Utente 301XXX
Buongiorno,
una decina di giorni fa, mi sono svegliato di notte in preda a un certo affanno. Dopo pochi minuti ha cominciato a manifestarsi una fastidiosa sensazione di oppressione al petto e quindi un dolore non particolarmente intenso ma persistente che da retrosternale si è irradiato a collo e mandibola, mentre il braccio sinistro ha cominciato a formicolare. Essendo un soggetto a rischio (40 anni, fumatore, sedentario e sovrappeso con 90kg per 184 cm), ho chiamato il 118 e sono stato trasportato al PS. L'ecg è risultato normale, la troponina ha subito una piccola fluttuazione (0,1) al secondo prelievo per poi ridiscendere al terzo ampiamente sotto i livelli fisiologici ma questo ha spinto i medici a spostarmi in cardiologia.

Il dolore è scomparso in circa 30-40 min per poi ripresentarsi dopo un paio di ore di intensità però maggiore accompagnato da sudorazione e leggero senso di nausea. Ho subito nei due giorni successivi due ecocardio (negativi) e una prova da sforzo massimale interrotta a 190W (costantemente monitorato durante il ricovero). Sono stato dimesso senza una diagnosi e con il consiglio di indagare eventuali problemi gastrici.

Dopo 48 ore il problema si è ripresentato mentre salivo le scale della metropolitana: stesso pattern del dolore, stessa intensità. Ho continuato a camminare ed è scomparso dopo 20 minuti lasciando un pesante senso di oppressione. il giorno dopo si è ripresentato nuovamente e sono tornato in PS dove due ECG sono risultati normali e due prelievi effettuati a 6 ore di distanza sono risultati negativi per la troponina e per gli altri possibili marker di sofferenza cardiaca. Effettuati rx torace che non hanno mostrato nulla di evidente. Sono stato dimesso dopo qualche ora e il cardiologo che mi ha visitato ha suggerito, eventualmente, una angiotac

Ora da qualche giorno sto seguendo una terapia volta a ridurre eventuali problemi dovuti a esofagiti o problemi gastrici (lansox, noremifa, peridon, riopan al sitomo...). Tuttavia la situazione non migliora e la sensazione di oppressione al petto rimane e riacutizzandosi ogni tanto nei momenti più strani, specialmente mentre guido... i farmaci sintomatici prescritti non danno alcun sollievo.

E' possibile che diversi ECG, un monitoraggio costante di 3 giorni in cardiologia, due ecocardiogrammi e una prova da sforzo massimale negativa possano non aver individuato un problema coronarico? Devo sottopormi a una coronarografia?

Ringrazio per l'attenzione

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Non bisogna fare terapie senza prima aver fatto una diagnosi. Così per l'apparato gastroenterico è opportuno un approfondimento diagnostico con indagini specifiche. Per il cuore è possibile avere dei falsi negativi degli esami strumentali, soprattutto se non sono quelli più adeguati per la verifica del sospetto diagnostico (nel suo caso solo il test da sforzo è più affidabile per escludere un problema coronarico, ma può comunque dar luogo a falsi negativi). In questi termini è utile l'angiotac consigliata ed eventualmente una coronarografia che rappresenta l'esame gold standard.
saluti cordiali
[#2] dopo  
Utente 301XXX

Iscritto dal 2013
La ringrazio per la pronta risposta. Sono stato dimesso in entrambi i casi con rassicurazioni sullo stato del mio cuore e con il consiglio persino di riprendere una costante attività fisica per perdere peso... Ma d'altronde nessuno è un mago. Avrei preferito evitare la coronarografia visto il rischio implicito dell'esame ma se è l'unico modo per essere sicuri (visto che l'angiotac mi dicono essere certamente probante solo se negativa)...
Grazie ancora.

