Utente 339XXX
Buongiorno. Ho 22 anni e da circa sei mesi ho accusato in successione i seguenti sintomi: per i primi due mesi circa palpitazioni sporadiche e di variabile entità senza tuttavia alcun altro sintomo e che sparivano (o comunque non avvertivo) nel corso di attività qualunque che distogliessero da esse la mia attenzione. A queste si aggiunto, con il tempo, un senso di oppressione (senza alcun dolore) al basso sterno e alla bocca dello stomaco, che si accompagnava o meno alle palpitazioni: anche in questo caso i sintomi, in compresenza di altre attività (addirittura cito un'escursione in montagna), non si facevano avvertire.
I disturbi suddetti tuttavia sono diventati sempre più frequenti sino a sfociare in vere e proprie crisi accompagnandosi a sensazione di respiro corto, tachicardia e sempre maggiore senso di oppressione gastrico e/o sternale (in realtà non so localizzarlo nemmeno io con esattezza nel corso di questi episodi) e talvolta anche lieve nausea, costringendomi a recarmi alla guardia medica per ben due volte: li (a sintomi già attenuatisi) mi è stato auscultato il cuore (tutto in regola), misurata la pressione (120/80), la frequenza cardiaca (tra i 75 e gli 80 bpm) e la saturazione (99%), dopodiché mandato a casa in assoluta tranquillità, con la prescrizione accessoria di un ansiolitico (Xanax in gocce).
La prima crisi (piuttosto lieve) si è presentata mentre mi trovato disteso a letto dopo pranzo, a seguito di quello che ho percepito come un battito anomalo (extrasistole?) e che ha innescato in me agitazione e conseguente tachicardia. L'ultima pochi giorni paradossalmente senza alcun sintomo di quelli finora descritti, semplicemente una sensazione di straniamento e malessere che mi ha costretto a interrompere ciò che facevo (suonavo il pianoforte) e mettermi disteso a letto. Per tutto questo tempo, inframezzato da questi episodi culmine, ho vissuto con sensazione di fiato corto e oppressione allo stomaco per gran parte delle ore della giornata, che talvolta in presenza di distrazioni riesco a controllare, ma spesso e volentieri, sul punto di cedere, mi costringe a abbandonare il luogo in cui mi trovo e tornare di corsa a casa. Tra gli altri sintomi segnalo bruciore esofageo nella deglutizione e frequenti eruttazioni nel corso della giornata; qualche altra volta ho percepito quella che, per mie conoscenze, identifico come extrasistole, ma in realtà non saprei.
Domattina finalmente andrò dal medico di base. Sono piuttosto incline a ritenere, nei momenti di lucidità, che si tratti di episodi di ansia o di panico, ma penso sia normale in queste situazioni che il primo pensiero vada al cuore. Volevo appunto un parere ed eventualmente un consiglio su eventuali esami da farmi prescrivere in tal senso.
Non fumo, pratico attività sportiva blanda (palestra due o tre volte alla settimana; peraltro ho già eseguito per questo un elettrocardiogramma a riposo senza riscontrare anomalie), piuttosto mi capita di eccedere con l'alcool.
Saluti.

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Dr. Mariano Rillo
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Non è naturale che "....il primo pensiero vada al cuore"... questo succede proprio in conseguenze di crisi di panico...comunque per ogettivare il tutto potrebbe fare un Holter ECG delle 24 h segnalando i disturbi nel moemnto in cui si verificano.
Saluti cordiali