema al testicolo rimasto in sede, si potrebbe determinare una situazione clinica in cui lei , ora senza problemi, andrebbe incontro ad una terapia sostitutiva ormonale a vita.
Meditare , prima di agire!
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
www.andrologiamedica.org
[#6] dopo  
Utente 633XXX

Iscritto dal 2008
Salve e grazie a tutti Voi per le risposte alla mia richieta d'informazioni.

Dott. Beretta non avevo pensato alle variabili negative che potrebbero sorgere in futuro nell'attuazione di un intervento del genere: grazie per avermi messo "in guardia" illuminandomi a tal proposito.

Dott. Izzo la mia perplessità era la seguente:
Se non erro per atrofia s'intende una diminuzione dimensionale del sopracitato ma mi chiedo io: le cause della dimensione ridotta di un testicolo possono essere diverse ma l'effetto di codeste è sempre il medesimo! (Nel mio caso comporta oltretutto una specie di dismorfofobia.)
Perchè l'EFFETTO viene corretto solo in determinati casi e non quando è dovuto, come per il mio caso, da una vena varicosa in età adolescenziale? Mi sembra aberrante per principio.
Non capisco la Sua risposta.

Ancora grazie.

Anonimo (per ovvi motivi)
[#7] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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...non capisco cosa intenda per vena varicosa in età adolescenziale...E' difficile credere che un varicocele crei uno ipotrofia testicolare bilaterale spiccata e,tantomeno,un'atrofia.
L'aberrazione,se compare,non é certamente nell'atteggiamento di noi specialisti...Cordialità
[#8] dopo  
Utente 633XXX

Iscritto dal 2008
Salve.

Grazie a tutti Voi. Decisa mente soddisfatto dalla celerità, la competenza e la disponibilità da Voi dimostrate, se in futuro avrò ancora bisogno di informazioni in merito al problema di cui sopra, non indugerò nel rivolgermi nuovamente a voi.

Ancora grazie.

Distintamente e cordialmente

Anonimo(...)
[#9] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
un testicolo "ipotrofico" è per definizione un testicolo ridotto di volume, in un range di dimensione molto variabile, e con strutture a funzionalità spermiogenetica, seppure ancora presenti, ridotte e compromesse a vario livello di gravità.
Il varicocele, insorto in età adolescenziale, può comportare certamente ipotrofia testicolare. E' proprio questo il parametro su cui si basa l'indicazion echirurgica di correzione.
Un testicolo "atrofico" è un testicolo non solo diminuito di volume ma anche caratterizzato dalla assenza quasi completa delle strutture deputate alla spermiogenesi. Ovviamente la diagnosi differenziale può essere clinica e strumentale tramite esame ecografico, ma la certezza assoluta non può che venire dall'esame istopatologico. L'atrofia è infatti una diagnosi istologica e non clinica. Tenga presente che la funzione endocrina (cellule di Leydig) può essere conservata anche in un tetsicolo francamente atrofico. Detto questo.
Il posizionamento di una protesi testicolare ha delle precise indicazioni, controindicazioni, rischi generici e specifici, complicanze e sequele.
Mi tenga ancora informato se lo ritiene utile ed opportuno.
Auguri affettuosi per tutto ed un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#10] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
come spesso ripeto in questo sito ,vista la sua "giovane" età, approfitti di questo "disturbo-malessere-problema" , per conoscere finalmente , se non ancora fatto, il suo andrologo di fiducia. Impari dalla sua compagna e dalle donne che lo circondano che sicuramente ,già da anni, conoscono il loro ginecologo.
Un cordiale saluto

Giovanni Beretta
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[#11] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
ed ancora vorrei aggiungere...che spero Lei non debba ricorrere al Forum per avre altre delucidazioni almeno su questa tematica, nel senso che spero Lei programmerà un incontro Medico "reale" e risolverà quindi in maniera "reale" il problema.
Affettuosi saluti ed auguri per tutto
Prof. Giovanni MARTINO
[#12] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
al di là di inutili polemiche, non farei il manicheo, e seguirei in contemporanea le due strade: informazione più puntuale e precisa , anche consultando il nostro sito (perchè no!), e valutazione clinica "reale" con un esperto andrologo.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#13] dopo  
Utente 633XXX

Iscritto dal 2008
Grazie a tutti Voi. Mi sottopporrò ad una visita andrologica appena possibile.

Solo una domanda:
<Il Dott. Vaccari (andrologo): lo conoscete? Farebbe al mio caso?>

Grazie ancora.

Distintamente e cordialmente

Anonimo (...)
[#14] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,
non ci chieda inutili consigli riferiti a questo o quel collega con tanto di nome . In questi casi si ha sempre la sensazione ed il sospetto che siano indicazioni "lanciate" e date o dallo stesso medico o da amici e parenti. Detto questo, quello che possiamo consigliarle è di consultare un andrologo esperto in patologia della riproduzione umana.
Un cordiale saluto

Giovanni Beretta
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[#15] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
non voglio essere malizioso fino al limite del Collega BERETTA. Ma in ogni caso non credo che sia il caso, in Forum Pubblico, emettere giudizi professionali su questo o quell'altro Collega. Non sarebbe nè etico e nè professionale.
D'altra parte tutti conoscono tutti...:)...se si inzia su questa strada ...
Un affettuoso saluto e mi tenga informato dell’evoluzione del storia clinica, se lo desidera.
Cordialmente
Prof. Giovanni MARTINO
[#16] dopo  
Utente 633XXX

Iscritto dal 2008
Grazie.