Cordiali saluti a lei
[#3] dopo  
Utente 301XXX

Iscritto dal 2013
Buongiorno,
un anno fa in seguito a una serie di episodi anginosi o, diciamo così, pseudo-anginosi, sono stato sottoposto a coronarografia risultata assolutamente negativa. L'esame è stato svolto a causa del profilo a rischio (all'epoca 40enne, fumatore e sedentario con storia famigliare di infarti) nonostante una precedente, lunga batteria di esami cardiologici non invasivi avesse spinto tre diversi cardiologi a considerarmi possessore di un cuore sano. Ma mio padre era affetto da una cardiomiopatia dilatativa che l'ha portato al trapianto. Vero è che non ha una base genetica visto che è stata causata da una patologia infettiva mal curata negli anni 50. Tuttavia, per scrupolo... La risposta è sempre stata: mangia meglio, fai sport e non fumare più. Consigli tutti seguiti (tranne forse l'attività fisica che rimane ridotta rispetto a quella precedente agli episodi di cui sopra).

Effettutate tutte le indagini gastroenterologiche del caso sono risultato affetto da reflusso come evidenziato da rx con pasto baritato e una lieve forma di gastrite. Nulla che potesse giustificare in pieno la mia sintomatologia.
Comincio così a seguire una terapia ad hoc.

Effettuo comunque ulteriori esami indagando altre possibili cause e mi viene diagnosticata la sindrome dello stretto toracico superiore post traumatica. In un anno e mezzo fa sono stato vittima di un frontale in auto e la cintura di sicurezza pare abbia causato una forte compressione di muscoli, nervi e vasi. Da un anno mi sottopongo a fisioterapia regolare per ridurre i sintomi dello stretto toracico.

Tutto è andato per il meglio fino a 4 mesi fa quando durante una delle mie corsette/camminate d'allenamento ho avvertito di nuovo una forte sensazione di oppressione toracica a livello della seconda e terza costa (a sin) e il canonico irradiamento a bocca dello stomaco, collo, mandibola e braccio sinistro fino al quarto e quinto dito della mano. Attribuisco sul momento il fenomeno allo stretto toracico ma comunque interrompo la corsa. Il fastidio a riposo è passato in circa 40 minuti. Da quel giorno tuttavia ho disturbi del genere quotidianamente, più volte al giorno, in corrispondenza di sforzi anche banali. A volte anche a riposo o in seguito all'attività sessuale. A volte vado in lieve affanno e sudo abbondantemente, però sinceramente non saprei dire quando sia malessere fisico, quanto panico.

Mi risottopongo a ecg, ecocardio, holter e prova da sforzo (massimale) ancora una volta risultati negativi, ad eccezione di qualche extrasistole benigna registrata nel corso di ogni esame. L'extrasistolia è una caratteristica a cui sono abituato da sempre e che non mi ha mai abbandonato né inquietato più di tanto. Soltanto una lieve dolenzia a livello clavicolare durante la prova da sforzo che il cardiologo ha definito di natura decisamente non cardiogena.

Tuttavia il fastidio permane e compromette la qualità di vita. Mi tengo lontano dallo sport, da qualsiasi sforzo fisico, evito persino di fare le scale quando posso. Insomma mi comporto come un cardiopatico grave senza probabilmente esserlo.

I cardiologi che mi hanno visto in questi mesi dopo aver ricordato la coronarografia di un anno fa mi hanno detto che sarebbe inutile rifarla a distanza di 12 mesi. La loro impressione è che la mia sintomatologia sia legata a un mix di fattori che vanno dallo stretto toracico al reflusso che combinandosi tra loro creano questo quadro pseudocardiogeno. Sono rarissime tuttavia le giornate di benessere in cui posso farmi una camminata a 6-7 km/h per 5-6 km senza avvertire alcun fastidio. Ultimamente, anzi, mi prendono spesso strani mal di stomaco al mattino o durante la notte. Li definisco strani perché pur conoscendo bene il mal di stomaco questo fastidio all'altezza del cardias mi è nuovo.

Non so che dire. Sono perplesso, evidentemente in ansia, e chiedo a voi gentilmente un parere. Evito di riportare l'esito dei numerosi esami cui sono stato sottoposto perché sono tutti assolutamente nella norma (compresi quelli del sangue). Ovviamente considerando i limiti insormontabili di un consulto via internet.

Ringraziando per l'attenzione, auguro una buona giornata.